DARK MATTER

Mentre i cantieri del progetto di ampliamento del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato firmato da NIO architecten sono appena iniziati, il 14 aprile si inaugura a Milano il nuovo Museo Pecci, sede distaccata di Prato.
Il Museo Pecci Milano aprirà al pubblico con DARK MATTER, inedita installazione di Maurice Nio. In esposizione dal 14 aprile al 19 giugno 2010, l’opera rivela l’approccio poetico e artistico dell’architetto olandese alla cultura progettuale, dando forma al mistero dell’immaginazione.

 

L’architetto olandese Maurice Nio torna in Italia. E le motivazioni sono molteplici. Finalmente l’ampliamento del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato comincia a diventare realtà. I cantieri di SENSING THE WAVES, questo il nome del progetto che Maurice Nio ha presentato al pubblico nell’estate del 2007, sono appena iniziati e si concluderanno nel 2012.
Il progetto, commissionato dalla famiglia Pecci e sostenuto dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana, intende riqualificare i servizi del museo in base alle attuali esigenze di accessibilità, flessibilità e visibilità. “Rispetto al carattere rigido e meccanico della struttura preesistente – in parte ispirato all’architettura industriale di Prato -, il nuovo progetto – racconta Nio – propone un linguaggio intessuto di forme fluide e sognanti. Abbraccia e circonda l’edificio originario, sfiorandolo solo quando è necessario”.
Nel frattempo, il Centro Pecci approda a Milano, all’interno di uno spazio concepito come una vetrina destinata a promuovere le proprie attività oltre i confini territoriali entro i quali opera dal 1988. E ad inaugurare il nuovo polo sarà DARK MATTER, inedita installazione di Nio con la quale il progettista rivela, ancora una volta e con modalità espressive diverse, la natura emozionale, sensuale, misteriosa del suo approccio progettuale. “Dare forma all’incomprensibile, ad un linguaggio che intuiamo ma non riusciamo a decodificare”: questo l’obiettivo della ricerca di Nio, pronto a recepire, come il sensore da lui stesso disegnato per l’ampliamento di Prato, le dinamiche della creatività.
La sua indipendenza dai più consueti percorsi dell’architettura contemporanea, la sua sensibilità, il confronto con l’arte contemporanea sono tutte indicazioni di uno spirito indipendente e votato alla continua ricerca di forme di interazione, ma anche di interferenza, fra discipline apparentemente distanti fra loro, eppure capaci di accostarsi, di intrecciarsi, di sovrapporsi. La progettualità di Nio non rimane prigioniera nelle briglie della consuetudine, piuttosto si apre all’immaginazione, si proietta verso sfere, dimensioni e fenomeni da decodificare.
Ora attraverso lo spazio architettonico, ora attraverso l’oggetto artistico, ora attraverso le dinamiche della narrazione, alle quali Nio è sensibile fin dall’inizio della sua carriera.
Il nuovo spazio di Milano, individuato all’interno di un edificio di archeologia industriale situato lungo i Navigli, “funzionerà come una dépendance” del centro di Prato: ospiterà conferenze, mostre, presentazioni di progetti editoriali, ma soprattutto accoglierà una delle più interessanti collezioni d’arte contemporanea italiana. “Il vero motore del progetto di espansione del Centro Pecci a Prato e a Milano – spiega Marco Bazzini, direttore artistico del Centro Pecci – è la collezione permanente raccolta in oltre 20 anni. La possibilità di valorizzare le oltre 1.350 opere d’arte contemporanea, potendole esportare, è per noi un’importante opportunità”.

