Decreto Sviluppo bis, per i Professionisti obbligo di POS e PEC

Il Decreto Sviluppo bis è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore da ieri 19 dicembre 2012. Sono molte le novità per la digitalizzazione della pubblica amministrazione che coinvolgono anche i professionisti, obbligati ad accettare pagamenti in moneta elettronica e a utilizzare sempre la PEC per comunicare con la Pubblica Amministrazione.

Ogni cittadino potrà avere un proprio indirizzo di posta elettronica certificata e utilizzarlo come domicilio fiscale, sarà sufficiente comunicarlo alle PA, che, a partire dal 1° gennaio 2013, dovranno inviare ai cittadini tutte le comunicazioni necessarie. Per i professionisti sarà creato un indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) il cui scopo è incentivare lo scambio di informazioni e documenti tra la pubblica amministrazione e i professionisti e favorire la presentazione telematica di istanze, dichiarazioni e dati.
Nel Decreto Sviluppo bis viene introdotto anche l’obbligo alla comunicazione e alla trasmissione di documenti per via telematica tra le diverse pubbliche amministrazioni, e tra queste e i privati.

Dal 1 gennaio 2014 i Professionisti saranno inoltre obbligati a utilizzare il POS (Point of Sale). La conferma è arrivata ieri con la pubblicazione del decreto sviluppo bis sul supplemento ordinario n. 208 alla Gazzetta ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012. Tutto è stato deciso nell’ottica di accrescere la quantità di pagamenti in moneta elettronica, attraverso mezzi elettronici, e diminuire quelli in contanti per combattere l’evasione fiscale.
I professionisti dovranno rispettare questo obbligo: gli studi devono dotarsi di POS, apparecchiatura che permetterà di leggere e accettare pagamenti tramite carte di debito (bancomat) accreditando l’importo direttamente in conto corrente, senza utilizzare denaro in contanti.
A decorrere dal primo giorno del 2014, quindi, il professionista non può rifiutarsi di accettare il pagamento della propria parcella da parte di un cliente tramite moneta elettronica. Si possono utilizzare anche le carte di credito e le carte prepagate: in alternativa al bancomat i professionisti dovranno infatti accettarle  se l’onere a loro carico non è superiore a quello applicato per le carte di debito.

Il d.lgs 231/2007 impose il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro. L’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici viene introdotto come una misura per contrastare l’evasione fiscale, grazie alla limitazione dell’utilizzo dei contanti.
I dettagli non sono ancora stati forniti, ma rimandati a un decreto interministeriale che stabilirà modalità, termini di pagamento ed eventuali importi minimi (con ogni probabilità 50 euro). Lo stesso decreto introdurrà probabilmente l’obbligo di accettare ulteriori strumenti di pagamento elettronici, anche attraverso tecnologie mobili.

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