ESSENZIALI E TRANSITORIE

ALLA BIENNALE DI VENEZIA UN PROGETTO PER IL FUTURO DELLE RESIDENZE UNIVERSITARIE IN EMILIA ROMAGNA 

L’architetto Luca Emanueli propone un progetto-sperimentazione sulla residenza di Er.Go “Galvani” a Casteldebole a partire dal 14 settembre.
Prendete una casa e dividetela idealmente in due. Concentrate in una parte molto ridotta tutto ciò che è strettamente essenziale e funzionale per le attività di un’abitazione, ad esempio lo spazio per un letto, guardaroba, il bagno. L’ampio spazio che vi rimane potete ora destinarlo a ciò che meglio soddisfa le vostre esigenze: un grande open space da utilizzare per il lavoro, oppure uno spazio per suonare uno strumento del conservatorio o, ancora, una sala per i pomeriggi di studio insieme ai compagni di corso all’università. Una casa, in altri termini, che riservi il minimo spazio indispensabile alle funzioni cui non si può rinunciare e che vi permetta al contempo di vivere al meglio la fase della vita che state attraversando in quel momento: studente, ricercatore, studente straniero, tirocinante.
Essenziale e transitoria: si concentra in queste due parole-chiave il progetto della “Casa essenziale”, l’idea delle residenze universitarie del futuro che l’architetto Luca Emanueli proporrà alla Biennale Architettura di Venezia che si apre domenica 14. Negli spazi espositivi della città lagunare l’architetto proporrà una rivisitazione “essenziale” della residenza universitaria di Er.Go Galvani a Casteldebole (Bo). Il progetto prevede di aggiungere una struttura esterna di servizio collegata alla residenza, differenziando l’offerta abitativa e proponendo alloggi più personalizzabili e indipendenti. Allo stato di fatto è solo un progetto, che esplora il limite della normativa in vigore e che punta a innescare il dibattito proprio sulle nuove frontiere dell’abitare: “La casa essenziale – spiega Luca Emanueli – è sproporzionata nella composizione: alcune parti sono ridotte allo stretto necessario, all’indispensabile. Altre crescono. Per questo disequilibrio, la casa essenziale è una casa ad uso temporaneo, quando un aspetto del proprio vivere diventa preponderante e con prepotenza riduce il resto. Alla base di questo lavoro c’è il tema della norma: una delle principali cause dell’omogeneità dell’offerta di case in Italia e che da strumento per garantire standards qualitativi è diventata limite alla ricerca architettonica ed è uno dei maggiori impedimenti alla interpretazione dei nuovi bisogni”.
La sperimentazione ha come referente  Er.Go (Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dell’Emilia Romagna), che dal 1° gennaio 2008 è subentrata alle quattro Aziende per il diritto allo studio universitario di Parma, Modena e Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, razionalizzando e rendendo omogenei gli standard dei servizi su base regionale, ampliando inoltre la sua utenza. Le residenze, infatti, ospiteranno non solo gli studenti, ma anche chi ha esigenza di fermarsi in città solo temporaneamente come ad esempio partecipanti a master, tirocinanti e ricercatori: “Oggi si parla molto di risorsa creatività – conclude Emanueli – Per cogliere i frutti della creatività, perché produca, bisogna trattenere chi si è formato, offrire una sistemazione, sempre temporanea e comunque a prezzi ragionevoli, per favorirne, come per le imprese, la fase di start-up”.

 

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