Enzo Mari – L’arte del design

Formatosi all’Accademia di Brera, fin dai primi anni Cinquanta, Enzo Mari (Novara 1932) si dedica agli studi sulla psicologia della visione e alla metodologia della progettazione, ponendo l’attenzione sul colore e volume e sull’ambiguità che spazio tridimensionale crea. Ricerche, indirizzate a sperimentazioni pittoriche legate all’arte programmata e cinetica, che lo porteranno ad essere promotore partecipando alla formazione del gruppo italiano Nuova Tendenza nel 1963. Parallelamente all’attività artistica inizia ad occuparsi di design, prima nell’ambito della ricerca formale individuale, poi in collaborazione con numerose industrie, nei campi della grafica, dell’oggettistica e dell’allestimento di mostre, sperimentando continuamente nuove forme e significati del prodotto, spesso in contrapposizione con gli schemi tradizionali del disegno industriale. Segue questo schema anche l’allestimento della mostra, curata dallo stesso Mari e dai suoi collaboratori, dove duecentocinquanta opere raccontano di un’artista completo e imprevedibile, seguendo un criterio cronologico che non distingue tra produzione artistica e industriale, ma i lavori sono affiancati in un continuo gioco di relazioni e rimandi. Il percorso espositivo, tiene anche conto di due fondamentali esigenze che nell’arco di un cinquantennio hanno guidato le scelte creative del maestro: le opere realizzate “su richiesta implicita”, ossia per seguire un richiamo personale e interiore a cui Mari risponde attraverso opere entrate a far parte della storia dell’arte contemporanea, distinte dai lavori realizzati “su richiesta esplicita”, ovvero su domanda delle aziende, imprese di produzione o enti che hanno affidato a Mari la progettazione di oggetti che hanno introdotto un approccio rivoluzionario al Design. Difficilmente inquadrabile in una categoria ben definita, Enzo Mari è sempre stato un protagonista del dibattito artistico, anche attraverso scritti, talvolta scomodi ma sempre incernierati sulla moralità delle opere, tanto da essere definito “coscienza critica” del design.
Particolare è il catalogo della mostra, edito da Federico Motta, destrutturato da Mari secondo un’indice che prevede prima una panoramica di immagini sui lavori a tutta pagina senza testi, poi gli scritti e infine i regesto delle opere, divenendo esso stesso oggetto di design. E nell’anno di Torino capitale mondiale del design, non poteva mancare una mostra su questo grande autore, quattro volte vincitore del compasso d’oro, presente nelle più importanti collezioni museali, che ha contribuito in modo rilevante a fare la storia del design, non solo italiano. “Un uomo silenzioso – come sostiene Enrico Ragazzoni nella presentazione in catalogo – che ha inviato oggetti nel gran mare del mercato come altrettanti messaggi in bottiglia”.

 

di Beppe Giardino
beppegiardino@fastwebnet.it

 

LA MOSTRA

Titolo: Enzo Mari – L’arte del design

Durata:
29 ottobre 2008
6 gennaio 2009

Dove: GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea,Via Magenta 31, Torino

Informazioni:
www.gamtorino.it
www.fondazionetorinomusei.it 

 

 

RECENSIONE VOLUME
Lezioni di disegno
Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra
 

Autore Enzo Mari
Collana Rizzoli Libri Illustrati
Editore Rizzoli, 2008
Confezione cartonato, 71 pagine, illustrato
Formato 23,5 x 31,5 cm
Prezzo euro 25,00

 

Pubblicato in contemporanea con la mostra antologica “Enzo Mari, l’Arte del Design” alla Gam di Torino, questo volume raccoglie le sue lezioni di disegno scritte e disegnate a mano, pubblicate per la prima volta su “Abitare”, su invito di Stefano Boeri, a partire dal numero 475 del 2007 fino al numero 485 del 2008. Sono dedicate agli aspiranti architetti e designer e a tutti coloro che vogliono riappropriarsi della capacità di creare. Partendo da una riflessione sulla progettazione, Mari polemizza con il mondo della scuola e fa il punto sulla necessità di imparare a fare e di non disimparare a pensare, polemica fatta sempre con estremo gusto ed ironia. “Attraverso le lezioni di disegno – scrive Boeri – ci reinsegna ad avere un rapporto con lo spazio e a misurarne le dimensioni, a lavorare con la memoria, a immaginare le cose in prospettiva e a comprendere il rapporto tra astrazione e misurazione”. Un raffinato volume, che nella sua follia, come sostiene Mari, vuole indicare una strada per il futuro attraverso un ritorno alla semplice capacità umana “animale” del pensare.

 

di Beppe Giardino

beppegiardino@fastwebnet.it

 

Nell’immagine: Enzo Mari, Struttura 744, alluminio anodizzato, ottone e acciaio, cm 70x70x27 – 1964. 

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