Facebook utile, a Pompei sostituito il rubinetto che deturpa la fontana del I secolo

Non so se vi è mai capitato, ultimamente, durante la visita gli scavi di Pompei sotto il sole allo zenith, di avere sete e non aver comprato una bottiglia d’acqua. Nessuna paura, ci sono le fontane, una volta che vincete la guerra contro i rubinetti, da prendere a pugni per far scendere una goccia d’acqua, potete soddisfare il vostro desiderio di liquido dissetante. Fate attenzione però, i pugni contro quei pomelli rischiavano di distruggere anche le maschere, e poi magari era colpa vostra.

Avete mai notato come sono quei rubinetti? Sono rubinetti da giardino, quelli che usiamo per attaccarci la gomma con cui annaffiamo il giardino, del tutto inadatti alla fontana su cui sono montati nonché al colore della sua pietra. Ecco, proprio quei rubinetti sono giustamente stati al centro di una polemica, partita dal gruppo Facebook Salviamo Pompei e dalla pagina Anima Vesuviana, gestiti da Laura Noviello, che ha condiviso uno scatto di Gerardo Vitiello che rappresenta la bocca della Fontana dell’Abbondanza (I secolo) sul decumano inferiore (ribattezzato via dell’Abbondanza proprio in omaggio al monumento stesso) “tappata” da un rubinetto da giardino, di quelli con un getto incredibilmente scomposto in mille pungenti raggi. Un pezzo di ferro e plastica che rovina il volto del bassorilievo.

Non si tratta della prima polemica nei confronti di quei rubinetti, ma è la prima che ha funzionato, ed è partita da Facebook. Dopo i post, in poco tempo la Soprintendenza ha sostituito i vecchi rubinetti in plastica con altri in ottone, ricevendo sul web le conseguenti frasi di gratitudine.

”La denuncia della pagina Anima Vesuviana – scrivono quelli di Anima Vesuviana – che conta quasi 8000 fan, ha raggiunto la Soprintendenza Archeologica di Pompei, che ha deciso di sostituire la valvola con una più sottile e più adeguata alla linearità e al colore della fontana. Il fondamentale lavoro di denuncia di Anima Vesuviana e dei suoi fan ha fornito giustizia alla maestosa opera ma è fondamentale, affinché la bellezza delle città come Pompei rimangano intatte, una maggiore attenzione degli addetti ai lavori, incaricati della tutela delle opere d’arte di cui è colma l’Italia”.

“Per decenni – spiega la Noviello – dalla fontana fuoriusciva un ben più consono rubinetto in ottone”. Poi qualche giorno fa quell’impianto è stato sostituito, forse per evitare un inutile spreco d’acqua. “Giusto – prosegue la Noviello – ma c’è modo e modo per intervenire su un bene archeologico di 2000 anni fa. Pompei si può sempre curare, ma senza intaccare la sua anima”.

Effettivamente, quel ferro distruggeva la bellezza e la preziosità della scultura. Si tratta di un problema più grande, il rubinetto da annaffiatoio è solo la puntina dell’iceberg di un’evidente noncuranza e di una pessima gestione di tutto il campo degli scavi, che come sappiamo scavi pompei sono malgestiti, a questo punto non solo dall’alto, ma anche dai diretti operatori.

Ecco quanto può essere utile Facebook. Facciamo un passo ulteriore: qualsiasi rubinetto fa ridere, perchè l’accostamento di due epoche diverse dettato solo dalle esigenze pratiche è sempre goffo, ma la fontana senza porterebbe a un eccessivo spreco di acqua. Il rubinetto ci vuole, facciamocene una ragione.

di Enrico Patti

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