Forse tornano gli spettacoli al Colosseo, Franceschini vuole la lotta greco romana

Il Ministro Franceschini, ispirandosi a uno scritto dell’archeologo Daniele Manacorda, vorrebbe tornare a fare gli spettacoli al Colosseo. Così ha aperto l’Ansa:

 

“Un’ampia superficie al posto del labirinto di muri scoperchiati al sole, un’arena candida per ospitare, come un tempo, gare e spettacoli o anche solo per passeggiare nello spazio immenso dell’anfiteatro, calpestato dai gladiatori duemila anni fa, e spingersi poi nei sotterranei bui, destinati alle belve, ai feriti, agli addetti alle attività sceniche. È la suggestione che ha sedotto il ministro Franceschini, che lancia su Twitter la proposta di restituire al Colosseo l’aspetto che aveva fino a poco più di un secolo fa”.

 

Basta un po’ di coraggio, twitta Franceschini, postando alcune foto in cui l’arena è circondata dagli spalti rovinati dai secoli. Ripristinare l’Arena potrebbe arricchire le visite del Colosseo, creando percorsi guidati anche nei sotterranei, che oggi sono un vero labirinto. Oltre agli spettacoli, si potrebbero aprire nuove occasioni di visita: passeggiate notturne, proiezioni ed eventi. Oltre a un’occasione per creare nuovi appuntamenti culturali, servirà per avere nuove entrate economiche per il Ministero dei beni culturali, il che non farebbe nemmeno schifo.

 

Il modello da seguire è il progetto di Piero Angela e Paco Lanciano che ha ridato luce e vita al Foro di Augusto. Il progetto vero e proprio per il Colosseo andrà affidato a un tavolo tecnico e a una commissione di esperti per definirne modalità, soluzioni e costi. Quanti anni passeranno!
Forse però quello degli anni che passano è un pregiudizio. Franceschini pensa e la soprintendenza per i beni archeologici si muove: sta già lavorando agli approfondimenti sulle possibili soluzioni tecniche. Le linee guida invece vanno prese da un’altra parte, sono nell’intervento pubblicato da Manacorda a luglio sulla rivista Archeo e dicono più o meno così:

 

Rifare l’arena quali problemi comporta? Francamente non ne vedo: restituire ai sotterranei la loro sotterraneità significa offrire la possibilità di visitarli addentrandosi in un labirinto, questa volta però sensato”, permettendo all’anfiteatro di tornare un luogo aperto a “ogni possibile evento della vita contemporanea”, magari gare di lotta greco-romana, o una recita di poesie, o un volo di aquiloni.

 

L’idea di Franceschini convince appieno Gaetano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e subito: “Basta con i feticismi, spieghiamo ai visitatori cosa è stato il Colosseo e quali funzioni ha svolto”. Una bocciatura pesante, invece, arriva da Tomaso Montanari, che parla di idea “povera culturalmente, banale e banalizzante”: “Con tutto quello che c’è da fare, con tutto l’enorme patrimonio d’arte in pericolo, con le tante, tantissime cose sconosciute dei nostri tesori è giusto che il ministro si concentri sul Colosseo e sul suo uso spettacolare?”.

 

Amaro anche Salvatore Settis: in un “momento drammatico per la tutela del patrimonio”, con lo Sblocca-Italia che “contiene norme devastanti”, restituire l’arena del Colosseo non è “una priorità ragionevole”. E ancora: “Senza nuovi investimenti il destino dei nostri beni culturali è segnato: ogni placebo (come questo progetto) durerà lo spazio di un mattino”.

 

Beh, due cose. Sinceramente spero che ci organizzino qualcosa di più “contemporaneo”. Se ci organizzi la lotta greco-romana, poi rischi che non ci vada nessuno e chiudi dopo 2 anni di esercizio, in perdita. Un volo di aquiloni invece potrebbe essere un’idea, per le famiglie, una recita di poesie va già meglio della lotta greco-romana. Ma siamo ancora lontani dalla consapevolezza che la realtà è cambiata. Bisognerebbe fare qualcosa per i giovani, sul modello dell’Arena di Verona di qualche anno fa. Se poi il Governo vuole essere sempre il Governo che fa le cose ma le fa per l’Italia che c’era e che non ci sarà, allora organizzi la lotta greco-romana. Ma sarebbe un’occasione persa.

 

Secondo punto. Settis non ha ragione, non si tratta di un placebo, l’idea che sta alla base, almeno per come l’ho interpretata io (creare nuovi spazi) è giustissima, è creando nuovi spazi che si fa in modo che la gente esca dal grigiore della crisi, soprattutto se gli spettacoli si fanno a prezzi accessibili, e non a peso d’oro (un punto importante, il Ministro dovrebbe ascoltare, ma capisco che sia dura e che la voce di Architetti.com sia troppo piccola). A partire dal Colosseo, si dovrebbero recuperare altri spazi regalati alle tenebre, anche non così prestigiosi come l’Anfiteatro Flavio.

 

Però, svecchiate gli spettacoli, e guardate anche ai giovani: concerti di musica che non abbia 100 anni o di autori che non ne abbiano 200, mostre, piccoli festival. Come vi viene in mente di organizzare uno show di lotta greco-romana? Io dico che serve moltissima fantasia anche solo per pensarci.

 

di Enrico Patti

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