Formazione Architetti, UE: nuove condizioni minime

In Italia, è entrato in vigore il 10 febbraio il decreto legislativo che recepisce la nuova versione della direttiva europea sulle qualifiche professionali (direttiva 2013/55/Ue) e che contiene novità dell’ UE per la formazione universitaria e il tirocinio architetti.

Il testo definisce le competenze che ciascuno studente di architettura deve acquisire durante il corso di studio e fissa i parametri per il riconoscimento automatico nei paesi dell’Unione Europea.

 

Titolo di Architetto: riconoscimento automatico in UE

Il titolo di architetto gode del riconoscimento automatico: ogni stato membro lo riconosce, conseguito in un altro Paese, se conforme a condizioni minime dettagliate dalla direttiva. Gli stati gli attribuiscono automaticamente, per l’accesso e l’esercizio dell’attività professionale, lo stesso valore di un titolo rilasciato dalle proprie università.Il principio era già stato sancito nella prima versione della direttiva sulle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/Ce). A cambiare sono le condizioni minime di formazione, tra cui l’ingresso al tirocinio.
Per godere del riconoscimento automatico, secondo il nuovo Dlgs, la formazione di architetto deve prevedere 5 anni di università oppure non meno di 4 anni di studi e un attestato che certifichi il completamento di due anni di tirocinio professionale.

 

Tirocinio Architetti: caratteristiche dopo la direttiva europea

Il tirocinio deve essere effettuato sotto la supervisione di un professionista, anche in un altro stato membro della Ue. In quest’ultimo caso dovrà attenersi alle linee guida sul tirocinio che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrà emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore.

Cioè, entro entro il 10 aprile 2016 saranno disponibili le linee guida sul tirocinio per gli architetti.

Il tirocinio potrà essere avviato solo dopo il completamento dei primi tre anni di università: bisogna, per fare il tirocinio, terminare gli esami dei primi tre anni. Almeno un anno del tirocinio deve far riferimento a competenze e capacità specifiche, tra cui:
– la capacità di realizzare progetti architettonici che soddisfino le esigenze estetiche e tecniche,
– la conoscenza dell’urbanistica e delle tecniche applicate nel processo di pianificazione,
– l’approfondimento di problemi legati alla progettazione strutturale e all’ingegneria civile, connessi con la progettazione di edifici.

Il tirocinio deve sensibilizzare su questioni etiche gli architetti che, si legge nel DLgs, dovranno “capire l’importanza della professione e delle funzioni dell’architetto nella società, in particolare elaborando progetti che tengano conto dei fattori sociali”.

La tessera professionale europea introdotta per infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari non interessa, dunque, gli architetti, per ora.

 

Il decreto a cui facciamo riferimento è:

Decreto Legislativo 28 gennaio 2016, n. 15. Attuazione della direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n. 1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno («Regolamento IMI»). (GU Serie Generale n.32 del 9-2-2016) > Leggilo sulla Gazzetta Ufficiale

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