DL incentivi, CNAPPC: “Totale contrarietà ad ogni insensata deregolamentazione nel settore edilizio”

Un condono edilizio mascherato per opere già realizzate in assenza di permesso”. Così si è espresso lo scorso 20 marzo il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ribadendo, come già ripetutamente evidenziato in diverse occasioni di confronto istituzionale, la propria ferma contrarietà ai provvedimenti riguardanti l’edilizia contenuti nel “Decreto Legge incentivi a sostegno dei settori industriali in crisi” approvato dal Governo il 19 marzo 2010.

In particolare la possibilità di intervenire senza alcun tipo di titolo abitativo in materia di manutenzione straordinaria e di altre significative attività edilizie non costituisce infatti un auspicabile intervento di semplificazione amministrativa ma, al contrario, induce gravissime conseguenze in relazione alla sicurezza, alla tutela del patrimonio edilizio, alla rispondenza degli interventi realizzati alle normative di tipo edilizio, paesistico ed ambientale ed alla possibilità da parte delle Pubbliche Amministrazioni di controllare gli interventi sul patrimonio esistente.

L’assenza di ogni tipo di controllo da parte dei professionisti abilitati, al di là di ogni demagogica pretesa di una teorica semplificazione procedurale, determinerà la proliferazione di interventi progettuali di scarsa qualità tecnica e tecnologica senza alcun tipo di garanzia per l’utente e la collettività e in totale dispregio ad ogni normativa concernente la qualità dei cantieri e la tutela degli infortuni sul lavoro.

Il Governo dopo aver avviato un significativo processo di valorizzazione delle nuove tecnologie informatiche finalizzate allo snellimento delle procedure amministrative, attraverso la promozione di strumenti quali la Posta Elettronica Certificata e la Firma Digitale, oggi adotta un provvedimento assolutamente contraddittorio che elimina ogni controllo, penalizza i professionisti e le aziende operanti nel settore edile e, di fatto, potrebbe incentivare l’abusivismo edilizio creando, nei fatti, un condono mascherato per opere già realizzate in assenza di permesso.

Gli architetti italiani chiedono l’immediato stralcio delle norme in oggetto auspicando, al contempo, che il Governo convochi uno specifico tavolo di concertazione sulla semplificazione delle procedure in materia di edilizia da realizzarsi con ordini professionali, amministrazioni locali, costruttori, sindacati e tutti i principali attori del sistema edilizio.

Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
Roma, 20 marzo 2010

Nell’immagine, Mario Sironi, Paesaggio urbano con camion, 1920-23

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