Design sostenibile per involucri architettonici, ALFIE biohack

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Il progetto “Hacking architecture, linee guida e scenari applicativi di un approccio biohack-tech”, di Fabio Sicilia della Facoltà di Architettura e Design, Dipartimento di Scienze applicate e tecnologia del Politecnico di Torino, si aggiudica la Medaglia d’argento alla XII edizione del Premio Italiano Architettura Sostenibile, riservato a Tesi di Laurea, Dottorato o Master Post-Laurea. Il progetto, incentrato sulla realizzazione di un elemento tecnico per il recupero dell’acqua piovana da integrare come pelle esterna nell’involucro edilizio, si è aggiudicato la medaglia nella sezione Design Sostenibile.

Le città consumano molte risorse idriche. In Italia, anche se l’acqua naturale è abbondante, il bilancio idrico non viene gestito in modo ottimale, in quanto l’acqua raccolta non viene filtrata e riemessa nel ciclo originale. La soluzione ricercata nel progetto è un modo per ridurre il consumo di acqua naturale analizzando il caso di edifici residenziali, nuovi o esistenti. Il progetto si sviluppa con una proposta innovativa per ridurre lo spreco di acqua a livello dell’edificio, integrando un fitobioreattore naturale sulle facciate degli edifici: ALFIE biohack.

Il sistema di involucro architettonico è composto da una coltivazione di microalghe in facciata. La facciata si presenta come una pelle viva composta da moduli, contenenti la soluzione algale, organizzati in colonne e distribuiti in modo da coprire la superficie di un intero edificio. Un locale tecnico interrato ospita l’attrezzatura per la coltivazione delle microalghe, tra cui pompe e altri componenti dell’impianto. I moduli algali sono composti da un film plastico trasparente (ETFE) progettato in una forma specifica per ottimizzare la fluidodinamica della soluzione di microalghe in crescita.

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Il modulo è composto da un perimetro rinforzato e una camera di crescita. L’alimentazione principale della soluzione algale si verifica attraverso l’apertura posizionata sulla parte superiore della camera. L’uscita è posta sul lato inferiore e consente il continuo deflusso della soluzione riempiendo il modulo sottostante. Ogni modulo contiene un volume di soluzione algale di 20/25 litri.

Gli impianti sono coordinati da un unico sistema di controllo (PLC) programmato per garantire il funzionamento ottimale delle pompe e solenoidi in ogni situazione, in grado di gestire anche le situazioni critiche che possono verificarsi in caso di eventi climatici straordinari o guasti accidentali di parti del sistema. Nell’estremità inferiore della facciata, i serbatoi raccolgono la soluzione algale pronta per lo stoccaggio. La soluzione di microalghe viene pompata dai serbatoi fino alla cima della facciata dove un collettore distribuisce alle colonne di moduli attivi in cui scorre per gravità. Da qui il ciclo ricomincia.

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ALFIE Biohack, è un sistema integrato in facciata che può essere installato a scala urbana su siti di nuova costruzione o edifici esistenti in zone degradate delle città. Alfie biohack può generare nuove economie e servizi volti a fornire installazione, manutenzione e smaltimento di elementi tecnici e a gestire la produzione di microalghe e la relativa raccolta per favorire il corretto funzionamento del sistema di depurazione. Inoltre, le facciate degli edifici possono anche essere affittate a società di servizi che sfruttano le acque reflue negli appartamenti per favorire la coltivazione e la raccolta della biomassa algale la quale può essere rivenduta e trasformata in prodotti di consumo come biocarburanti, nutrienti per animali, integratori alimentari per esseri umani e prodotti per il benessere.

Secondo il parere della giuria, “la ricerca mostra un’esemplificazione delle importanti ricadute che il design industriale di componenti può avere anche in ambito architettonico, generando sinergie di elevata potenzialità fra tali discipline”.

La Cerimonia di Premiazione della XII edizione del Premio Italiano Architettura Sostenibile si è tenuta lo scorso 27 settembre presso Palazzo Tassoni Estense di Ferrara, sede del Dipartimento di Architettura; in questa occasione i membri della giura hanno tenuto tre lecture sul tema della sostenibilità e sono stati presentati i lavori dei vincitori e delle menzioni speciali. Anche quest’ultima edizione ha confermato il crescente interesse del pubblico verso l’iniziativa del Premio Italiano Architettura Sostenibile e l’importanza di dare un riconoscimento e uno spazio di confronto ai lavori dei futuri professionisti e ricercatori nel settore, al fine di promuovere una cultura italiana di sostenibilità.

 

SCHEDA PROGETTO
Hacking architecture
Linee guida e scenari applicativi di un approccio biohack-tech

Università
Politecnico di Torino

Facoltà-Dipartimento
Architettura e design (DAD),
Scienze applicate e tecnologia (DISAT)

Studente
Fabio Sicilia

Relatore
Roberto Giordano

Correlatore
Cesare Griffa

Anno accademico
2014/2015

 

Per ulteriori informazioni
premioarchitettura@unife.it
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, vista del fitobioreattore integrato nell’involucro architettonico. © Fabio Sicilia

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