Emporium a Testaccio di Roma, restauro e reintegrazione dell’immagine del sito archeologico

Il progetto Il sito archeologico dell’Emporium a Testaccio: una proposta di restauro e reintegrazione dell’immagine, di Chiara Brutti, Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma, ha vinto la Medaglia d’Argento ex aequo, Sezione Tesi di Laurea, alla terza edizione del Premio Internazionale Domus “Restauro e Conservazione”, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 20 marzo 2013 a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Il progetto di restauro interessa il sito archeologico dell’Emporium che si trova a Roma nel quartiere Testaccio lungo la riva sinistra del fiume Tevere. L’Emporium era l’antico porto fluviale di Roma esistente già in età repubblicana, ma ricostruito in muratura durante l’impero di Traiano nel II sec. d.C.. Scoperto per la prima volta nel 1952 durante i lavori per il rivestimento in travertino dei muraglioni del fiume fu abbandonato e riscoperto nel 1984. Successivamente, si sono susseguite diverse campagne di scavo ed interventi di restauro mirati alla messa in sicurezza delle strutture antiche.

 

Il progetto di restauro dell’Emporium parte dall’intenzione di avere, per la prima volta, una visione completa e unitaria del porto. Infatti, mentre sono stati molti gli interventi puntuali legati alla risoluzione di problemi strutturali causati dallo scavo archeologico, non si è ancora fatto ricorso ad un approccio più generale che porti alla reintegrazione dell’immagine del sito e al suo ricongiungimento con il quartiere e la città.
Il progetto, pur comprendendo vari tipi di interventi sia conservativi che legati a nuovi inserimenti, si pone, in entrambi i casi, l’obiettivo di restituirlo al proprio quartiere creando nuovi rapporti con esso e con il fiume. In questo modo ad interventi mirati alla protezione del sito, come la copertura archeologica o la nuova apparecchiatura muraria realizzata su quella già esistente, è stata affiancata la realizzazione di un nuovo fabbricato nato con lo scopo di direzionare i visitatori verso l’Emporium, ma anche di proporre nuove funzioni sempre coerenti con l’esistente.
La “rifunzionalizzazione” del sito è stato un aspetto centrale nel progetto di restauro. Per questo si è deciso di allestire internamente agli ambienti del criptoportico un museo permanente dei resti provenienti dall’alveo del fiume e dal sito stesso che oggi si trovano lì, ma riposti in maniera disorganizzata.
La rivalutazione dell’identità del porto vede la proposta di spostamento dell’attracco del traghetto turistico in corrispondenza del sito in modo da rendere più agevoli le visite. Un nuovo blocco centrale è stato progettato con lo scopo di collegare orizzontalmente il nuovo edificio con il sito archeologico e verticalmente la città con l’Emporium e con il fiume.
Tutti gli interventi sono stati pensati nel rispetto della preesistenza, soprattutto con la scelta dei materiali. Infatti, oltre all’acciaio cor-ten che padroneggia nell’ambito strutturale, si è utilizzato il laterizio per rivestire la nuova apparecchiatura muraria, con l’accortezza, però, di differenziarlo per finitura da quello originale, e il travertino per il nuovo edificio, pietra già utilizzata per il rivestimento degli argini del fiume.

 

Un aspetto non trascurabile è infine quello manutentivo sia per il degrado presente nel criptoportico che per i disagi che seguono alle piene del fiume.
L’avanzato stato di degrado del criptoportico è causato dalle condizioni microclimatiche presenti in quest’area interrata. L’impossibilità di intervenire direttamente sulla causa dell’umidità ha da subito posto la necessità di controllare lo stato di avanzamento del degrado nel tempo e di programmare degli interventi da inserire in un cronoprogramma. Affianco a questi sono state pensate azioni eccezionali relative ai danni creati dall’innalzamento del livello del fiume durante le abbondanti piogge che talvolta si verificano nel periodo invernale.

 

Secondo il parere della giuria, “la tesi analizza attentamente il sito nella sua attuale consistenza, fornendo un quadro storiografico accurato unito ad una lettura critico-interpretativa dei numerosi quesiti stratigrafici che l’antico manufatto suscita: dalla probabile presenza di strutture murarie tardo-repubblicane, alla lettura delle presenze traianee o post-traianee, fino all’interramento completo dell’emporium avvenuto intorno al V secolo. La tesi propone un progetto molto interessante, finalizzato alla piena godibilità del sito, operando sia al suo interno sia al suo esterno, nel rapporto con il quartiere e con il fiume. Ben calibrato e funzionale risulta l’inserimento delle nuove strutture architettoniche”.


Per ulteriori informazioni
www.premiorestauro.it

 

Nell’immagine di apertura, vista dell’intervento di reintegrazione dell’Emporium a Testaccio, Roma

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