Formazione architetti, sospensione dietro l’angolo per chi non completa i crediti

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(vai all’aggiornamento di gennaio 2017 sulla formazione architetti 2017-2019)

La formazione continua per gli Architetti, si sa, può non essere sempre piacevole, ma è obbligatoria: se ti mancano ancora molti crediti è inutile cercare di dissimulare, il CNAPPC ha in serbo delle novità per te.

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All’avvicinarsi della scadenza del primo triennio di aggiornamento continuo obbligatorio (31 dicembre 2016), il CNAPPC, infatti, ha definito chiaramente le sanzioni per gli architetti che non abbiano completato il numero di crediti formativi professionali previsti dal regolamento.

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Modificando l’articolo 9 del codice deontologico, Il CNAPPC ha infatti previsto, per chi non sia riuscito ad acquisire tutti i 60 CFP entro il 31 dicembre, due provvedimenti piuttosto seri: la censura (fino al 20% dei crediti mancanti, ovvero 12 CFP) e la sospensione (più di 12 CFP mancanti).

Per censura si intende la dichiarazione formale delle mancanze commesse, mentre per sospensione si intende, ovviamente, non la cancellazione dall’Albo (a cui si resta regolarmente iscritti, e a cui quindi va pagata regolarmente la quota annuale), ma l’interruzione temporanea della professione di architetto per un numero di giorni pari al numero di crediti mancanti.

Per leggere lo schema esemplificativo del CNAPPC clicca qui.

La sospensione dall’Albo, che impedisce a tutti gli effetti l’esercizio della professione, come ha subito chiarito Inarcassa, ha conseguenze anche dal punto di vista previdenziale, perché “fa perdere, seppur temporaneamente, uno dei requisiti di iscrivibilità a Inarcassa”. Quindi il professionista in questione, dal giorno della sospensione, viene di fatto cancellato da Inarcassa per tutto il periodo determinato dall’organo consiliare dell’Ordine.

Possibilità di recupero dei crediti mancanti

Prima di questa modifica (leggi la circolare del CNAPPC), il Codice deontologico si limitava a considerare il mancato adempimento come illecito disciplinare, ma le sanzioni non erano stabilite.

Si tratta di una modifica molto severa, che però prevede anche il cosiddetto “ravvedimento operoso”, che dà agli architetti inadempienti la possibilità di mettersi in regola entro il 30 giugno 2017 recuperando i crediti mancanti. Solo dopo questa data, infatti, le segnalazioni arriveranno ai Consigli di disciplina, che poi avranno il compito di avviare le nuove procedure disciplinari.

Secondo Triennio Formazione Architetti: sempre 60 CFP

Aggiornamento del 3 gennaio 2017. Confermato il limite minimo di 60 CFP (e non 90 CFP) da conseguire anche per i prossimi trienni.

Di questi, sottolinea il CNAPPC, almeno 12 devono derivare “da attività di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sui temi della deontologia e delle discipline ordinistiche”. La verifica di tali crediti sarà effettuata su base triennale.

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