Esame di Stato da Architetto, ecco come evitare la prova pratica

Tutte le regole per fare l’esame di Stato da Architetto sono contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n.328 “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonchè della disciplina dei relativi ordinamenti”. Tale Decreto spiega tutto sull’esame di Stato da Architetto: per esempio ci dice che la partecipazione documentata ad attività di tirocinio professionale, adeguatamente regolamentate e con una durata massima di un anno, organizzate in base a convenzioni fra Ordini e Università, esonera dalla prova pratica dell’esame. Lo sapevi? Forse si, perchè il decreto è già un po’ vecchio, ma mi sembrava interessante ricordarlo perchè penso che la pratica in Studio valga molto di più di qualsiasi altro tipo di pratica o, ancor più, della teoria, che però deve costituire la solida base da cui partire.

 

Detto questo, visto che si avvicina senz’altro il momento dovranno essere pubblicate le date delle sessioni estive e autunnali, riassumiamo come funziona l’esame.


STEP 1: le sezioni e l’accesso all’esame
Il superamento dell’esame di Stato in architettura è il passo che permette l’iscrizione all’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, secondo il DPR 328/2001 che prevede la costituzione dell’Ordine, prevedendone la suddivisione nelle due sezioni A e B, ciascuna delle quali divisa a sua volta in settori disciplinari. Agli iscritti nella sezione A spetta il titolo di architetto, mentre a quelli della sezione B, spetta il titolo di architetto junior.

 

Possono sostenere l’esame di stato in architettura per la sezione A i laureati con laurea magistrale (o specialistica) o con ciclo unico nella classe 4/S – Architettura e ingegneria edile o corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE.
L’esame di stato in architettura per la sezione junior è aperto a chi ha una laurea di primo livello nelle classi n. 4 – Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile e n. 8 – Ingegneria civile e ambientale.
L’esame di Stato in architettura consiste, comunque, per tutti, in quattro prove, di cui una pratica, due scritte e una orale.


STEP 2: sapere in cosa consistono le prove
La prova pratica, per la sezione A, ha per oggetto la progettazione di un’opera di edilizia civile o di un intervento su scala urbana. Per la sezione B, la prova pratica consiste nello sviluppo grafico di un progetto esistente o nel rilievo a vista, e nella stesura grafica di un particolare architettonico.
La prima prova scritta si basa sulla prova pratica e verte, per la sezione A, sulla giustificazione del dimensionamento strutturale o insediativo della prova pratica. Per la sezione B, ha per oggetto la valutazione economico-quantitativa della prova pratica.

 

Vi è anche una seconda prova scritta:
– per la sezione A riguarda le problematiche culturali e conoscitive dell’architettura;
– per la sezione B consiste in un tema o prova grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo di ciascuno.

 

La prova orale è basata, per le sezioni A e B, sul commento dell’elaborato progettuale e sull’approfondimento delle materie oggetto delle prove scritte, nonché sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale.


STEP RISERVATO a chi ha la laurea col vecchio ordinamento
Coloro che sono in possesso di un titolo di studio precedente, ovvero una laurea con un vecchio ordinamento universitario possono sostenere l’esame di stato in architettura secondo l’ordinamento previgente al DPR 328/01 (lo si evince dalla Ordinanza Ministeriale del 27/03/2009, articolo 7).
In questo caso, l’esame di stato consisterà in una prova estemporanea grafica e in una prova orale, la prima basata sullo svolgimento di un tema o progetto elementare di architettura a scelta del candidato tra due o tre proposte dalla commissione.
La prova orale verte sulla discussione degli elaborati della prova grafica.


STEP IN DETTAGLIO: come evitare la prova pratica dell’esame di Stato da Architetto
Nel caso vengano attivate, con apposite convenzioni fra Ordini ed Università, attività strutturate di tirocinio professionale, adeguatamente regolamentate ed aventi una durata massima di un anno, la partecipazione documentata a tali attività esonera dalla prova pratica. (Articolo 18, comma 4, del Decreto).

 

Tutto il decreto 328/2001 lo trovi, comunque, qui sul sito del MIUR.

 

di Giacomo Sacchetti

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