Design, architettura e attenzione per il riciclo: Freitag Flagship Store

Nel 1993 due giovani designers svizzeri, i fratelli Markus e Daniel Freitag, erano alla ricerca di una borsa messenger a tracolla che fosse funzionale a contenere i loro progetti nei vari spostamenti. I veri zurighesi, infatti, sono soliti spostarsi in bicicletta e spesso si bagnano sotto la pioggia. Per questo motivo la borsa doveva essere impermeabile e resistente. Ispirati dal traffico dei coloratissimi mezzi pesanti, che passavano davanti al loro appartamento sull’asse di transito di Zurigo, cucirono una borsa messenger ri-usando vecchi teloni di camion, realizzando la tracolla con cinture d’auto usate e la bordatura con una vecchia camera d’aria di bicicletta.

 

La genialità dell’idea era testimoniata dal fatto che le borse fossero utili, rispettose dell’ambiente e, allo stesso tempo, individuali e personalizzate. Per di più, la sua caratteristica di collage con lettere e/o numeri sembrava ricordare il movimento dadaista nato proprio a Zurigo durante la Prima Guerra Mondiale: ciò ha suscitato interesse nei curatori del MOMA Museum of Modern Art di New York a tal punto che hanno deciso di esporre una borsa Freitag nella galleria di design.Dall’intuizione dei due fratelli nasce un’azienda, che porta il loro nome (Freitag), oltre che una filosofia di “ri-uso” e possibile successivo riutilizzo dei materiali applicata a più livelli, dalla ideazione del prodotto in sé, allo studio del suo packaging, fino alla volontà di avere un Flagship Store in Zurigo, che rispondesse alla medesima filosofia, sia nell’involucro esterno che nei componenti di arredo pensati per l’interno. Un approccio, dunque, che nasce dal design industriale e si estende fino all’architettura e agli interni.

 

Tra il 2005-2006 gli architetti svizzeri Annette Spillmann e Harald Echsle, amici dei fratelli Freitag, progettano e completano un edificio, nella Zurigo Ovest, oggi la zona più alla moda della città, composto da diciassette container arrugginiti, sovrapposti l’uno sull’altro fino all’altezza di 26 metri. Un “grattacielo bonsai”, basso abbastanza per non violare le restrizioni previste dalla normativa locale e alto abbastanza per permettere la predisposizione, all’ultimo livello, di un osservatorio sulla città.
L’idea di “sfruttare” materiali riciclati legati al mondo del trasporto su strada, il suo inserimento tra capannoni industriali in un’area circoscritta tra una rampa che conduce all’autostrada e un viadotto ferroviario, conferiscono all’edificio un valore aggiunto, dimostrando l’evidente coerenza con la filosofia del marchio e l’attenzione per il riciclo.
La sovrapposizione dei moduli-container e il loro fissaggio è, anch’essa, legata a questa idea: il risultato è una costruzione completamente a secco dove le connessioni sono realizzate interamente con elementi propri del settore delle spedizioni marittime. Le metalliche croci di Sant’Andrea, evidenti in facciata, controventano l’intero assemblaggio, ancorando l’uno sull’altro i singoli moduli: in futuro, un’eventuale smantellamento della torre e il conseguente ritorno allo stato originario del sito, sarà possibile con semplici operazioni di smontaggio. Allo stesso modo potrà essere pensato anche uno spostamento dello Store in altro luogo.
Quattro livelli di showroom espositivo per la più vasta selezione di “Individual Recycled Freewaybags” (più di 1600 borse), collegati all’interno attraverso un sistema di scale in ferro di tipologia industriale, sfruttano come elementi espositori unicamente il sistema di packaging in scatole di cartone degli stessi prodotti. Essenzialità e semplicità nell’arredo dialogano con un ambiente altrettanto semplice: i container, recuperati, sventrati e rinforzati, sono finiti all’interno seguendo un gioco di contrasto tra pareti bianche e pavimenti in grosse tavole di legno scuro di recupero, su cui restano volutamente evidenti le tracce del precedente utilizzo.
Cinque grandi vetrate progettate rispettando la modularità degli elementi utilizzati (o meglio ri-utilizzati), si aprono verso Geroldstrasse, garantendo, dall’interno, una perfetta visione sul mondo della strada e dei mezzi pesanti che hanno generato e tutt’ora alimentano la filosofia del marchio.

 

Questa ricerca di un continuo dialogo con la città e il mondo delle quattro ruote emerge ripetutamente all’interno del progetto di design del prodotto dei giovani svizzeri e di conseguenza viene enfatizzato nella progettazione dello Store: la strada, fonte di rumore e disturbo per molti, è per i fratelli Freitag motivo di ispirazione e successo delle loro creazioni. La tipologia scelta, a torre, risponde a quest’esigenza di sottolineare tale rapporto, quasi di gratitudine e sudditanza, sovvertendolo, esprimendo la “potenza” e la capacità umana di trasformare determinati prodotti e materiali in altri con funzione completamente differente. L’edificio, infatti, si impone con forza sull’ambito urbano circostante, restando riconoscibile, proprio dalla strada, fino ad alcuni chilometri di distanza.
Nel 2011 gli architetti Spillmann e Echsle hanno ricevuto il premio Best Architects Award 11 per il  progetto del Freitag Flagship Store di Zurigo.

 

di Nicola Montini, Marcello Galiotto, Alessandra Rampazzo

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine “Dimensione”.

 

Nell’immagine, vista esterna notturna dell’F-Shop, Zurigo. Foto © Roland Tännler

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