 

DARK MATTER: l’installazione di Maurice Nio
L’oggetto, disegnato da NIO architecten, è una scultura nera in poliestere, lunga 17 metri, rappresentante 8 animali intrecciati l’uno con l’altro. Un elemento riflettente in acciaio, posizionato ad una delle estremità della scultura, riflette sia l’immagine della scultura stessa che 12 video stream di animali, registrate da webcam che si trovano in posti perlopiù esotici.
Ormai viviamo in un mondo che sta diventando sempre più trasparente. Siamo in grado di indagare misteri, segreti, di insinuarci nelle sequenze genomiche, cancellando irregolarità, razionalizzando, appiattendo il diverso al punto da creare un’omogeneità tale da rendere trasparente ogni cosa e, contemporaneamente, ogni cosa oscena. Ne strappiamo i veli, lasciandola muta, cruda e banale. Una volta raggiunto il punto di trasparenza totale, ci troviamo anche in uno stato di oscenità totale. Se togliamo tutti i veli, non ci resta altro che la crudezza banale. La seduzione è sparita.
Allo stesso tempo però abbiamo la consapevolezza che il 90% del nostro universo è composto da materia nera. E forse questa materia potrebbe essere la causa di tanti fenomeni incomprensibili nel nostro universo. Di contro, l’ipotesi porta con sé che fortunatamente solo il 10% del nostro universo potrebbe essere veramente trasparente e osceno. La nostra ricerca si fonda sul tentativo di dare forma proprio a quel 90% in cui scorra l’unico, eppur ampio residuo di purezza emotiva. Dare forma all’incomprensibile, ad un linguaggio che intuiamo ma non riusciamo a decodificare. Restituire materia, plasmare l’implasmabile attraverso lo strumento sineddotico. Così un ruggire, un cinguettare, un sibilare ci assorbono, comunicando ad un livello superiore e inconscio. Quando poi questi suoni si ritirano striscianti nell’ombra, si confondono e contorcono tra loro fino a raggiungere un nuovo spettro visivo nella quadridimensionalità”.

(testo di Maurice Nio)

 

Maurice Nio (1959) si è laureato cum laude come architetto nel 1988 presso la Facoltà di Architettura della University of Technology di Delft con il progetto per una villa per Michael Jackson, il più singolare progetto di tesi di quell’anno. Tale progetto è stato di vitale importanza per la formazione del suo modo di lavorare ibrido. Attraverso un misto di processi mentali al tempo stesso mitologici e pragmatici, di strategie di progetto criptiche e allo stesso tempo completamente trasparenti, egli ha realizzato progetti con BDG Architekten Ingenieurs (1991-1996), come ad esempio l’enorme inceneritore di rifiuti aviTwente. Con VHP stedebouwkundigen + architekten + landschapsarchitekten (1997-1999) ha realizzato il Zuidtangent, la più estesa linea di trasporto pubblico ad alta qualità in Europa. Dal 1 gennaio del 2000 egli opera con il proprio studio NIO architecten e attualmente sta lavorando per lo shopping center più bello del mondo e per la più oscura casa galleggiante in Olanda. Maurice Nio ha tenuto molte conferenze nel suo Paese e all’estero, ma ha deciso che non gli interessa più insegnare nelle scuole d’arte, nelle accademie, nelle università. Vuole invece progettare libri, o realizzare la sua ottava produzione video, oppure scrivere ancora articoli su sviluppo urbano, architettura, film, video, televisione, fotografia o danza. I suoi libri You Have the Right to Remain Silent (1998) e Unseen I Slipped Away (2004), così come la mostra SNAKE SPACE, sono stati un successo. In Italia, Nio è attualmente impegnato nel progetto di ampliamento del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, la cui apertura è prevista per il 2012.

 

SCHEDA EVENTO

 

MUSEO PECCI MILANO
sede distaccata del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato

 

presenta

 

DARK MATTER
NIO architecten

 

Dove
Ripa di Porta Ticinese 113
Milano

 

Quando
inaugurazione
14 aprile 2010, ore 18.00 – 24.00

apertura
15-19 aprile 2010, ore 18:00 – 23:00
21 aprile – 19 giugno, ore 17:00 – 21:00 (mercoledì, giovedì, venerdì)

 

MUSEO PECCI MILANO
via Ripa di Porta Ticinese 113, Milano
15 – 19 aprile 2010, ore 18:00 – 23:00
21 aprile – 19 giugno, ore 17:00 – 21:00 (aperto mercoledì, giovedì, venerdì)
Ingresso libero

 

Nell’immagine, l’installazione DARK MATTER di NIO architecten, 2010, in esposizione al Museo Pecci Milano fino al 19 giugno 2010

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