Emergenza sisma Abruzzo: si apre il dibattito sulla ricostruzione

“Le ricostruzioni verranno fatte in tempi rapidi e soprattutto certi”. Ricostruzioni delle abitazioni prima e dei beni monumentali poi, sono le priorità espresse dal Presidente del Consiglio nell’emergenza sisma che ha colpito l’Abruzzo, dopo che saranno stati portati a termine gli interventi di soccorso e di messa in sicurezza dei luoghi colpiti dal violento terremoto che ha colpito la regione nella notte tra il 5 e il 6 aprile.

 

Architetti, urbanisti e studiosi del settore stanno discutendo in questi momenti di emergenza su come ricostruire ex-novo un insediamento abitativo per dare agli sfollati non solo un’abitazione ma anche un tessuto urbano dove vivere. 
L’architetto Mario Cucinella vede nella ricostruzione de L’Aquila un’opportunità per riflettere sugli eco-quartieri al posto delle abitazioni crollate, sicuri dal punto di vista anti-sismico e all’avanguardia nei confronti dei consumi energetici, soluzione rapida e sicura per “ricostruire la normalità”. Una soluzione di qualità e creatività quella dei quartieri eco-sostenibili diffusi in Europa (dal Bed-Zed a sud di Londra in materiali naturali e riciclati e con un ottimo bilancio energetico al Vauban di Friburgo costituito da edifici passivi) e che in Italia mancano completamente. Quartieri e non “nuove città”, costituiti da abitazioni sostenibili e all’avanguardia, come la casa 100 K, progetto nato da una ricerca dello studio Mario Cucinella Architects a basso costo e basso impatto, con tre possibili tecnologie costruttive (cemento armato, acciaio e legno) e impianto fotovoltaico integrato nelle coperture, punto di partenza e modello che, sostiene l’architetto, deve essere integrato e adattato alle esigenze del territorio.
Massimiliano Fuksas si schiera contro il rischio dell’effetto “ghetto” che le cosiddette new town potrebbero produrre, sostenendo un punto di vista a favore di soluzioni definitive e non improvvisate che rischiano di trasformare in permanenti interventi modello container nati dall’emergenza.
Concorda Paolo Portoghesi, insistendo soprattutto sulla necessità di mantenere luoghi di aggregazioni naturali, soprattutto laddove è presente un centro storico ricco di monumenti.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico