Edifici in Classe A, senza controlli sono un boomerang

Avevamo il sospetto che gli edifici in Classe A fossero troppi. La Classe A, utilizzata male, diventa solo un’etichetta per vendere. Un nome noto, se il prezzo è accessibile, aiuta davvero a vendere di più. Tutto a discapito della vera qualità dell’edificio, che viene venduto come caratterizzato da determinati crismi, che non ha. Che tipo di conseguenze potranno esserci su una grande risorsa come l’edilizia sostenibile e la certificazione è presto detto: negative. C’è il rischio che scatti la diffidenza: se acquistiamo una casa perché ha determinate caratteristiche e poi scopriamo che non le ha (analisi termografiche alla mano), ci facciamo un’idea negativa della certificazione energetica in generale. Sbaglieremo, ma il ragionamento più diffuso, tra chi non è del mestiere, sarà quello. In realtà sappiamo che non è la certificazione energetica il male, ma il fatto che non ci siano controlli sulle certificazioni. Questa cosa succede in molti posti in Italia. Lo dice Legambiente.

 

”Troppe regioni inadeguate e nessun controllo sulle certificazioni”. Questo il risultato della radiografia energetica del patrimonio edilizio italiano contenuto nel dossier di Legambiente Tutti in classe A, presentato sul Treno verde alla stazione Termini a Roma, che ha preso in esame 500 strutture in 47 città italiane da Bolzano a Catania.

 

Le uniche buone notizie arrivano da Trento, Bolzano, Piemonte e Lombardia, promosse per l’efficienza energetica.

 

In 13 regioni non esistono controlli sui certificati di prestazione energetica e dalle analisi delle termografie vengono bocciati gli edifici progettati da architetti noti come Fuksas, Portoghesi, Krier.

 

Servono controlli e nuove politiche per la riqualificazione dei condomini, per esempio. L’innovazione ambientale rappresenta la via più interessante e utile per risollevare il settore dell’edilizia; anche perché grazie a interventi di efficienza si possono ottenere notevoli risparmi. Quindi, diffondere informazioni sbagliate fa male a questo tipo di risorsa. Diffondere informazioni vere aiuterebbe anche a diffondere la conoscenza delle caratteristiche della certificazione e quindi a richiederla di più e con più consapevolezza.

 

L’analisi termografica di Legambiente ha riguardato edifici residenziali, scuole, uffici costruiti nel dopoguerra e altri più recenti. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli già certificati classe A e di quelli ristrutturati, e di alcuni edifici costruiti dopo il 2000, dopo l’adozione delle direttive europee in materia di risparmio energetico.
A certificare che in classe A si viva meglio lo dimostrano le termografie
di edifici ben progettati, costruiti e certificati, come il quartiere Casanova a Bolzano o alcuni immobili nuovi o ristrutturati a Firenze, Udine o Perugia (dove grazie a consumi energetici minimi si può arrivare a risparmiare fino a 2.000 euro all’anno).
Su altri edifici, da Milano a Torino, fino alla periferia di Bari, dal progetto C.A.S.E. a L’Aquila, al quartiere Parco Leonardo a Roma, “si ravvisano problemi di dispersione”, anche per edifici promossi come biocase o a basso consumo energetico.

 

In tutti e tre gli edifici realizzati da architetti famosi ”l’impronta architettonica che si voleva proporre è chiara e riconoscibile – osserva Zanchini, vicepresidente di Legambiente – ma manca l’attenzione all’efficienza energetica. Attenzione che invece ha caratterizzato positivamente un edificio progettato da Cino Zucchi a Milano, con ottime prestazioni di isolamento”.

 

Per quanto riguarda la normativa, dal 1° gennaio 2021 tutti i nuovi edifici, pubblici e privati, dovranno essere neutrali da un punto di vista energetico; entro il 30 aprile 2014 il governo italiano deve inviare a Bruxelles una strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione degli edifici residenziali e commerciali.

 

Legambiente fa anche proposte interessanti per evitare di “sputtanare” (termine che uso io, non Legambiente) la Classe A. Per esempio l’introduzione di regole omogenee in tutta Italia, sanzioni, sicurezza antisismica, nuovi strumenti di finanziamento degli interventi di riqualificazione e un fondo nazionale di garanzia per la riqualificazione energetica. Non solo sanzioni, quindi, ma anche idee per migliorare lo stato dei fatti della certificazione energetica in Classe A.

 

a cura di Enrico Patti

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