Decreto rinnovabili, solare termico e interventi di efficienza energetica. Conclusi Solarexpo e Greenbuilding, ecco il punto

Si sono conclusi venerdi 6 maggio Solarexpo e Greenbuilding che, con 71.950 visitatori certificati (+ 4% rispetto al 2010) in tre giorni, si confermano, insieme, l’evento fieristico numero uno del settore a livello italiano, e tra i primi tre al mondo. Sono tanti i commenti delle Associazioni a proposito del decreto legislativo 28/2011, approvato a marzo, e del futuro italiano a proposito del solare termico.
Nelle giornate della fiera di Verona, la discussione sulle applicazioni, sul mercato delle rinnovibili in generale, sul termico e sugli interventi edilizi che puntano a rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli edifici, è stata piuttosto accesa. Vediamo di seguito cosa si è detto.
Il prossimo appuntamento con Solarexpo e Greenbuilding è fissato per i tre giorni dal 9 al 11 maggio 2012.

 

Decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE

 

Enea
In Italia il 35,2% dei consumi di energia totale dipendono dal settore residenziale e, di questi, almeno il 70% sono relativi al riscaldamento. Oggi le abitazioni italiane consumano 120-150 kWh/mq all’anno, un livello ancora troppo alto che tuttavia con le attuali tecnologie e con le dovute accortezze costruttive, senza extra costi, potrebbe essere ridotto addirittura del 50%”, ha detto Giampaolo Valentini dell’Enea del corso del convegno di Solarexpo e Greenbuilding dedicato all’efficienza energetica e alle rinnovabili negli edifici e sullo strumento della detrazione fiscale del 55%. 
Valentini, che ha lamentato le scarse risorse finanziarie a disposizione dell’Enea per gestire al meglio le domande di interventi di efficienza energetica, ha comunque messo in evidenza l’importanza dell’incentivo in questi 4 anni di operatività: oltre 1 milione di interventi realizzati, con un picco nel 2010 (405 mila interventi); il 71% del totale quelli realizzati tra il 2009 e il 2010.
Il recente decreto legislativo 28/2011, approvato a marzo, prevede nuovi incentivi dal 2012 per l’efficienza energetica e per le rinnovabili che verranno determinati in base al valore economico dell’energia prodotta o risparmiata in edilizia e andranno con molta probabilità a sostituire lo sgravio fiscale che terminerà a fine 2011. Il futuro incentivo sarà tanto più elevato quanto maggiore sarà efficiente l’intervento realizzato.
Ha detto il responsabile dell’Enea per il 55%: “Questo sistema incentivante è il più democratico perché coinvolge tutti, persone fisiche e aziende, e in questi anni ha permesso anche di accrescere nell’opinione pubblica la cultura ambientale e del risparmio energetico, oltre a creare occupazione e nuove imprese”.
Tra gli interventi più importanti in termini quantitativi quelli relativi all’involucro (coibentazione) e per la sostituzione degli infissi, mentre in termini di risparmio di energia la parte del leone l’hanno fatta gli interventi di sostituzione degli impianti termici. Nel complesso, in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna si è realizzato il 60% degli interventi totali.
L’Enea stima che il costo degli investimenti complessivi finora realizzati, un dato tuttavia ancora parziale, si aggirerebbe intorno agli 11,1 miliardi di euro per un importo relativo alla detrazione (cioè alle mancate entrate per le casse erariali nei prossimi anni) pari a circa 6,1 miliardi di euro. “Ma cosa possiamo mettere come contropartita a queste cifre?”, si è chiesto Valentini. L’elenco è interessante: tra risparmi sulla bolletta energetica nazionale, entrate per il fisco per i prodotti e servizi realizzati, incremento del valore degli immobili post interventi, i benefici economici si aggirano intorno ai 10 miliardi di euro, cioè ben 4 miliardi in più dei ‘costi’ per le detrazioni. A questi benefici ne vanno aggiunti altri di più difficile quantificazione, come i minori costi collettivi per la CO2 risparmiata, lo sviluppo del tessuto produttivo e dell’occupazione, l’innovazione tecnologica, ecc.
Nel corso del convegno curato dall’Enea si è ventilata anche l’ipotesi di una stabilizzazione dell’incentivo della detrazione fiscale, ma probabilmente, si è detto, sarà difficile far convivere questo meccanismo con altri che potrebbero essere messi in piedi, come un conto energia ad hoc e una rimodulazione dei certificati bianchi. I decreti attuativi che definiranno questi nuovi incentivi dovranno essere pubblicati entro la fine di settembre.

