Designer del futuro in mostra a Improvvisazioni Manifeste

Si è conclusa lo scorso 30 gennaio 2016 la mostra intitolata Improvvisazioni manifeste, che ha esposto le sperimentazioni visive di sessanta universitari di Venezia.

Realizzata in collaborazione con l’Università Iuav e la Fondazione Berengo, Improvvisazioni manifeste è nata dall’intuizione dell’architetto e visual designer Paola Fortuna che ha creduto nel talento e nel dinamismo della classe al primo anno del  Laboratorio di Fondamenti del Design della Comunicazione.

Dal pretesto di un concorso immaginario, gli studenti del corso di laurea in “Disegno industriale e multimedia” dell’Università Iuav di Venezia, sono stati coinvolti nel progetto didattico di reinterpretazione dell’identità di Glasstress 2015 Gotika, evento collaterale della Biennale d’Arte 2015. Compito per i sessanti giovani: ridefinire l’immagine coordinata per l’evento promosso dalla Fondazione Berengo e, in particolare, ideare un manifesto, unità espressiva capace di testimoniare in maniera inequivocabile la cultura della società di cui è espressione.

I progettisti del domani hanno accolto la difficile sfida di diffondere la cultura e l’arte, parlando a un pubblico giovane. Solo a conclusione del progetto, Paola Fortuna ha riconosciuto i risultati sorprendenti dei lavori e ha deciso di metterli in mostra.

É nata così Improvvisazioni Manifeste, ospitata per dieci giorni nella galleria Venice Projects / Fenice Gallery a Venezia. Qui sono stati presentati al pubblico i nuovi percorsi di comunicazione e i manifesti dei creativi, scelti per comunicare Glasstress e per rielaborare il linguaggio per l’arte contemporanea.

La curatrice della mostra ha sottolineato la volontà di proseguire nella direzione tracciata, continuando a credere nelle giovani leve e a combinare insegnamento e professione. “Sono convinta che per fare bene il nostro lavoro, dentro di noi, ci debba essere, una sensazione di urgenza. Questa sensazione la devi provare nei confronti del contenuto della tua comunicazione, devi avere, sentire, bisogno di trasmettere. prosegue – Non è un caso, che alcune delle parentesi più appassionanti e più forti nella storia del design sia legata a questa partecipazione del progettista all’idealità che è contenuta nel messaggio. Quindi il messaggio del progetto di fine corso non poteva essere finzione. Essere partecipi alla coscienza che esprime il messaggio, da qui nascono delle grandi intenzioni poetiche. Da qui nasce questa idea”.

Paola Fortuna, calabrese di origine, triestina di nascita e veneziana di elezione, ha scelto la professione di visual designer, facendo leva su una rigorosa formazione architettonica. I suoi lavori iniziano con un processo di “sperimentazione visiva”. L’idea di partenza si allontana dalle associazioni percettive abituali e viene proiettata in un contesto diverso, dove inedite sovrapposizioni possono prendere forma. Nasce così la serie dei suoi artwork, composizioni grafiche dedicate a prodotti ma che trascendono la realtà. Ogni artwork rappresenta un’immagine in cui si condensano una narrazione e una combinazione di riferimenti letterari, iconografici, culturali. La sua attitudine a sgombrare il campo dagli stereotipi e a ricombinare le idee da zero, le ha consentito di affrontare con successo diverse sfide. Come il progetto “Musei e superamento delle barriere percettive. Il caso delle Gallerie dell’Accademia di Venezia” che con l’unità di ricerca Nuove frontiere del design dell’Università Iuav ha vinto il Gran Prix, primo premio assoluto al concorso internazionale IIIDAward 2011 dell’International Institute for Information Design.

Paola Fortuna lavora nel campo dell’identità istituzionale di aziende e su progetti per la valorizzazione del territorio. Oggi le sue pubblicazioni sono esposte nei maggiori centri culturali, come il MOMA Museum e il MAD, Museum of Arts and Design a New York, il Beirut Exhibition Center in Libano e il Victoria and Albert Museum di Londra.

È attiva anche nel campo dell’identità visiva e di allestimento nell’arte contemporanea e, sin dalla sua origine, ha curato l’immagine di Glasstress, evento internazionale ed itinerante che vede convogliare arte, design, architettura e musica.

Per ulteriori informazioni
www.iuav.it
www.fondazioneberengo.org
www.glasstress.org

Nell’immagine di apertura, vista della mostra Improvvisazioni Manifeste. Foto © Alessandra Chemollo

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