Franco Minissi. Musei e restauri. La trasparenza come valore

Martedì 1 marzo 2011, presso la Sala Mostre & Convegni Gangemi Editore a Roma, verrà presentato il volume di Beatrice A. Vivio dal titolo Franco Minissi. Musei e restauri. La trasparenza come valore.

Sono oltre centocinquanta i musei e i restauri dell’architetto Franco Minissi (Viterbo, 1919-1996), più di cinquanta le sistemazioni di siti archeologici e di centri storici, decine gli allestimenti per mostre e arredamenti d’interni: anche solo l’ampiezza basterebbe a motivare una rilettura della sua produzione alla luce delle divergenze che ancora oggi dividono la critica sulla conservazione delle sue opere.
La spinta verso il rinnovamento della società e le responsabilità della cultura hanno permeato l’approccio dell’architetto sin dagli esordi professionali al servizio del Sottosegretariato alle arti e allo spettacolo di Carlo Ludovico Ragghianti, nel governo di coalizione di Ferruccio Parri (1945). A partire dalla ristrutturazione del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma (1950-1960), le soluzioni di Minissi per la tutela architettonica e archeologica sono divenute sempre più originali e sperimentali, come dimostrano il sistema di tettoie trasparenti sui resti della Villa romana del Casale di Piazza Armerina (Enna, 1958-1967), in corso di rimozione nell’attuale cantiere del restauro, oppure la rievocazione in plexiglas della forma del teatro greco di Eraclea Minoa sovrapposta alle gradonate in pietra (Agrigento, 1960-1963). Le proposte ingegnose gli valsero premi e riconoscimenti, nonostante le reticenze espresse già da allora da critici conservatori e anche da progettisti promotori di ben più pesanti interventi sulle preesistenze.
Beatrice Vivio mette in luce l’orientamento che ha caratterizzato i contributi di Franco Minissi: un dialogo con l’antichità mirato al massimo coinvolgimento della cittadinanza e affinato da una propensione museografica per la decifrabilità del palinsesto e la reversibilità delle aggiunte, capisaldi del restauro critico. I caratteri di leggerezza e flessibilità soccombono, però, di fronte alle incurie della manutenzione e dietro la spinta di nuove esigenze conservative e più aggiornate interpretazioni. Il volume  propone quindi una riflessione sulle opere emblematiche della modernità che, seppur concepite con una vita a termine, andrebbero tutelate: nel caso di Minissi proprio per aver arricchito il dibattito del restauro e i modi di restituire vitalità alle architetture del passato.

Anche solo l’ampiezza della produzione dell’architetto Franco Minissi (1919-1996) basterebbe a motivare una ragionata disamina delle opere, sia per rimuovere la patina di oblio che, a tre lustri dalla scomparsa dell’autore, purtroppo sembra già ricoprire il suo lavoro, sia per rispetto di un’epoca, il secondo dopoguerra italiano, che ha offerto spunti preziosi e realizzazioni di alta qualità. La critica architettonica ha esaltato le figure di Giovanni Michelucci, Carlo Scarpa, Franco Albini, Mario Ridolfi, Ignazio Gardella, mentre ha troppo spesso accostato Franco Minissi alla sola protezione dei siti archeologici. Una rilettura critica delle sperimentazioni di Gela, Eraclea Minoa, Piazza Armerina, assieme alle realizzazioni di Villa Giulia, del Museo di Agrigento o dell’Auditorium del SS. Salvatore di Palermo, può far conoscere la coerenza concettuale di questo architetto, particolarmente attento al connubio fra esigenze del presente e conservazione delle antichità, a qualsiasi scala. È un dialogo col passato, il suo, affinato da una sensibilità di museo grafo, che emerge nella propensione verso flessibilità e reversibilità dell’intervento, lasciando ai posteri la possibilità di rimuovere le aggiunte senza offesa del monumento, di fronte a nuove esigenze e interpretazioni. Gli aggiornamenti museografici delle ultime decadi, però, minacciano di eliminare ogni traccia di un modus operandi che può ancora offrire valide riflessioni: una leggerezza di accostamento e una ricerca di trasparenza per niente casuali, bensì fondate sulla consapevolezza storica di un progettista che vagalia, che per dirla con parole di Cesare Brandi, è riuscito ad essere “ad un tempo ossequioso dell’antico e assertore del moderno”.

 

Interverranno alla presentazione:
Giovanni Carbonara, Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio;
Giovanni Bulian, Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio;
Gisella Capponi, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro;
Maria Concetta Laurenti, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro;
Licia Vlad Borrelli, Associazione Amici di Cesare Brandi.

 

SCHEDA EVENTO

 

Presentazione del volume
Franco Minissi. Musei e restauri. La trasparenza come valore

 

Data
martedì 1 marzo 2011

 

Luogo
Sala mostre & Convegni Gangemi Editore
via Giulia 142
Roma

Orario
17.30

 

SCHEDA DEL LIBRO

 

Titolo
Franco Minissi. Musei e restauri. La trasparenza come valore

Autore
Beatrice A. Vivio

 

Collana
Arti Visive, Architettura e Urbanistica

Formato
17 x 24 cm

Legatura
Filorefe

ISBN13: 978-88-492-1991-3

 

Anno di edizione | 2010
Pagine | 320
Prezzo | 28,00 € 

 

 

Nell’immagine, Villa del Casale, Piazza Armerina. La grande copertura trasparente progettata da Franco Minissi. Foto di Nicola Santopuoli

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico