Dalle Città dell’Aldilà

Afterville. Divine Design. “Visioni” di Pierre Clayette,Toni Cordero, Simon Marsden, Aurélien Police…

 

Dalle Città dell’Aldilà. Afterville, Divine Design è il titolo della nuova mostra inaugurata al MIAAO di Torino che conclude il programma di “Afterville. Tomorrow comes today”, il ciclo di eventi culturali dedicato alla città del futuro nell’immaginario della comunicazione di massa collegati al XXIII Congresso Mondiale UIA Torino 2008 e iniziati nell’ottobre del 2007 proprio al Museo Internazionale delle Arti Applicate con il successo di  Astronave Torino. Turin Spaceship Company.
Se Astronave Torino  ha rappresentato il decollo verso Afterville, la nuova mostra intitolata “Dalle Città dell’Aldilà. Divine Design” concluderà questo viaggio culturale, un anno dopo, atterrando sempre al MIAAO.  La mostra, curata da Enzo Biffi Gentili, Luisa Perlo, Elisa Facchin e Undesign,  vuole raccogliere diverse visioni “estreme” delle città, testimonianze “dall’Aldilà”.
Protagonisti assoluti di questa nuova esposizione per molti versi inedita e ‘inaudita’, che vuole, deliberatamente, “sorprendere” al momento della sua inaugurazione,  sono anche architetti e artisti che già ci guardano dall’Aldilà. Ecco alcune anticipazioni.
Il primo omaggio “alla memoria” sarà tributato al pittore, scenografo e costumista  parigino Pierre Clayette (1930-2005), con l’esposizione – la prima mai realizzata in Italia – di ventiquattro suoi quadri “piranesiani”, che hanno come soggetti paesaggi e architetture fantastiche, dai titoli rivelatori (Compositions aux monuments, Château des blizzards, Ville dans la spirale, Arsenal de l’imaginaire, Aux frontières de l’Empire). Clayette, già protagonista del “realismo fantastico” teorizzato da Louis Pauwels e illustratore per la celebre rivista “Planète” di testi di Borges, Rimbaud e altri grandi scrittori, può essere considerato un alter-ego artistico del grande pittore-architetto italiano Fabrizio Clerici, anch’egli autore di rappresentazioni urbane “metafisiche”.
Un altro omaggio verrà reso all’architetto torinese Toni Cordero (1937-2001), forse l’ultimo esponente di una tradizione subalpina di grandi “eccentrici” del secondo ‘900 come Carlo Mollino, Enzo Venturelli, Elio Luzi, Paolo Soleri. Mai Torino e il Piemonte hanno dedicato una mostra al suo lavoro, peraltro ammirato dalla critica a livello nazionale ed europeo. Toni Cordero nelle diverse fasi nelle quali si può dividere in linea di massima la sua vicenda professionale è stato prima sofisticato interprete del gusto dell’altissima borghesia piemontese; poi, con la sua scelta di un progetto “contaminato” e “frammentato”, protagonista alternativo di un design prossimo a una nuova arte decorativa; infine un innovatore nell’exhibition design, sovente in spazi storici sacri, come quelli di San Filippo Neri a Torino dove allestì le mostre del progetto DIOCE (“la città che ha terrazze color delle stelle” cantata da Ezra Pound) documentate fotograficamente, magistralmente, da Pino Dell’Aquila.
La fotografia è anche il mezzo espressivo dell’inglese Sir Simon Marsden, forse il più grande specialista europeo in riprese di ambienti insieme terrestri e “ultraterreni”, dai cimiteri a edifici in rovina più o meno “infestati”, resi con sofisticate personalissime  tecniche di stampa dalle inquietanti luminescenze e dalle ombre davvero molto notturne, mai prima d’ora “apparse” nel nostro Paese del Sole.
Anche il giovane francese Aurélien Police è alla sua prima personale italiana, ma le sue rappresentazioni architettoniche e urbanistiche sono realizzate esclusivamente al computer. Può essere considerato come uno degli esponenti più colti di una tendenza Steampunk per il suo riferirsi ad altissimi modelli letterari ed artistici, come in un suo splendido originalissimo d’après da L’isola dei morti di Arnold Boecklin, trasformata in un perturbante sito di archeologia industriale, irto d’antenne.  Tutte le opere in mostra sono caratterizzate dall’ irruzione del “visionario” nel “monumentale”, da una coniugazione della memoria storica con l’utopia progettuale, sia quelle degli autori citati che di altri che faranno prossimamente il loro ingresso, clamoroso, sulla scena delle Città dell’Aldilà…

 

Afterville, un progetto ideato da Undesign con Fabrizio Accatino e Massimo Teghille e promosso dall’Ordine degli Architetti di Torino, è anche un logo che ha segnato un anno di eventi ufficialmente collegati al Congresso Mondiale degli Architetti UIA di Torino 2008.

 

LA MOSTRA
Titolo
: Dalle Città dell’Aldilà. Afterville. Divine Design.
Dove: Miaao – Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi -Via Maria Vittoria 5 – Torino
Durata: dal 4 ottobre al 31 dicembre 2008
Informazioni al pubblico: 011.0702350

 

Nell’immagine in alto, Pierre Clayette, Arsenal de l’imaginaire, 1972, olio su tela, cm 60×74. Collezione  SSAA/MIAAO. Foto Studioelle.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico