Franceschini in Action, arriva l’Art Bonus per rilanciare la cultura

Franceschini si sta muovendo, con l’ART BONUS. Arrivano nuove norme per la tutela dei beni culturali e, dunque, il rilancio della cultura, che in Italia negli utlimi 20 anni è stata bistrattata, sostituita con i culi in TV. Sotto riporto i punti più interessanti per me, e ce ne sono, anche se penso che la politica continui a essere cieca sul fatto che la cultura non è solo beni culturali o lirica e teatro. I beni culturali portano turismo. Ma i giovani, la forza culturale maggiore in ogni paese, si muovo anche su altri fronti, come la musica, la musica dal vivo (che fine farà l’inziativa di Bray?) e la PROGETTAZIONE, che è cultura: bisogna trovare i soldi per finanziare quella buona, incrementando le possibilità che i giovani hanno di conoscere gli architetti internazionali che siano per loro fonte continua di ispirazione. Come? Attraverso i LIBRI, di cui bisogna incentivare sul serio l’acquisto. C’era già sta una proposta, ma si era rilevata poi una mezza intenzione.


Ma vediamo quali idee ha avuto finora Franceschini.


Misure per favorire il mecenatismo culturale (ArtBonus)
Le erogazioni liberali per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura pubblici o per la realizzazione di nuove strutture o il restauro e il potenziamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri pubblici possono beneficiare di un credito di imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti senza scopo di lucro nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile, ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui. Per questi ultimi, il credito d’imposta è utilizzabile anche in compensazione e non rileva ai fini delle imposte su i redditi e sull’Irap.
Inoltre si prevedono interventi in materia di:
– Trasparenza sulle donazioni: obbligo di comunicare, anche sui siti web, l’ammontare ricevuto e il suo utilizzo.  
– Crowdfunding e Fundraising: organizzazione in capo al Mibact (a costo zero) di nuove apposite strutture per incentivare donazioni.


Semplificazioni delle procedure per il Grande Progetto Pompei
Il Direttore Generale per il Grande Progetto Pompei (GPP) può avvalersi dei poteri commissariali previsti per la velocizzazione delle procedure esecutive degli investimenti. La soglia per il ricorso alla procedura negoziata è elevata a 3,5 milioni di euro. Il direttore generale può revocare in qualunque momento il responsabile unico del procedimento al fine di garantire l’accelerazione degli interventi e superare difficoltà operative. Il responsabile del procedimento può sempre svolgere, per più interventi, nei limiti delle proprie competenze professionali, anche le funzioni di progettista o di direttore dei lavori; la verifica dei progetti è sostituita da un’attestazione del responsabile unico del procedimento. Semplificazione delle procedure di governance delle strutture del GPP e delle procedure di approvazione del piano strategico. Nuove assunzioni per accelerare la progettazione.


Tutela e la valorizzazione del complesso della Reggia di Caserta
Per restituire il complesso della Reggia di Caserta (comprendente la Reggia, il Parco Reale, il giardino ‘all’inglese’, l’Oasi di San Silvestro e l’Acquedotto Carolino) alla sua destinazione culturale, educativa e museale, è avviato il progetto di riassegnazione degli spazi dell’intero complesso, da eseguire entro il 31 dicembre 2014. Per assicurarne la realizzazione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, verrà nominato un commissario che sarà consegnatario unico dell’intero complesso.


Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” e misure per il finanziamento
Entro il 31 dicembre di ogni anno verrà adottato un piano strategico per i grandi progetti sui beni culturali, che individua beni o  siti di eccezionale interesse per i quali sono necessari interventi di restauro e valorizzazione.
Inoltre sono previste le seguenti misure:
– Eliminazione del limite dei 100 milioni per investimenti in favore dei beni culturali e ripristino del 3% delle risorse aggiuntive previste per opere infrastrutturali. Di questo 3%, 3 milioni di euro annui sono destinati, nel quadriennio 2013, 2014, 2015 e 2016, a finanziare progetti di attività culturali promossi dagli Enti Locali nelle periferie urbane.
– Rifinanziamento con 1,5 milioni di euro per il 2015 e 1,5 milioni di euro per il 2016 del fondo per promuovere l’occupazione giovanile in ambito culturale.


Credito d’imposta per la digitalizzazione e ammodernamento degli esercizi ricettivi  
Per sostenere la competitività del sistema turistico italiano, le imprese ricettive potranno beneficiare di crediti d’imposta del 30% per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento delle strutture e del 30% per investimenti volti a favorire la digitalizzazione.


Riproduzione fotografica dei beni culturali
Si introduce una parziale liberalizzazione del regime di autorizzazione della riproduzione e della divulgazione delle immagini di beni culturali per finalità senza scopi di lucro quali studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero, espressione creativa e promozione della conoscenza del patrimonio culturale.


Manager museale
Si da l’avvio alla possibilità di creare soprintendenze autonome, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, per i beni e i siti culturali di eccezionale valore. In questi ultimi e nei poli museali è prevista la figura dell’amministratore unico, da affiancare al soprintendente, con specifiche competenze gestionali e amministrative in materia di valorizzazione del patrimonio culturale.

Infine segnaliamo anche la Tax Credit per il Cinema, arte che in redazione amiamo molto (ieri sera qualcuno di noi ha visto l’ultimo XMEN, ma questo è un cinema un pò diverso rispetto a quello che la Tax Credit italiana andrà a finanziare).
Al fine di attrarre investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica, il limite massimo del credito d’imposta per le imprese di produzione esecutiva e le industrie tecniche che realizzano in Italia, utilizzando mano d’opera italiana, film o parti di film stranieri è innalzato da 5 a 10 milioni di euro.
Lo stanziamento per le agevolazioni fiscali al cinema e agli audiovisivi è aumentato di 5 milioni di euro e passa da 110 a 115 milioni.

 

a cura di Enrico Patti

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