Decreto sviluppo pubblicato in Gazzetta: immobili fantasma, permesso di costruire, cambio destinazione uso e altre novità

Dopo il Quarto conto energia, il Decreto sviluppo, contenente provvedimenti per immobili fantasma, cambio destinazione d’uso, opere pubbliche, materiali, permesso di costruire e altro, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 110 del 13 maggio 2011. Si tratta del Decreto del 13 maggio 2011, n. 70 e recante “Semestre Europeo. Prime disposizioni urgenti per l’economia”. ll Governo mira a trasformare in strumenti operativi le linee guida tracciate a fine aprile con il Documento di economia e finanza.  

 

Leggi tutto il provvedimento.

 

Alcune modifiche hanno suscitato diverse polemiche, in particolare quelle legate agli Appalti: l’innalzamento della soglia per la procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando di gara, l’innalzamento della soglia per la procedura ristretta semplificata, varianti in corso d’opera, adeguamento prezzi.

 

 

In breve (leggi più dettagli)
Per quanto riguarda gli appalti, si procederà all’assegnazione senza gara d’appalto per le opere pubbliche fino a un milione di euro.
Per quanto riguarda il Piano casa (leggi l’articolo di approfondimento) e il rilascio del Permesso di costruire viene introdotto il silenzio-assenso entro un massimo di 90-100 giorni (180-200 per le città di oltre 100mila abitanti) eccetto i casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici e culturali.
I cambi di destinazione d’uso sono liberalizzati in deroga ai piani regolatori (se non intervengono le leggi regionali).
Lo strumento attuativo dei piani urbanistici “già sottoposti a valutazione ambientale strategica non è sottoposto a valutazione ambientale strategica né a verifica di assoggettabilità qualora non comporti variante e lo strumento sovraordinato in sede di valutazione ambientale strategica definisca l’assetto localizzativo delle nuove previsioni e delle dotazioni territoriali, gli indici di edificabilità, gli usi ammessi e i contenuti piano volumetrici, tipologici e costruttivi degli interventi, dettando i limiti e le condizioni di sostenibilità ambientale e delle trasformazioni previste”.
Slittato dal 1° maggio al 1° luglio il via alle sanzioni aumentate di quattro volte per chi non ha dichiarato all’Agenzia del Territorio gli immobili “fantasma”, ignoti al catasto, ex rurali o che hanno subìto modifiche o variazioni di destinazione d’uso non dichiarate.
Per le varianti in corso d’opera è previsto un taglio del 50% delle somme a disposizione. Dimezzati i rimborsi agli appaltatori per gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali.
Per le opere compensative il tetto è fissato al 2% (anche per opere richieste dopo valutazione di impatto ambientale). Le riserve non sono ammesse se il progetto è stato validato e non possono essere superiori al 20% dell’importo contrattuale.

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