Dalle Città dell’Aldilà – Pierre Clayette

Pierre Clayette è un “fantastico” pittore, misconosciuto, anche in patria. L’omaggio tributatogli dal MIAAO nell’ambito della mostra Dalle città dell’Aldilà, con l’esposizione di ventiquattro suoi importanti quadri che documentano un trentennio di attività, dall’inizio degli anni ’60 alla fine degli anni ’80, è la prima personale, e antologica, che gli viene dedicata dopo decenni di silenzio espositivo e critico a livello internazionale. Eppure Clayette gode come pittore del patronnage di due gran maestri come Roger Caillois, che lo ammira, e Louis Pauwels, che lo chiama a collaborare alla rivista  “Planète” sin dai primi numeri. Dopo di che tiene, soprattutto a Parigi, diverse mostre personali, ma poi verso l’inizio degli anni ’80 dirada, sino a interromperla, l’attività espositiva. Ma prosegue in quella di illustratore : a esempio emblematico, nel 1984 adorna una preziosa edizione dei Songes de pierres di Caillois. E proprio con parole di Caillois sugli ammoniti fossili, tratte dai Cases d’ un échiquier e tradotte da Agnese Silvestri, si può descrivere un suo capolavoro esposto al MIAAO, intitolato Pour le spectacle du monde, che rappresenta una conchiglia Nautilus “pietrificata”,  e comprendere una delle  cifre  del suo immaginario: “Un’ assonometria d’argento brilla ormai nell’arenaria o nella silice. Essa vi iscrive in un’estensione minuscola il presagio della turbina e allo stesso tempo l’espansione delle nebulose (…) Illustra nello stesso tempo la genesi dei mondi e i macchinari dell’industria…Frammenti vaganti….hanno compiuto la loro opera, permettendo alla cifra di sorgere”. Nel 1986 Clayette illustra l’edizione dell’ Imprimerie Nationale de France delle opere di Arthur Rimbaud, a cura di Cecil Arthur Hackett. E la citazione di un brano di questo illustre specialista, dedicato da alle visioni urbanistiche del sommo poeta francese contenute nelle Illuminations, diviene adesso per noi la migliore interpretazione di tutta la pittura d’architettura di Clayette, le cui città immaginarie, proprio come quelle di Rimbaud “sono una stupefacente sintesi di leggende e di miti, di elementi concreti e astratti, di cose normalmente incompatibili, di oggetti estratti da diversi paesi e da diverse epoche, di rumori e movimenti inattesi. Sono città dove, attraverso un’arte sapiente, tutte le nostre prospettive e categorie sono ribaltate, in opposizione alla moderna barbarie delle nostre città”.

di Enzo Biffi Gentili
Direttore MIAAO

 

LA MOSTRA
Titolo
: Dalle Città dell’Aldilà. Afterville. Divine Design.
Dove: Miaao – Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi -Via Maria Vittoria 5 – Torino
Durata: dal 4 ottobre al 31 dicembre 2008
Informazioni al pubblico: 011.0702350

 

Nell’immagine in alto, Pierre Clayette, Pierres, mémoires des hommes, 1975, olio su tela, cm 80×100. Collezione  SSAA/MIAAO. Foto Studioelle.

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