Decreto Rinnovabili, le proposte di modifica dei produttori di energia

Arrivano le prime proposte di modifica sul Decreto n. 28 del 3 marzo 2011 anche se in realtà la bozza del decreto attuativo non è ancora stata presentata dal Governo, evidentemente occupato in altre questioni.

 

Le richieste dell’Aper

L’Associazione Italiana produttori di energia rinnovabile (Aper) ha inviato al Ministero dello sviluppo economico una proposta per la stesura delle norme attuative del decreto. In tale proposta si richiede la deifinizione immediata degli incentivi al fotovoltaico, realizzata in modo tale da tutelare gli investimenti già avviatiin base al Terzo Conto Energia, e la fissazione dei valori d’incentivazione per gli impianti che passeranno dal sistemi di Certificati verdi (che attestano la produzione) a quello d’incentivazione, dal 2016 in avanti.

Aper, inoltre, presenterà un esposto alla Commissione Europa contro il Decreto che viola che recepisce e che fino a oggi ha portato a effetti contrari rispetto a quelli che avrebbe dovuto scaturire (cioè incentivare la produzione energetica da fonti rinnovabili).

 

Quelle di Assosolare…

Assosolare (tre giorni fa) aveva esposto la propria posizione, richiedendo l’eliminazione del tetto annuale, la riduzione graduale degli incentivi e lo stanziamento di (almeno) 7 miliardi di euro/anno per portare questo settore industriale allo sviluppo.

 

 

… e della Conferenza delle Regioni

Già il 31 marzo la Conferenza delle Regioni aveva chiesto di effettuare i tagli in modo molto graduale e di applicare gli incentivi del Terzo Conto Energia almeno fino al 2011. Il Governo ha del resto già detto che i tagli saranno, fino al 2011, piccoli, che il tetto massimo sarà in megawatt ma in denaro e che c’è la possibilità di usare i “vecchi incentivi” entro il 31 maggio per gli impianti entrati in esercizio. Ma cosa significa entrati in esercizio? Terminati? O allacciati? 

 

 

Le idee del Governo, insomma, sono molte e continuano a contraddirsi l’una con l’altra. I produttori sono spiazzati, il Governo vacilla e non assume posizioni decise. Ma… i soldi che (probabilmente – come sappiamo nemmeno su questo punto c’è chiarezza) verranno spesi per il piano nucleare, non possono essere spesi per incentivare la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili? Non era questo l’obbiettivo del decreto di recepimento della Direttiva europea?

 

 

a cura di Giacomo Sacchetti

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