Ecoturismo e sviluppo sostenibile, un progetto per Machu Picchu

Il progetto EcoTurismo per Machu Picchu: ambiente e società come elementi morfogenetici per un’architettura sostenibile, di Giovanni Formentin, Massimo Gatti e Gianluca Stefani, parte dalla considerazione della pressione turistica del santuario storico di Machu Picchu, visitato nel 2011 da 972.000 turisti (l’aumento annuo è del 6%) generando un giro d’affari di 40 milioni di dollari, mentre la popolazione rurale sopravvive praticando l’agricoltura di sussistenza. Tale situazione (3.000 turisti al giorno), ha intaccato l’integrità del sito, tanto che l’UNESCO l’ha dichiarato in pericolo.

 

L’Ecoturismo rappresenta una possibile alternativa: un approccio più responsabile che mira alla conservazione dell’ambiente e al coinvolgimento della comunità locale nello sviluppo e nella gestione del turismo. L’idea di progetto intende trasformare l’eccessiva pressione turistica in una preziosa occasione di sviluppo sostenibile, unitamente a quattro concetti di sostenibilità: alimentare, sociale, edilizia e trasporti.

 

Il progetto prevede la creazione di centri ecoturistici, coinvolgendo le comunità rurali nella gestione e nell’organizzazione, mirando  all’autosufficienza  alimentare, energetica e delle risorse, con bassissimo impatto ambientale attraverso una gestione circolare delle risorse disponibili. L’integrazione paesaggistica e ambientale si basa sullo studio delle popolazioni locali, delle tradizioni e condizioni ambientali, prendendo a riferimento i principali caratteri tradizionali.

 

La rilettura delle andenes (i tipici terrazzamenti), diventano l’elemento generatore del progetto, supporto per l’edificazione e per l’agricoltura. Le valli e i terrazzamenti più ampi saranno impegnati per l’agricoltura che mirerà all’autosufficienza alimentare delle comunità dei nuovi centri. La raccolta e la gestione dell’acqua renderanno autosufficienti i nuovi centri e consentiranno la generazione dell’energia elettrica (unitamente alle strategie progettuali attive/passive, con l’utilizzo degli scarti dell’agricoltura per il riscaldamento e dell’energia solare per l’acqua calda e l’elettricità).

 

L’accesso all’abitato sarà facilitato dal potenziamento e dalla nuova configurazione dell’attuale infrastruttura di trasporto e prevederà maggiori collegamenti ai principali siti archeologici dell’intero territorio, attualmente difficili da raggiungere.
La struttura morfologica dell’Ecoresort, è generata  dalla stessa struttura sociale che da secoli regola i rapporti tra abitanti, basata su unità territoriali autosufficienti e sul sistema della reciprocità. Si compone di tre livelli gerarchici: la famiglia, l’unità di base, che nell’organizzazione ecoturistica avrà compiti di accoglienza del turista e di coltivazione delle terre comuni. Abitante e turista convivono, l’uno in simbiosi con l’altro; gruppi di famiglie detti Ali che gestiscono le unità minime di accoglienza assegnando compiti specifici alle singole famiglie; l’Ayllu, l’insieme degli Ali riferiti allo stesso nucleo di servizi di accoglienza e rappresenta i singoli Ecoresort gestiti a livello comunitario.

 

Il risultato si compone di una zona comune di gestione generale, collegata a gruppi di alloggi autocostruiti, realizzati per step in base alle reali necessità dell’afflusso turistico.
Il coinvolgimento dell’intera comunità è indispensabile.

 

Il progetto è il vincitore della Medaglia d’Oro dell’undicesima edizione del Premio Italiano “Architettura Sostenibile” per la sezione Progettazione urbana e paesaggistica sostenibili, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 14 ottobre a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria del Premio “la tesi definisce un ammirevole percorso progettuale di carattere paesaggistico ed architettonico finalizzato a preservare l’area di Matchu Picchu dall’eccessiva pressione turistica registrata negli ultimi anni. Il progetto mira ad un approccio turistico più responsabile attraverso un pieno coinvolgimento della comunità locale nello sviluppo e nella gestione del turismo, realizzando una rete di centri ecoturistici autosufficienti dal punto di vista alimentare ed energetico. La rilettura delle “andenes”, i tipici terrazzamenti, diviene elemento generatore dell’intero intervento, fungendo da supporto per l’agricoltura e per l’edificazione delle strutture ricettive sapientemente integrate nella trama orografica dei pendii


SCHEDA PROGETTO
EcoTurismo per Machu Picchu
ambiente e società come elementi morfogenetici per un’architettura sostenibil
e


Progetto
Giovanni Formentin, Massimo Gatti, Gianluca Stefani


Università
IUAV di Venezia
Facoltà di Architettura


Relatore
Benno Albrecht


Correlatori
Sara Marini


Anno Accademico
2012-2013


Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, EcoTurismo per Machu Picchu, vista sul paesaggio pubblico

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