Daniel Libeskind, Contemporary Jewish Museum: omaggio a San Francisco, capitolo 2

Mission Street, downtown San Francisco, in pochi metri si incontrano tre dei più importanti musei della città: SFMoMA, Yerba Buena Center for the Arts e il Contemporary Jewish Museum inaugurato nel 2008.

 

Il progetto porta la firma inconfondibile di Daniel Libeskind: il nuovo museo che ospita mostre temporanee e attività di formazione è dedicato alla riscoperta e valorizzazione della cultura e della comunità ebraica di San Francisco ed è ospitato all’interno della vecchia centrale elettrica di Jessie Street.
L’edificio risalente a fine 1800 venne gravemente danneggiato del disastroso terremoto del 1906 e fu ricostruito pochi anni dopo come centrale di trasformazione su progetto dell’architetto Willis Polk, aderente al movimento City Beautiful.
Nel 1976 fu dichiarata monumento nazionale grazie alla facciata monumentale in tipico stile Beaux Arts che utilizza laterizio faccia a vista e un cornicione decorativo oltre a statue di putti su una delle entrate principali. La facciata ornata contrasta con la sobrietà degli interni ove la struttura in acciaio lasciata a vista ospita l’edificio ideato da Libeskind come fosse un contenitore in cui tradizione e innovazione si “intersecano”, metafora del rapporto passato-presente.

 

Il progetto si basa sull’espressione ebraica “L’Chaim” che significa “alla vita”, un’espressione molto usata che in questo museo non solo acquista valore per il significato in sé e per sé ma attraverso la simbologia delle due lettere che compongono la parola chai (chet e yud ) genera la forma stessa del museo, in armonia con la tradizione ebraica secondo cui le lettere non sono semplici segni ma elementi fondamentali della storia che raccontano. La forma dirompente del nuovo edificio fuoriesce all’esterno sul lato minore della vecchia centrale, mostrandosi in due volumi in acciaio scuro, spezzati e ruotati rispetto alla facciata esistente.
La simbologia ebraica guida il progetto anche all’interno dove protagonista è una facciata inclinata in cui sono intagliate a tutta altezza e illuminate le lettere PaRDeS, acronimo che deriva dalle lettere iniziali che indicano i quattro possibili livelli di lettura di un testo: il livello letterale (Pshat), quello allegorico (Remez), quello morale (Drash) e quello mistico (Sod).
Il museo ha scelto di abbracciare questa simbologia per proporsi come luogo di tolleranza, dove molteplici interpretazioni e culture possano incontrarsi, incoraggiando l’apertura mentale verso l’esplorazione di diversi di layers di percezione.


di Simona Ferrioli


SCHEDA PROGETTO
Contemporary Jewish Museum


Luogo
San Francisco


Committente
Contemporary Jewish Museum


Progetto
Studio Daniel Libeskind


Realizzazione
2008


Per ulteriori informazioni
daniel-libeskind.com
www.thecjm.org

 

Nell’immagine di apertura, vista del museo dalla piazza antistante. Foto © Simona Ferrioli

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico