Fondazione Renzo Piano. Premio under 40, vince il progetto di Iotti Pavarani

La Fondazione Renzo Piano ha selezionato il vincitore della prima edizione del premio riservato ai talenti italiani under 40. Lo studio Iotti + Pavarani Architetti di Reggio Emilia, con il progetto Domus Technica, è stato insignito del primo premio. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana di Architettura e Critica diretta da Luigi Prestinenza Puglisi, ha raccolto circa settanta candidature vagliate da un unico speciale giurato: Renzo Piano.

 

La Fondazione Renzo Piano ha selezionato, lo scorso 10 giugno, lo studio Iotti + Pavarani Architetti, con il progetto Domus Technica – Centro di Formazione Avanzata Immergas, quale vincitore della prima edizione del premio riservato ai talenti italiani under 40 e promosso dall’Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC) presieduta da Luigi Prestinenza Puglisi. Circa settanta le candidature, provenienti da tutta Italia, vagliate, osservate e giudicate da un grande professionista in veste di unico giurato: Renzo Piano.
Alla cerimonia di premiazione, avvenuta a Genova presso la sede della Fondazione alla presenza dello stesso Renzo Piano, l’architetto ha affermato: “Per capire come è nata l’idea di questo premio di architettura bisogna tornare a qualche mese fa, quando Luigi Prestinenza Puglisi è venuto a trovarmi nel mio studio di Parigi. Ci siamo messi a chiacchierare; ho sempre apprezzato la libertà di spirito di Luigi, e la sua allegra informalità. Una delle nostre passioni comuni sono i giovani, e fra tutti i giovani quelli che forse ci stanno più a cuore sono quelli che oltre che giovani sono architetti. I giovani architetti. Se poi sono giovani, architetti e italiani allora è il massimo. Per questo abbiamo pensato di istituire questo premio, destinato ad architetti italiani under 40 che abbiano realizzato un progetto“.

 

Luigi Prestinenza Puglisi ha sottolineato la particolarità del premio, originale sia per le modalità di scelta dei dodici progetti migliori (selezionate da una giuria di giovani che le hanno prescelte tra tutte quelle liberamente arrivate) e poi del vincitore (selezionato da Renzo Piano), sia per la capacità di puntare sul ruolo delle nuove generazioni. “Un premio direttamente assegnato dal migliore dei progettisti italiani è fonte di soddisfazione e di forza. Di soddisfazione perché si è stati individuati direttamente da una persona e non da un comitato. Di forza perché l’investitura sia pure ideale da un architetto così universalmente riconosciuto può essere d’aiuto nelle interminabili vicende della professione”.

 

Completata a Brescello (Reggio Emilia) nel 2010, la Domus Technica, Centro di Formazione Avanzata dell’azienda emiliana Immergas, è stata concepita come un “laboratorio” dove toccare con mano i risultati della ricerca e della produzione di tecnologie legate allo sfruttamento di risorse rinnovabili. Il complesso ospita, infatti, sale didattiche e dimostrative dedicate alla formazione e all’aggiornamento di tecnici e professionisti sia sulle tecnologie di impianto e installazione legate alle produzioni core business, sia sulle tecnologie alternative di nuova generazione (quali il solare e il fotovoltaico).
L’edificio si articola su due livelli. Quello principale, al piano terra, ospita un ampio atrio, aperto sul paesaggio circostante, le quattro sale dimostrative (alta potenza, nuove tecnologie, solare e fotovoltaico) e una centrale tecnologica (ambiente destinato allo “stoccaggio dell’energia”, posto al centro dell’atrio quale cuore del funzionamento della macchina “domus technica”). Al primo piano una sala adibita agli incontri si apre verso la terrazza, “paesaggio artificiale” in cui si alternano parti pavimentate e parti a tetto verde con giaciture inclinate, nelle quali sono integrati i pannelli solari e fotovoltaici.
La parte in elevazione dell’edificio, traslucida e compatta, appoggia su uno zoccolo scuro e pesante rivestito in lamiera di zinco, che si radica l’edificio al terreno. Tale volume traslucido vuole richiamare la vocazione industriale del contesto, e al tempo stesso riscattarla con un’immagine innovativa ed evocativa. Il rivestimento in lastre di U-glass reagisce infatti in modo sempre diverso alle condizioni di luce e atmosferiche, acquisendo, a seconda delle ore del giorno e dello scorrere delle stagioni, un carattere diafano e inconsistente o, viceversa, solido e materico. La sera, un sistema di illuminazione – alimentato interamente grazie alla produzione elettrica ottenuta dai pannelli fotovoltaici trasforma l’edificio in un corpo di luce.
L’edificio, realizzato in classe “A”, è energeticamente autosufficiente. Le apparecchiature installate nelle quattro sale dimostrative del piano terra producono, sfruttando varie tecnologie, fluidi primari caldi e freddi totalmente recuperati, stoccati e riutilizzati per soddisfare i fabbisogni energetici dell’intero edificio, nonché per contribuire a quelli dell’edificio per uffici esistente.

 

Il 24 maggio 2011, Domus Technica era stata già insignita del Premio Nazionale di Architettura Ance In/Arch IV edizione per un’opera progettata da un giovane progettista (under 40). Riconoscimento che, inserito nella lunga tradizione dei Premi In/Arch lanciati nel 1962, promuove “il valore dell’opera costruita intesa come esito della partecipazione di soggetti diversi: dal committente agli imprenditori, ai produttori di componenti, ai progettisti“.

 

Fondato nel 2001 da Paolo Iotti (1973) e Marco Pavarani (1973), lo studio associato Iotti + Pavarani Architetti si è affermato per l’ampio riscontro in ambito concorsuale, in particolare nella progettazione integrata di architettura e paesaggio; undici primi premi in concorsi, puntualmente approfonditi nelle successive fasi di progettazione; tra questi il masterplan per un’area residenziale e di servizi di 20 ettari a Riga (Lettonia), il masterplan per un’area di 60 ettari a Norimberga (Germania), il piano per un quartiere residenziale a Ferrara, il waterfront di Selinunte. Nel 2004 la vittoria nel concorso internazionale per la progettazione del Nuovo Stadio di Siena con un progetto che si distingue per il riuscito inserimento paesaggistico di una infrastruttura, generalmente invasiva, nel contesto delicato della campagna toscana (progetto recentemente premiato con il MIPIM Architectural Review Future Projects Award 2011, categoria “Retail and Leisure”). Nel 2003 lo studio riceve la Menzione d’onore per il Monumento alla Libertà e alla Pace a Correggio (RE) nell’ambito del premio Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana della Triennale di Milano. Nel 2006 è invitato a partecipare alla 10. Biennale di Architettura di Venezia all’interno della mostra La città Nuova. Italia-y-2026. Invito a VEMA curata da Franco Purini per il Padiglione Italiano. Nel 2011 il Premio Nazionale di Architettura ANCE IN/ARCH IV edizione per la Domus Technica Immergas e, per lo stesso progetto, il Premio Fondazione Renzo Piano per i giovani talenti.
www.iotti-pavarani.com

 

Nell’immagine di apertura, Iotti + Pavarani Architetti, Domus Technica – Centro di Formazione Avanzata Immergas, progetto vincitore del Premio Fondazione Renzo Piano per i giovani talenti. Foto © Roland Halbe

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