Daroca, uno spazio urbano per la protezione e valorizzazione dei resti archeologici

Il progetto di Sergio Sebastián Franco per la città di Daroca, Saragozza, Spagna, risolvere i problemi aperti da un fruttuoso scavo archeologico urbano, con le conseguenti necessità conservative ed espositive, e quelli, ad esso connessi, di creare nel sottosuolo uno spazio dedicato a funzioni culturali.

 

I resti archeologici emersi dalle campagne di scavo nella città di Daroca rappresentano sotto il profilo culturale, in particolare per ciò che attiene allo sviluppo urbanistico, l’evoluzione di questo antico insediamento di origini romane, dal primo impianto fino ad oggi. In questo senso, la stratigrafia documentata è particolarmente significativa, giacché riassume una storia di oltre 2000 anni. Per via di questo importante ritrovamento è stato indetto un concorso di idee, con l’obiettivo di ottenere soluzioni che risolvessero il rapporto tra i nuovi spazi richiesti dalla committenza, funzionali alle esigenze contemporanee di fruizione pubblica, e gli antichi resti.

 

Il progetto vincitore, ora realizzato, mantiene inalterato il tracciato urbano di questa città storica. l resti più significativi sono stati integrati nello spazio archeologico e, indipendentemente dal loro stato di conservazione, sono stati mantenuti attraverso diverse tecniche a seconda dei casi, attraverso interventi conservativi leggeri o consolidamenti a supporto di trattamenti superficiali.

 

La logica d’intervento su cui si basa il progetto è quella di intendere gli scavi archeologici come parte attiva del nuovo programma funzionale e distributivo, come una presenza di grande valore storico concretamente in grado di trasformare lo spazio urbano, rivitalizzandolo e arricchendolo.

 

Fare architettura nella città storica richiede sensibilità verso la preesistenza, attenzione nella scelta dei materiali e soprattutto riflessione sull’atteggiamento progettuale da tenere: in questo caso è stata preferita la strada della coesistenza a quella della mimesi, realizzando un intervento di carattere contemporaneo ma sensibile al contesto, attento alla memoria storica e coerente con le necessità attuali.

 

Il suolo della città storica di Daroca si erge ora come una grande copertura che rivela la presenza dei nuovi spazi sottostanti a protezione dei resti archeologici, già lungo i percorsi di avvicinamento: la nuova architettura è generata dal tessuto urbano, come un nuovo spazio pubblico che comprende e protegge la storia della città. La rispondenza alle esigenze funzionali stabilite dalla committenza si è concretizzata in un ricco dialogo con i resti archeologici all’interno di uno spazio a più livelli, comprendente una sala conferenze, una sala riunioni e un piccolo museo.

 

Il nuovo sistema di copertura si innesta nel tessuto urbano anche attraverso nuovi fronti architettonici, sviluppati in continuità con l’edilizia preesistente affacciata sui percorsi della città storica, ma caratterizzati anch’essi da materiali contemporanei come l’acciaio corten e il cemento a vista.
È con tali strumenti che si è generata una nuova immagine urbana, un palinsesto silenzioso nato dal rispetto per la città storica; non una semplice strategia di conservazione ma un progetto che si fonda sulla comprensione del luogo e della preesistenza.

 

Il progetto è vincitore della Medaglia d’oro ex-aequo alla quarta edizione del Premio Internazionale “Domus Restauro e Conservazione”.


L’articolo completo è pubblicato nella e-zine “Conservazione”

 

Nell’immagine, i percorsi della città storica di Daroca: una delle vie di accesso alla nuova piazza

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