Dall’architettura al design, maniglie Olivari festeggia i 100 anni

Olivari ha festeggiato alla Triennale di Milano, in occasione del Salone del Mobile 2011, il centesimo anno dalla fondazione con la mostra 100 anni di maniglie Olivari, a cura di Stefano Casciani. Ripercorrere la storia della Olivari è stata l’occasione per rileggere il rapporto continuo e biunivoco tra la cultura del design e la storia dell’architettura attraverso l’evoluzione di un prodotto, la maniglia, solo in apparenza semplice.

 

La mostra, allestita da Fabio Calvi e Paolo Brambilla, ha ripreso la struttura del libro di Casciani “Macchina Semplice. Dall’architettura al design, 100 anni di maniglie Olivari” edito da Skira, che prosegue ed approfondisce lo studio iniziato con il precedente libro “L’Architettura presa per mano”, sempre di Casciani per Olivari, 1992. È quindi divisa in cinque momenti che ripercorrono la storia dell’azienda attraverso documenti e modelli d’archivio, a partire dalla maniglia commissionata da Marcello Piacentini per il Palazzo di Giustizia di Milano fino all’ultima disegnata da Shigheru Ban, passando per celebri modelli come la maniglia di Gio Ponti per Villa Planchart e quella dei BBPR per la Torre Velasca.
Non sono mancate le sperimentazioni in plastica, in alluminio e in vetro, i modelli dei progettisti che hanno fatto la storia del design italiano (Albini, Branzi, Caccia Dominioni, Colombo, Gardella, Magistretti, Mangiarotti, Mendini, Mari…) e quelli dei protagonisti di oggi (Dordoni, Irvine, Lissoni, Urquiola) così come i progetti di grandi architetti come Holl, Ito, Libeskind e Perrault.

 

Olivari inizia la propria attività a Borgomanero (Novara) nel 1911, con la produzione di maniglie per porte e finestre, in ottone, bronzo e alpacca. A partire dagli anni ‘30 è tra le prime aziende italiane a stabilire un rapporto tra industria e operatori culturali, collaborando con i nomi più prestigiosi dell’architettura di quell’epoca (le maniglie Libertas e Iustitia di Marcello Piacentini sono appunto di quel periodo). Negli anni ‘50, con la collaborazione dell’Istituto Donegani, mette a punto la lega di alluminio e il processo di ossidazione anodica, proponendo la prima maniglia in lega di alluminio ossidata anodicamente, il modello Bica, di Magnaghi e Terzaghi. Altre maniglie vengono sviluppate con protagonisti della ricostruzione post-bellica: Ponti, Mangiarotti, Gardella, Nizzoli, B.B.P.R, Asti, Albini-Helg, Caccia Dominioni, Colombo. Negli anni ‘70, tecnologicamente all’avanguardia e costantemente attenta all’evoluzione del gusto, Olivari propone in Italia un nuovo materiale nel campo delle maniglie, la resina, con i modelli Boma, Iseo e Lario dello Studio Monti GPA, rivoluzionando le forme ed introducendo i colori, destando un grande interesse tra gli operatori professionali. All’inizio degli anni ‘80 si sviluppa commercialmente a livello internazionale e si rafforza tecnologicamente, con le collaborazioni di Giugiaro, Stoppino, Porsche, Bonetto, Magistretti, Mendini, Iosa Ghini. Negli anni ‘90 consolida il suo essere punto di riferimento a livello mondiale nel settore maniglie, per alta tecnologia e grande attenzione alla qualità estetica e formale. Sono di questi anni il premio Compasso d’Oro (1991) e le maniglie progettate da Branzi, Portoghesi, Sapper, Tusquets. Nei primi anni 2000 entrano in produzione i prodotti di Mari, Sargiani, Irvine, Lissoni, Dordoni, Holl, Marino, Bellini, perfetti interpreti del minimalismo formale più rigoroso ai quali si sono da poco aggiunti i prodotti di Urquiola, Ito, Libeskind, Perrault e Ban. Sul fronte della finitura è Superfinish® la grande innovazione, un nuovo ciclo tecnologico brevettato da Olivari, che mantiene inalterati nel tempo il colore e la brillantezza della superficie. Ma la ricerca è andata oltre con Biocromo®, ottenendo un primato mondiale. Si tratta infatti di un processo innovativo ed ecologico di cromatura, la prima ed unica azienda al mondo ad applicare sull’ottone il cromo trivalente anziché il cromo esavalente notoriamente nocivo per la salute e inquinante per l’ambiente.

 

 

Nell’immagine di apertura, vista dell’allestimento della mostra “100 anni di maniglie Olivari” alla Triennale di Milano

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