Expo 2008: Saragozza città dell’acqua

Dal 14 giugno al 14 settembre la città di Saragozza ospiterà Expo 2008. Un’area espositiva di venticinque ettari, sulle rive del fiume Ebro, collocata in posizione strategica rispetto al centro cittadino e alle principali reti infrastrutturali, inserita all’interno dei 150 ettari del Parco Acquatico Metropolitano. Il tema dell’Esposizione Internazionale è “Acqua e Sviluppo Sostenibile”: una riflessione sensibile e intelligente su una delle fonti primarie di energia e sostentamento per l’intera popolazione del pianeta; una proposta di rinnovamento etico e culturale per favorire lo sviluppo di forme di utilizzo innovative e sostenibili dell’acqua.
Il tema principale si articola all’interno delle nuove strutture espositive, costituite principalmente da tre Padiglioni tematici, sei Aree Tematiche, tre Padiglioni Collettivi, il Padiglione della Spagna e il Padiglione Aragonese.

I tre Padiglioni Tematici sono senza dubbio gli edifici più emblematici dell’Expo, concepiti come nuovi landmark territoriali dell’area espositiva e dell’intera città.

– Il “Bridge Pavilion”, progettato da Zaha Hadid, integra l’accesso pedonale principale all’Expo agli spazi espositivi della mostra “Water, a unique resource”, attraverso una struttura sinuosa disposta su due livelli, raccolti sotto un’unica grande copertura. Un rivestimento “a squame di pesce”, permeabile all’aria e alla luce, produce un confortevole microclima interno.

– la “Water Tower”, progettata da Enrique de Teresa, è una torre di acciaio e vetro alta 78 metri Trasparente, solida e dinamica durante il giorno, di notte si trasforma in un grande segnale luminoso. Al suo interno la mostra “Water for life”, fruibile attraverso una serie di rampe che consentono al visitatore, salendo, di scoprire il significato simbolico dell’acqua nelle diverse culture del mondo. Il percorso espositivo si conclude con la miglior vista panoramica di tutta l’area.

– il “River Aquarium”, collocato nel cuore dell’Expo, vicino al Padiglione Spagnolo, ospita 1.600 mq di spazi espositivi dedicati agli ecosistemi acquatici dei più importanti bacini fluviali dei 5 continenti. La conformazione della struttura è pensata come omaggio alla naturale fragilità dei fiumi: dalla copertura dell’edificio sgorgano suggestive cascate d’acqua che si riversano sulla facciata

 

Di notevole interesse anche le soluzioni architettoniche del Padiglione aragonese, il cui involucro ricorda un enorme cesto di frutta, e quello della Spagna, rivestito da una fitta foresta di colonne ricoperte di ceramica.

 

È la prima volta che un’Expo segue uno specifico filo conduttore. Un tema, quello dell’acqua, che continuerà a vivere anche dopo l’Expo: al termine della manifestazione verrà firmata la «Carta di Saragozza» in difesa dell’acqua; la capitale aragonese diventerà sede Onu in materia, oltre che uno dei centri mondiali di ricerca sul cambiamento climatico. Nel suo insieme l’evento ha prodotto importanti trasformazioni urbanistiche in tutta la città. Prima di tutto l’Expo 2008 è stata l’occasione per recuperare e rilanciare un’area abbandonata della città e per espanderne territorialmente i confini, integrando le due sponde dell’Ebro, oggi scarsamente comunicanti tra di loro. L’amministrazione ha inoltre optato per un progetto lungimirante, progettando il post-Expo prima dell’esposizione stessa, allo scopo di evitare rischiosi fenomeni di degrado urbanistico. Tutte le strutture sono state infatti concepite sia come efficienti spazi espositivi durante Expo 2008, sia come future parti integranti e permanenti della città, destinate ad accogliere nuove attività dopo i tre mesi dell’importante evento internazionale.

 

info: www.expozaragoza2008.es

 

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