Eredità olimpica: London Olympics 2012 due anni dopo

A quasi due anni dall’evento che ha attirato l’attenzione su una zona marginale di Londra, si riaccendono i riflettori sull’area olimpica dopo lo smantellamento delle opere temporanee e grazie alla riapertura di alcune delle mega-strutture create appositamente per i giochi.
Durante la fase di progettazione il “mantra” della Olympic Deliveyr Authority (ODA) l’ente promotore di tutte le opere olimpiche, è stato legacy, ovvero eredità, quella che i giochi olimpici hanno lasciato alla città e che è ormai giunto il momento di verificare sul campo.

 

La Copper Box progettata dallo studio Make è stata tra le prime opere a riaprire ma il vero ed atteso protagonista del rilancio dell’area è l’iconico Aquatics Centre progettato da Zaha Hadid, situato in una posizione strategica perché proprio all’ingresso del parco olimpico, primo impatto per chi proviene dal centro di Stratford attraverso il City Bridge.

 

La nota struttura che emerge dal terreno, attraverso una copertura parabolica a doppia curvatura che sembra generata dal un movimento fluido di un’onda, è stata adeguata alle dimensioni della nuova utenza, portando la capienza da 17.500 posti a sedere ai 2.500 attuali. Questa operazione ha consentito di valorizzare le pareti vetrate e l’estrema trasparenza che caratterizza il progetto in pieno contrasto con la solidità e la pienezza dell’importante copertura.

 

Nel primo fine settimana della riapertura della piscina al pubblico si sono registrate 8.500 presenze, successo che lascia ben sperare riguardo all’interesse dei londinesi per questo nuovo patrimonio culturale posto nell’East End.

 

Tra le prossime strutture che verranno messe di nuovo a disposizione ci sarà proprio una delle più controverse: all’inizio di aprile infatti è prevista l’apertura della ArcelorMittal Orbit, la grande torre di osservazione in acciaio avvolta su se stessa, creata dall’architetto Kathryn Findlay e nata dall’opera visionaria dell’artista Anish Kapoor e l’ingegnere Cecil Balmond.

 

Sarà però necessario ancora un po’ di tempo per poter valutare il reale impatto che l’intera operazione olimpica ha avuto sulla comunità, e ne occorrerà altrettanto per riportare l’interesse della stessa verso il Queen Elizabeth Park e tutte le strutture in esso contenute.


di Simona Ferrioli


Per ulteriori informazioni
www.london2012.com

 

Nell’immagine di apertura vista di ArcelorMittal Orbit. Foto © Michele Pifferi

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico