EXPOST: il riciclo dell’evento, l’evento del riciclo

riciclo

Il progetto “EXPOST: il riciclo dell’evento // l’evento del riciclo”, di Mariacristina D’Oria del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, si aggiudica una Menzione d’onore alla XII edizione del Premio Italiano Architettura Sostenibile, riservato a Tesi di Laurea, Dottorato o Master Post-Laurea. Il progetto, incentrato sul tema del riciclo dei luoghi e dei materiali utilizzati negli eventi espositivi universali, si è aggiudicato la medaglia nella sezione Progettazione Urbana e Paesaggistica Sostenibili.

Leggi anche Boston Lifeguard: Infrastruttura paesaggistica di difesa integrata per una città resiliente, medaglia d’oro nella stessa sezione

Riciclare l’Esposizione universale significa convertire in spettacolo la sua stessa fase di dismissione, sfruttando questo momento per prolungare la vita mondana del sito. La spettacolarizzazione dello smontaggio dei padiglioni, la protrazione della vita utile di alcuni manufatti e il loro temporaneo riuso creativo sono gli elementi costituenti un nuovo museo della demolizione che ricicla l’evento espositivo trasformandolo in un evento del riciclo.

Il progetto si focalizza sulla fase di transizione dall’Expo al post Expo, la cui durata è fissata dal 2015 al 2020, tempo fissato per la completa dismissione del sito espositivo. Questo intervallo temporale viene suddiviso in tre fasi, ciascuna delle quali restituisce una differente configurazione del sito espositivo, fermo immagine di un processo metamorfico, risultato dell’interazione temporale di tre sistemi di progetto: il sistema museale, la piattaforma del riciclo e il sistema del paesaggio.

Il sistema museale espone, con differenti modalità e intervalli temporali, tutti i materiali e gli elementi presenti sul sito immediatamente dopo la chiusura dell’evento. I concetti di permanenza e temporaneità si mescolano, i manufatti temporanei possono così essere conservati e riutilizzati fino all’esaurirsi della loro vita utile.

Leggi anche Eredità del centro storico: strategie sostenibili per i materiali, medaglia d’argento nella stessa sezione

Questo processo metabolico restituirà, nel 2020, una configurazione imprevedibile del sito espositivo, legata a variabili economiche, culturali e politiche che in questo intervallo temporale si saranno manifestate. Il risultato sarà comunque un’area aperta a una vasta gamma di destinazioni e possibilità, compresa quella di un ulteriore prolungamento dell’Esposizione.

Il 50% della sua superficie sarà occupata dal sistema del verde e l’area conserverà i tre manufatti già destinati a essere permanenti, ovvero il padiglione Italia, cascina Triulza e l’Open air theatre. Ad accompagnare quest’ossatura generale sarà una costellazione di elementi e manufatti che avranno attraversato la fase di dismissione rinnovandosi nella struttura e/o nella funzione.

Secondo il parere della giuria, “il tema della trasformazione dei luoghi che hanno ospitato l’Esposizione Universale al termine della manifestazione costituisce l’argomento d’indagine della tesi. Dopo un’accurata analisi delle esperienze passate, dalle prime Esposizioni dell’Ottocento fino ad oggi, la ricerca si focalizza sulla definizione degli scenari possibili sull’area dell’ultima manifestazione, EXPO 2015 di Milano. L’idea d’intervento si fonda sulla volontà di gestire un periodo di dismissione, di durata quinquennale, durante il quale i luoghi, pur in presenza di attività di smontaggio, continuino a risultare accessibili e fruibili come spazi di attività espositiva in continua evoluzione. La dismissione prevede un pieno recupero dei materiali impiegati per la realizzazione dei padiglioni e il loro riciclo, in un’ottica di piena sostenibilità. La tesi stimola l’introduzione di un nuovo approccio al progetto delle future analoghe manifestazioni fieristiche, ma necessità comunque di ulteriori approfondimenti e valutazioni concrete di fattibilità”.

La Cerimonia di Premiazione avrà luogo il 27 settembre presso il Palazzo Tassoni Estense di Ferrara, occasione per conoscere i lavori dei vincitori e delle menzioni speciali. Anche quest’ultima edizione ha confermato il crescente interesse del pubblico verso l’iniziativa del Premio Italiano Architettura Sostenibile e l’importanza di dare un riconoscimento e uno spazio di confronto ai lavori dei futuri professionisti e ricercatori nel settore, al fine di promuovere una cultura italiana di sostenibilità.

Leggi anche Architettura per i Paesi in via di sviluppo: Mtambani shule, Medaglia d’oro nella sezione Architettura e Tecnologie Sostenibili

SCHEDA PROGETTO
EXPOST: il riciclo dell’evento // l’evento del riciclo

Università
Università degli Studi di Trieste

Dipartimento
Dipartimento di Ingegneria e Architettura

Studente
Mariacristina D’Oria

Relatore
Giovanni Corbellini

Correlatori
Claudia Marcon
Giovanni La Varra

Anno accademico
2013/2014

 

Per ulteriori informazioni
premioarchitettura@unife.it
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto EXPOST: il riciclo dell’evento // l’evento del riciclo. © Mariacristina D’Oria

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico