Decreto Omnibus, stop al Nucleare. E il referendum?

301 voti a favore.  Via libera della Camera al Decreto Omnibus, che contiene, tra le altre cose, le norme che dovrebbero disinnescare, nell’intenzione della maggioranza, il referendum sul nucleare. La parola corretta è “congelare”, vale a dire tenere “in stand by” tutti i programmi sull’atomo, A quale scopo? “Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche”. Ed è così che l’Opposizione insorge, si grida all’imbroglio, alla truffa. Il governo, in effetti, si tiene la porta aperta per riprendere il programma nucleare quando, come ha detto Silvio Berlusconi, i cittadini “si saranno tranquillizzati”. Come a dire: “Su una questione così ininfluente per la vita dei cittadini” (che sono quelli che eventualmete avranno le centrali sotto casa) “vogliamo decidere solo noi del Governo. Quindi aspettiamo e magari tra un pò i cagnolini si calmeranno. Allora potremo fare come ci pare”.

 

Le opposizioni si stanno organizzando contro una manovra che punta a impedire il raggiungimento del quorum, per ovvi motivi facilmente trainato dal nucleare, anche per gli altri referendum in programma, quelli sull’acqua e, soprattutto, quello sul legittimo impedimento.

 

La parola passa alla Corte di Cassazione, ultima speranza dei referendari, che dovrà stabilire se le nuove norme rendano inutile o meno lo svolgimento del referendum. La decisione non prenderà in esame le norme prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Il post Fukushima
Il decreto prevedeva prima una moratoria di un anno del programma nucleare. Poi un emendamento del governo, approvato in Senato, ha abrogato tutte le norme che riguardano la realizzazione di impianti nucleari decise con la legge 99(2009, stabilendo però che tra un anno il governo vari una strategia energetica nazionale, dalla quale non è esclusa l’opzione nucleare. 
La valutazione è stata spostata di un anno anche perchè l’Unione Europea inizierà gli stress test sulla sicurezza degli impianti il 1° giugno. E l’Italia, come ha spiegato il ministro Vito, “ha deciso di aderire”.
Almeno questa decisione l’abbiamo presa.
Nucleare si, nucleare no. L’impressione è che il Governo non abbia non solo una politica a riguardo, ma nemmeno un’idea da cui partire per prendere una decisione.Senza considerare il fatto che prima del disastro di Fukushima, il nucleare era come se non esistesse. In Italia procedeva con una Legge (la 99/2009 appunto) tanto traballante da essere messa immediatamente in discussione dopo il disastro giapponese. 

 

Ieri, in una giornata tesa in Aula (strano che non siano arrivati alle mani), con tutte le opposizioni che hanno attaccato la maggioranza sul nodo referendum, il Governo, per non incontrare sorprese, e perchè è sempre meglio fare le cose con molta calma, si è limitato a recepire, senza arrivare al voto, un ordine del giorno del Pdl che lo impegna a “rendere definitiva la sospensione” del programma nucleare.
“Recepire” e “definitivo” portano su due starde diverse: la prima parola ci dà un senso di vago, la seconda ci dà un’idea precisa. Come spesso accade. Il Governo ha “recipito”, non ha “deciso in via definitiva”.
E siamo quindi daccapo: che ne sarà del nucleare? Il referendum ci sarà o no? In Italia dobbiamo evidentemente accontentarci delle cose a metà. Come la crescita economica: nel nostro Paese si attesta intorno a poco all’1%, la media europea è maggiore al 4%. E il Ministro tremonti è molto soddifatto… 

 

di Giacomo Sacchetti

 

 

Nell’immagine di apertura protesta al Pincio a Roma

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