Decreto sviluppo, ecco tutte le novità per l’edilizia

Oltre al Quarto conto energia, è stato approvato il Decreto sviluppo. Il suo scopo principale, come sostiene il Ministro Tremonti, è il rilancio dello sviluppo con costi zero.

 

Il testo provvisorio
Clicca su Decreto sviluppo per leggere il testo provvisorio a cura di Lisa De Simone.

 

Il Governo vuole con questo provvedimento trasformare in strumenti operativi le linee guida tracciate a fine aprile con il Documento di economia e finanza. Sono tre le direttrici su cui si muove il primo dei provvedimenti urgenti del semestre europeo:
– le semplificazioni;
– le opere pubbliche;
– il sostegno alle imprese che investono in ricerca;
– assunzioni al Sud;
– turismo.

Ecco i  sintesi ciò che più ci interessa:

Per gli Appalti ci sono nuove regole nuove: per le opere pubbliche fino a un milione di euro si procederà all’assegnazione senza gara d’appalto. Questi lavori possono essere affidati dalle stazioni appaltanti a cura del responsabile del procedimento. L’invito è, per lavori superiori a 500mila euro, ad almeno dieci soggetti e per lavori inferiori a 500mila euro a cinque soggetti.
Vengono inoltre imposti limiti alle opere compensative e alle riserve.
E arriva una frenata sulle varianti in corso d’opera.
Elevato da 5 a 7 anni il vincolo per l’esproprio per le opere strategiche.

 

Per quanto riguarda il Piano casa (leggi l’articolo di ieri) e il rilascio del Permesso di costruire viene introdotto il silenzio-assenso entro un massimo di 90-100 giorni (sarà 180-200 per le città di oltre 100mila abitanti) eccetto quei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici e culturali.
Viene dimezzato da 60 a 30 giorni il termine per le verifiche ex-post delle amministrazioni sugli interventi realizzati con la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). La Scia si applicherà anche agli interventi edilizi in precedenza effettuati con la Dia. La Scia non prende il posto della Super-Dia e non sostituisce i nulla osta e le autorizzazioni da rilasciare in presenza di vincoli paesaggistici, ambientali o culturali.
Vengono riaperti i termini per i piani regionali e vengono incentivate demolizione e ricostruzione (con libertà di sagoma).Per la prima volta, ci sarà anche un premio di volumetria del 10% per gli edifici non-residenziali.
Viene introdotto anche una piccola sanatoria per i lavori eseguiti in difformità al titolo abilitativo per una differenza inferiore al 2% per cubatura, superficie o altezze.
I cambiamenti di destinazione d’uso vengono liberalizzati in deroga ai piani regolatori (quando non intervengono le leggi regionali).
Eliminato il parere obbligatorio del Soprintendente se i Comuni hanno recepito nei loro strumenti urbanistici le prescrizioni del piano paesaggistico regionale.

 

Le semplificazioni per i piani urbanistici. Lo strumento attuativo dei piani urbanistici “già sottoposti a valutazione ambientale strategica non è sottoposto a valutazione ambientale strategica né a verifica di assoggettabilità qualora non comporti variante e lo strumento sovraordinato in sede di valutazione ambientale strategica definisca l’assetto localizzativo delle nuove previsioni e delle dotazioni territoriali, gli indici di edificabilità, gli usi ammessi e i contenuti piano volumetrici, tipologici e costruttivi degli interventi, dettando i limiti e le condizioni di sostenibilità ambientale e delle trasformazioni previste”.

 

Sanatoria catastale per gli immobili fantasma. Slittato dal 1° maggio al 1° luglio il via alle sanzioni quadruplicate per chi non ha dichiarato all’Agenzia del Territorio gli immobili “fantasma” (cioè ignoti al catasto), ex rurali o che, a seguito di interventi edilizi, hanno subito modifiche o variazioni di destinazione d’uso che non sono dichiarate.

 

Opere compensative e riserve. Per le opere compensative è fissato un tetto al 2% (anche per le opere richieste dopo valutazione di impatto ambientale).
Le riserve:
– non sono ammesse se il progetto è stato validato;
– non possono essere superiori al 20% dell’importo contrattuale. 

 

Varianti in corso d’opera e prezzi dei materiali. Per le varianti in corso d’opera è previsto un taglio del 50% delle somme a disposizione. Dimezzati anche i rimborsi agli appaltatori per gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali. Nel caso in cui il prezzo dei materiali di costruzione aumenti o diminuisca più del 10% rispetto al prezzo rilevato dal ministero delle infrastrutture, è prevista la compensazione, in aumento o in diminuzione, per la metà della percentuale sopra al 10%.

 

 

Ora il pacchetto intero deve essere implementato con la piena attuazione di tutti gli strumenti messi in campo dal decreto sviluppo.

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