 

Assolterm
In sintesi ecco ciò che è stato detto al Convegno “Il tetto che scotta: incentivi e sfide del solare termico al 2020”, organizzato da Assolterm, l’associazione di categoria del solare termico. 
Il mercato italiano del solare termico rappresenta il 12% delle installazioni dell’Unione Europea ed è uno dei più importanti mercati del continente. C’è però ancora molto da fare e puntare a un nuovo sistema incentivante, un conto energia per le rinnovabili termiche in grado di portare la diffusione della tecnologia dagli attuali 2,6 milioni di metri quadrati di collettori installati a oltre 18 milioni di mq entro il 2020. 
Il mondo del solare termico italiano ha affrontato alla Fiera di Verona le prospettive e le sfide legate alle novità introdotte dal decreto di recepimento della direttiva europea sulle rinnovabili (Dlgs 28/2011), approvato a marzo.
Secondo Valeria Verga, segretario generale di Assolterm “il decreto legislativo ha avuto il merito di riequilibrare l’attenzione nei confronti delle termiche, rendendo obbligatorio installare queste tecnologie sui nuovi edifici. Un provvedimento che porterà ad un nuovo sistema incentivante per queste fonti, probabilmente uno specifico conto energia i cui costi verranno spalmati sulle bollette del gas”.
Una novità che continuerà a sostenere il solare termico dopo la detrazione fiscale del 55% destinata a chiudersi il 31 dicembre 2011. 
Il mercato italiano del solare termico è passato, con l’introduzione della detrazione, dai circa 350mila metri quadrati annuali nel 2007 agli attuali 500mila mq del 2010. Oggi ha un giro d’affari di circa 500 milioni di euro, con un occupazione diretta di 5mila addetti.
Se però consideriamo l’installato per abitante le cose non vanno ancora benissimo: siamo a 0,04 mq pro capite contro gli 0,43 dell’Austria, con una media europea di 0,06 mq/abitante.
Il nuovo decreto legislativo obbligherà a installare, nei nuovi edifici o in caso di ristrutturazioni sostanziali, fonti rinnovabili (non elettriche) in modo da soddisfare almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda e una percentuale minima dei consumi termici totali che salirà dal 20% nel 2012 al 30% nel 2014 e al 50% a partire dal 2017. “Obblighi ambiziosi – ha fatto notare Valeria Verga – che però purtroppo non valgono per le ristrutturazioni minori e per quelle limitate agli impianti termici, neppure per le aree sottoposte a vincolo e solo in parte nei centri storici
Riccardo Battisti, sempre di Assolterm, riguardo al nuovo incentivo ha spiegato che “le tariffe dovranno essere stabilite in modo da sostenere la tecnologia, ma non essere tanto elevate da attirare gli speculatori e far arrivare nel settore operatori non preparati adeguatamente”. Il decreto stabilisce che l’incentivo abbia una durata massima di 10 anni e che le tariffe non calino nei primi due. La proposta dell’associazione è di farle scendere del 20% ogni 4 anni o comunque al superamento di determinati obiettivi (cap) sull’installato. Nel caso in cui il conto energia durasse 10 anni, Assolterm propone che si parta con una tariffa di 0,15 euro/kWh per arrivare a 0,10 nel 2020. A quella data il conto energia, assieme alle installazioni obbligatorie (non incentivate), dovrebbe favorire l’installazione annuali di circa 3 milioni di mq l’anno. Il costo è stimato in circa 220 milioni di euro all’anno.

 

Assotermica
“Fornire con le rinnovabili sufficiente calore da soddisfare gli obblighi sarà una sfida non banale per i progettisti, ha spiegato Stefano Casandrini di Assotermica. Tra le possibilità illustrate quella di integrare le pompe di calore con il solare termico e altre tecnologie.
Un altro problema che si accentuerà nel corso dei prossimi anni è la competizione tra solare termico e fotovoltaico per lo spazio sulle strutture edilizie. “Da un punto di vista impiantistico avrebbe più senso tenere il solare termico sul tetto e spostare gli impianti fotovoltaici su frangisole, pensiline o altre strutture esterne ha spiegato Casandrini.
 

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