Decreto sviluppo. Riqualificazione città: avverrà con la defiscalizzazione

Decreto sviluppo: anche per il piano di riqualificazione delle città il finanziamento avverrà attraverso la defiscalizzazione. Il Decreto sviluppo è l’ultima chance di credibilità per il Governo Berlusconi. Lo dicono i costruttori, che sono decisamente stanchi. Ieri, l’assemblea annuale dell’Ance ha definito una “presa in giro” l’idea di fare un piano a costo zero.

 

E infatti è stata dura la contestazione contro il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli: “Vergogna, basta, andate via!”: queste le parole gridate dalla platea. E il ministro che ha fatto? Che ha detto? “Sono abituato a ben peggio… Non saranno certo queste proteste a…”, senza concludere la frase. È chiaro che è abituato a ben peggio, lo abbiamo seguito negli ultimi anni.

 

Già esponente del MSI, è stato Ministro dell’ambiente per Berlusconi, nel biennio 1994-’95, poi ancora dal 2001 al 2006.  Ricollegabili a lui le seguenti azioni di governo criticate delle maggiori associazioni ambientaliste:
– ritardo nell’approvazione del piano nazionale di assegnazione delle emissioni, emanato nel febbraio 2006, a più di due anni dalla scadenza massima, dopo molti richiami dell’Unione Europea;
– silenzio sui piani di attuazione del protocollo di Kyoto;
– previsione della costruzione di 103 nuovi inceneritori nel testo unico sui rifiuti, a scapito dell’investimento sulla raccolta differenziata;
– inerzia e pigrizia sulla mobilità urbana;
– accettazione del condono edilizio varato dal suo governo;
– mancata battaglia contro l’abusivismo e i 180.000 nuovi edifici abusivi sorti durante il suo mandato ministeriale.

 

Quindi, è abituato alle contestazioni. Ma dovrebbe prenderla più seriamente il Ministro, perché oggi, in Italia, c’è poco da scherzare.

 

Al centro delle preoccupazioni dei costruttori c’é il discusso pacchetto per la crescita, che per l’Ance rappresenta il “motore fondamentale dell’economia italiana” e un’occasione per rilanciare l’edilizia. “L’assunto che sia possibile un’infrastrutturazione generica di sviluppo a costo zero o è una chimera o è una presa in giro”, ha avvertito il presidente Paolo Buzzetti, ricordando che le risorse ci sono (5 miliardi stanziati per il 2012 nel capitolo Bilancio) e vanno spese.
Due i fronti su cui lavorare:
– infrastrutture;
– piano di riqualificazione delle città.

 

In particolare, sulle città Buzzetti chiede un “patto sociale” aperto a istituzioni e forze economiche. “Soldi non ce ne sono” dice Matteoli per lo sviluppo. Anche per il Piano città “il finanziamento avverrà attraverso la defiscalizzazione (…). Le risorse sono indirette ma sono sempre risorse”.

 

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