Elemental Iquique: edifici residenziali popolari espandibili

L’emergenza abitativa per i ceti più disagiati della nostra società costituisce un problema che da sempre ha trovato difficile soluzione, soprattutto nelle regioni più povere del nostro pianeta. Il progetto di edifici residenziali popolari a Iquique rappresenta un possibile approccio concreto per affrontare tale emergenza. Il progetto ha ricevuto la menzione speciale alla sesta edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile 2009 durante la premiazione avvenuta lo scorso 27 maggio a Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

Il progetto nasce dalla richiesta, da parte del governo cileno, di risolvere un’”equazione”: creare alloggi per le 100 famiglie della Quinta Monroy, nello stesso sito di 5000 mq che essi hanno illegalmente occupato negli ultimi 30 anni nel centro di Iquique, una città nel deserto cileno.
Il sussidio di 7500 dollari per famiglia, è stata la base per pagare il terreno, le infrastrutture e l’architettura. Considerando i valori correnti nell’edilizia cilena, 7500 dollari sono sufficienti solo per circa 30 mq di spazio costruito. E nonostante il valore del terreno (tre volte più alto di quello che gli alloggi sociali possono permettersi di norma) l’obiettivo era quello di lasciare vivere le famiglie nello stesso sito, invece di spostarle in periferia.

 

Il primo compito assolto dallo studio Elemental è stato quello di trovare un nuovo modo di considerare il problema, spostando la prospettiva progettuale dal modo migliore di spendere 7500 dollari, da moltiplicare per 100 volte, al modo migliore possibile di spendere 750.000 dollari, per un edificio capace di ospitare le 100 famiglie, garantendo la possibilità di affrontare in autocostruzione le loro singole successive esigenze di ampliamento. Partendo dal presupposto che un edificio ha possibilità di essere ampliato solo al piano terra e all’ultimo piano, il progetto è partito da un edificio che prevedesse questa possibilità.

 

Noi riteniamo che l’edilizia sociale dovrebbe essere considerata come un investimento e non come un costo. Così abbiamo dovuto ritenere le prime sovvenzioni la base di un investimento capace di incrementare il proprio valore nel tempo. Tutti noi, al momento di acquistare una casa, ci aspettiamo di vedere aumentare il suo valore. Ma l’edilizia sociale in una inaccettabile percentuale è più simile all’acquisto di una macchina che a quello di una casa: ogni giorno il suo valore diminuisce. Noi di ELEMENTAL abbiamo individuato una serie di condizioni di progettazione di un alloggio che può aumentare il suo valore nel tempo”.

 

In primo luogo si è dovuta raggiungere una sufficiente densità complessiva (ma senza sovraffollamento) in modo da essere in grado di pagare il terreno, al fine di conservare il sito di origine, destinato a mantenere la rete di opportunità che offre la città. In secondo luogo, a causa del fatto che il 50% di ogni unità di volume sarà realizzato in auto-costruzione, l’edificio doveva essere sufficientemente “flessibile” per consentire a ciascuna unità di espandere all’interno la sua struttura. L’edificio originario doveva quindi fornire un sostegno alla successiva espansione (piuttosto che esserne un vincolo), anche al fine di evitare eventuali effetti negativi dell’auto-costruzione nel corso del tempo per l’ambiente urbano, e anche per facilitarne il processo di espansione. Gli spazi minimi realizzati per ciascun nucleo familiare sono le strutture e i servizi che solo un’impresa specializzata è in grado di realizzare.

 

Secondo il parere della giuria del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, presieduta da Thomas Herzog, “il progetto concretizza l’idea di un’edilizia sociale capace di incrementare sensibilmente il proprio valore nel tempo con investimenti minimi. L’architettura viene utilizzata non come un pretesto formale, bensì come uno strumento e una risorsa utile per contribuire al superamento della povertà e dell’estrema disuguaglianza sociale, senza rinunciare alla riconoscibilità di un elegante retaggio modernista, arricchito dal processo spontaneo di saturazione progressiva dei vuoti. L’intervento sottolinea pertanto l’importanza etica dell’architettura, in un periodo in cui l’immagine “di facciata” spesso prevarica la sostanza e la funzione sociale della professione dell’architetto”.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Elemental Iquique: edifici residenziali popolari espandibili

Localizzazione  
Iquique, Cile

Progettista
ELEMENTAL

Realizzazione
novembre 2006 – giugno 2008

Committente
Chile Barrio

Superfici 
Area totale: 5.025 mq
Abitazione di base: 36 mq
Abitazione espansa: 70 mq
Duplex di base: 25 mq
Duplex espanso: 72 mq

 

Nell’immagine, intervento di edilizia popolare espandibile a Iquique, Cile, ad opera di Elemental. ©Cristobal Palma

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