Design for Architecture, intervista ad Aldo Cingolani direttore di Giugiaro Architettura

Cristina Vanucci intervista Aldo Cingolani, direttore di Giugiaro Architettura sulla pubblicazione “Giugiaro Architettura Annual. Design for Architecture”.

 

[1] Come è organizzato il volume e cosa lo rende nuovo dal punto di vista editoriale?
Per il modo in cui è stato concepito e strutturato, questo libro è senza dubbio un modo innovativo di comunicare, soprattutto da parte di uno studio di architettura. Esce infatti dalla logica della presentazione fine a se stessa, per divenire fulcro e promotore di una ricerca, per sollevare questioni, per stimolare il dibattito culturale con una
consapevolezza ben definita: l’importanza del confronto con le realtà che ci circondano. Il nostro atteggiamento non è quello di chi vuole mettersi in cattedra, per raccontare il verbo dell’architettura e del design, ma di chi, in virtù del proprio DNA, ha una grande capacità di analisi e si pone come design watcher per raccontare cosa sta succedendo.

 

[2] Perché un annual?
Il libro vuole essere un osservatorio sul mondo del design e dell’architettura. Sfogliandolo, osservandone le immagini e leggendo i brevi testi, ci si potrà fare un’idea dello scenario prossimo-futuro dell’architettura. Alla base c’è un’indagine sul contemporaneo, un’analisi su come le nuove tecnologie, le innovazioni dei materiali e l’attenzione alla sostenibilità stanno influenzando e cambiando l’architettura. Giugiaro Architettura quindi si pone come promotore di questo osservatorio e di una ricerca sui nuovi linguaggi architettonici, prendendo in considerazione, ogni anno, un ambito specifico.

 

[3] Qual è il tema dell’edizione 2010?
Quest’anno il tema portante è il Design for Architecture. Giugiaro Architettura (e il sottoscritto) ha un background ben radicato nell’industrial design. Ciò che nell’Annual si evidenzia è il modo in cui i processi tipici dell’industrial design, come lo studio e il progetto minuzioso dei dettagli, dei singoli elementi costitutivi di un oggetto, nonché la loro ingegnerizzazione, stiano influenzando sempre più anche l’architettura. Dalle fasi progettuali a quelle realizzative, l’architettura seguirà, in maniera sempre più evidente, percorsi, logiche e processi costruttivi simili a quelli industriali. Ecco perché “Design for Architecture”: l’applicazione di metodi fino a ora tipici del design industriale sconfina nell’architettura, innovandola nei materiali e nei metodi. Riteniamo che questo sia uno degli aspetti più importanti dell’innovazione in atto nel mondo dell’architettura. Naturalmente per design non intendiamo quello fine a se stesso ma quello funzionale e applicato
alle nuove tecnologie.

 

[4] Dalla copertina del libro si evince che anche la natura è un tema centrale dell’annual 2010…
Esattamente. La natura è oggi al centro di ricerche che modificheranno fortemente lo sviluppo di materiali e tecnologie costruttive. Il biomorfismo, ossia la natura come fonte di ispirazione progettuale, costituisce non solo uno dei temi centrali del libro, ma anche una sorta di filo conduttore. Pensiamo per esempio all’evoluzione che sta vivendo la “pelle” degli edifici. Proprio grazie a sistemi sempre più innovativi oggi è possibile realizzare facciate altamente tecnologiche, magari rivestite da piastrelle che seguono la stessa logica della sintesi clorofilliana. È una questione di funzione, oltre che di forma.

 

[5] Il libro è stato realizzato in partnership con 17 aziende leader nel settore dell’architettura. Possiamo parlare di un network?
Oggi le aziende rappresentano i soggetti che fanno ricerca e innovazione sul campo. Sono pertanto testimoni e protagonisti indispensabili per un libro dedicato all’innovazione; sono state scelte dall’editore e da noi in base a un’affinità con i temi del libro e con le nostre idee sul “Design for Architetture”. Ma la partnership va al di là di questo, puntando allo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie attraverso progetti di ricerca. Le aziende hanno aderito a questa iniziativa con entusiasmo, soprattutto perché consapevoli del fatto che, oggi, in un momento come quello che stiamo vivendo, la ricerca diventa l’unico vero modo per uscire dalla crisi. Possiamo parlare quindi di un vero network, che diviene operativo fin da subito. La sinergia tra le aziende e uno studio di progettazione consente di sperimentare e mettere in produzione nuovi prodotti in tempi relativamente brevi.

 

[6] Questa idea di sistema o network è un’innovazione per uno studio di architettura. Sembra quindi delinearsi anche una nuova tipologia di studio, non più il classico “atelier”, ma un organismo più strutturato, potremmo dire manageriale.
Per avere credibilità, sia in Italia sia all’estero, oggi uno studio di architettura deve ampliare i propri orizzonti. Soprattutto se pensiamo alla gestione di grandi opere, le competenze che vengono richieste vanno al di là di quelle meramente creative: sono strategiche e organizzative, in definitiva, tecniche e manageriali. Spesso i servizi che ci vengono richiesti sono molto vicini a quelli del general contractor, per cui dobbiamo essere in grado di gestire l’intera commessa, avendo il controllo di tutti gli aspetti, dai costi alla tempistica, ai rapporti con il cliente. Lo studio di architettura contemporaneo non può prescindere da queste considerazioni; spesso in Italia si “corre da soli” e non si è in grado di fare squadra, ma secondo noi non è la maniera giusta per arrivare al traguardo. L’Annual è anche un modo per comunicare il nostro approccio operativo: la strategia del sistema integrato, i nostri partner, la nostra fede nella ricerca e nell’innovazione.

 

[7] Il libro avrà anche una vita parallela sul web. Si potrà sfogliare online o ci sarà qualcosa di più?
Attraverso il sito, il libro potrà aggiornarsi day by day, diventando un design watching continuo. Altro aspetto importante è quello dell’interattività, che rappresenta una delle peculiarità di questa iniziativa editoriale. All’interno del libro, un marker dedicato a ciascuna azienda, riconosciuto dalla telecamera di un qualsiasi computer, farà apparire un ologramma virtuale oppure darà lo start a un video. È la Realtà Aumentata, con cui si raggiunge per la prima volta l’interattività piena tra carta e web.

 

SCHEDA LIBRO

Titolo: Giugiaro Architettura Annual. Design for Architecture
Formato: 23 x2 8,5 cm   
Pagine: 240          
Caratteristiche: prodotto di design editoriale realizzato in 5 carte diverse, con stampa in rilievo e implementazioni grafiche per la Realtà Aumentata
Copertina: in lenticolare con effetto moving 3D
Editore: CityProject – De Lettera
Anno: 2010      
 

 

 

Informazioni
www.giugiaroarchitetturaannual.com

 

Intervista di Cristina Vanucci – Facoltà di Architettura di Ferrara
cristina.vanucci@unife.it

 

Nell’immagine di apertura Aldo Cingolani. Intervista tratta da Architetti 11/2010

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