Edilizia sulla luna: la casa Moonhouse di Mikael Genberg

Il progetto di Mikael Genberg, eclettico artista svedese, è di mandare una casa sulla luna che, con l’ausilio di robot si costruirà da sola, lassù. La realizzazione sembra farsi più concreta.

 

Potrebbe diventare già realtà l’anno prossimo. Quindici anni fa Genberg ha cominciato a pensare di inviare sulla luna il prototipo della casetta tradizionale svedese: assi di legno rosso falun, spigoli di un bianco luminoso, una piccola finestra e una porta azzurra. La Moonhouse.

 

È un progetto serio, ci stanno lavorando degli ingegneri. Spaziali.

 

Il progetto di Genberg ha avuto numerose battute d’arresto e la crisi finanziaria del 2010 gli ha dato una ulteriore frenata. Moonhouse, la cui costruzione sul terreno lunare sarebbe affidata alla robotica spaziale, dovrebbe essere sistemata accanto alla bandiera americana, piantata tra i crateri argentei dagli astronauti nel 1969. Rivestita da tessuti derivanti da tecnologia spaziale appositamente sviluppati per resistere alle fortissime escursioni termiche lunari, leggera perché non sollecitata dalla forza di gravità simile a quella che agisce sulla terra, la casetta ha solo un limite: il suo costo, 15 milioni di dollari.

 

Quando l’idea nacque, non esisteva il crowdfunding, finanziamento collettivo di un’idea convincente e innovativa da parte di molti soggetti. Finora gli ingegneri spaziali hanno lavorato gratis al progetto.

 

Genberg ha fissato ai primi del 2015 il completamento del progetto e si sta dando da fare per trovare più fondi possibili, e nel più breve tempo possibile. I suoi incredibili progetti (già realizzati) vanno dalla casetta rossa piazzata sullo Stockholm Globe, alla casa sull’albero, dalla casa semigalleggiante sul lago Malaren all’incredibile albergo sotto il mare davanti alle coste africane di Zanzibar.

 

Moonhouse, ha spiegato Genberg, ”non è una provocazione, io la percepisco piuttosto come una sorta di faro lunare del pensiero umano”. Costruire case sullo spazio, abitare sullo spazio, collegare le case una all’altra sullo spazio, fare città sullo spazio, risolvere problemi di urbanistica sullo spazio. I bambini di cui saremo stati tris tris tris nonni forse vivranno in quel mondo.

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