Firenze, portare i cittadini dentro Sant’Orsola: l’appello per il recupero

Diffondiamo l’appello lanciato dall’Ordine degli Architetti di Firenze per il recupero del Sant’Orsola. Oltre a riportare le parole di Alessandro Jaff, presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze e provincia, ripercorriamo brevemente la storia dell’edificio.

Sant’Orsola è stato fondato nel 1309 come convento femminile collegato alla chiesa di San Lorenzo. Alcuni studi rivelano che Lisa Gherardini – la Gioconda – vi fu sepolta. Nel diciannovesimo secolo il convento è stato soppresso ed è diventato negli anni: manifattura tabacchi, ricovero per sfrattati, aula per l’Università, sede di uffici.

Solo dopo questi passaggi, interviene la Guardia di Finanza che, esaltata dalla bellezza del luogo, decide di trasferirvisi e inizia i lavori di ristrutturazione, nel 1985. Ma i finanzieri scoprono solo dopo che quel posto non è adatto alle loro esigenze, e lasciano perdere. Seguono anni in cui Sant’Orsola, essendo diventato bene demaniale negli anni ’80, prima del brillante intervento della Guardia di Finanza, ed essendo incastrato nella ragnatela della burocrazia italiana, sempre in agguato, si degrada pesantemente.

Ultimo tentativo di metterlo al centro dell’attenzione, l’installazione di Vaclav Pisvejc, l’artista ceco nel 2012 che ha iniziato a ricoprire i muri del Sant’Orsola di banconote facsimile. Ci sono volute tra incursioni sulle pareti del complesso di via Guelfa. All’inizio si è trattato di blitz senza autorizzazione, poi (agosto 2013) Pisvejc ha terminato il progetto addirittura con il permesso della Provincia: ha tappezzato con 120.000 banconote da 1 dollaro l’edificio.
Oggi, l’Ordine degli Architetti di Firenze si appella a tutti gli iscritti e rilancia l’appello degli abitanti di San Lorenzo.

Ecco cosa scrive Alessandro Jaff.

“L’Ordine degli architetti della provincia di Firenze non può che accogliere e rilanciare con forza l’appello lanciato dalle associazioni degli abitanti di San Lorenzo per il recupero di Sant’Orsola, invitando i propri iscritti a impegnarsi a fianco dei cittadini per il recupero di una parte importante della nostra città.

Di fronte a una vicenda che si trascina da ormai troppo tempo e ha oltrepassato i limiti della decenza, cittadini, architetti, commercianti e associazioni che hanno a cuore il futuro della città e la vitalità del nostro centro storico devono farsi carico di individuare soluzioni ponendosi da stimolo verso le pubbliche amministrazione.
Nessuno si senta escluso, nessuno si tiri indietro.
Siamo convinti che il miglior antidoto contro il degrado dell’area sia portare la cittadinanza all’interno di Sant’Orsola, creando un complesso in cui la funzione residenziale con finalità sociali sia l’elemento trainante di una struttura multifunzionale che viva durante tutta la giornata.
Un elemento catalizzatore di attività culturali, servizi, piccolo commercio, compatibili con la residenza, che crei un luogo vivo e vivibile, un luogo degno delle aspettative tanto a lungo disattese.
Esempi di successo in questa direzione già esistono, anche nella nostra città, e oggi vi sono, grazie alla Cassa Depositi e Prestiti, gli strumenti finanziari che possono agevolare operazioni immobiliari a valenza sociale come questa.”

 

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