Deroga contributo minimo Inarcassa, puoi chiederla fino al 31 maggio

Riassumendo: è stata approvata dai Ministeri dell’economia e del lavoro la deroga del contributo minimo a Inarcassa, che consente ai professionisti che prevedono di incassare nel corso di quest’anno meno di 15.690 euro di non versare il contributo soggettivo minimo e pagare, a dicembre 2015, il 14,5% del solo reddito effettivamente prodotto.
La possibilità di derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva vale per un periodo massimo di 5 anni.

 

Dalla deroga al contributo minimo soggettivo rimangono esclusi i pensionati e i giovani professionisti, che già oggi versano importi ridotti e possono comunque contare sull’accredito del periodo assicurativo intero.

 

Sul sito avevamo già trattato l’argomento e dato voce al malcontento dei professionisti che vivono nel mondo reale: serve la deroga al contributo minimo? I commenti hanno fatto emergere problemi diversi, collegati alla situazione reale del Paese. C’è chi si chiede se ha senso continuare a fare la professione con un reddito inferiore alla soglia indicata per ottenere la deroga del contributo minimo; c’è chi riflette su i costi vivi a cui ogni anno un architetto è costretto a far fronte e sul fatto che tali costi vanno sommati a quelli per mutuo, famiglia; chi parla della necessità di parcelle certificate; chi di tariffe minime e sanzioni per chi non le rispetta; chi chiede che la deroga del versamento del contributo minimo venga fatta a scaglioni, perché chi prende 15.691 euro non sta meglio di chi ne prende 15.690.

 

I problemi sono tutti collegati, prorogare il contributo minimo avrebbe senso se il cambiamento coinvolgesse anche i punti segnalati dai professionisiti che tutti i giorni sul campo. Da sola, la proroga, nemmeno fatta a scaglioni (requisito minimissimo per evere senso), è totalmente priva di significato e di efficacia.

 

Tutto questo, la protesta che si è sollevata intendo, certifica una sola cosa: che c’è un salto dal paese reale alle Istituzioni che lo governano e lo regolano. Spesso in effetti alcune decisioni che vengono passate per grandi conquiste per i “sudditi” (l’ho messo tra virgolette) sembra, se ci si ragiona sopra dall’esterno, una concessione, per la quale tra l’altro non si è neanche troppo pensato a come farla, come regolarla, come poterla strutturare. Perchè il Ministero ha approvato l’iniziativa?

 

Una sola parola risuona nella mia testa: CONTENTINO.

 

La scadenza per la richiesta di deroga al contributo minimo a Inarcassa va inoltrata entro il 31 maggio, dall’area riservata Inarcassa.it. Così ci chiediamo se questa scelta è stata fatta in buona fede o no, è dovuta alla fretta o al totale distacco dal paese, cosa di cui spesso si è parlato negli ultimi anni.

 

Tra l’altro, la domanda può essere annullata entro e non oltre il 30 giugno, sempre dal sito di Inarcassa.

 

di Enrico Patti

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