Fori imperiali: contro la pedonalizzazione cittadini, negozianti e Fuksas

Sabato 3 agosto Roma festeggia la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali con la Notte dei Fori: il progetto di chiusura al traffico lungo la strada che costeggia il Colosseo sembra quindi essere giunto a conclusione, e a compimento, in parallelo con la vicenda Colosseo (il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Codacons contro Tod’s).

 

Ma chi festeggerà?

 

Staremo a vedere, visto che abitanti e negozianti sono sul piede di guerra: “Diciamo sì alla tutela del Colosseo ma no al traffico nei rioni alla finta pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali… e sì alla ciclabilità”. Hanno istituito un comitato e lanciato la raccolta firme “per dire no alla pedonalizzazione dei Fori Imperiali“, a pochissimi giorni dalla sperimentazione.

 

Non solo i cittadini sono contrari all’iniziativa del nuovo Sindaco Marino, ma anche le archi-star. “La pedonalizzazione dei Fori? Non era la priorità e non risolve”. Lo ha detto Massimiliano Fuksas: autore di un progetto pensato nel 2006, quando al Comune di Roma c’era Walter Veltroni, non usa giri di parole per dire che l’iniziativa lanciata dal nuovo sindaco Ignazio Marino non lo entusiasma.

 

“Un progetto che non mi convince”, spiega, ”perché comincia dalla fine”: dalla pedonalizzazione. E perché ”non elimina il problema sostanziale, quello della frattura nell’area archeologica creata nel 1932 dall’urbanistica fascista”.
L’architetto premette di non averne parlato con Marino (”non lo conosco, della sua giunta non conosco nessuno”) e di non aver visto il progetto del Comune. Per pedonalizzare ”ci vuole un’idea globale: a Roma non si può pensare di affrontare le situazioni un pezzo per volta”. Le priorità sono altre: ”ci vorrebbe il coraggio di pedonalizzare il Tridente, un problema che nessuno vuole affrontare per non crearsi inimicizie con i commercianti”.

 

Per i Fori, ”come avevano già intuito Argan e Petroselli e poi Veltroni e La Regina, il problema sostanziale è la ricucitura di quella ferita fatta nel 1932 dall’urbanistica fascista”.

 

Il progetto di Fuksas, che oggi lo storico soprintendente archeologico Adriano La Regina definisce oggi ”ancora realizzabile”, individua una terza via: ”L’idea era di ricucire quella frattura senza far finta però che la storia non esista”, spiega Fuksas. Nel progetto, “contenuto anche nei costi”, la carreggiata di via dei Fori Imperiali “non veniva smantellata ma ridotta al minimo” e si era pensato a tunnel che passano da una parte all’altra della strada e a passerelle in legno, per rendere la zona vivibile anche di notte con caffetterie, librerie, luoghi di sosta”.

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