Da architettura industriale a office design. Il nuovo progetto di Federico Delrosso

Interpretare l’architettura industriale nel suo passaggio dal manifatturiero ai servizi è una sfida progettuale non semplice. Quando poi la richiesta del cliente è di ammorbidire l’estetica lavorativa, creando uffici amministrativi dal “mood domestico”, il progetto diventa un delicato territorio aperto a diversi incroci di pensiero.
Il lavoro nasce con l’unione di due unità immobiliari speculari, che occupavano il 3° e 4° piano di un edificio industriale, interamente ricostruito nel 2009” racconta Federico Delrosso. “L’involucro esterno aveva già un suo carattere molto definito: grandi finestre, passaggi e strutture di raccordo tra i volumi, in acciaio… Tutto insomma faceva pensare ad una ‘macchina’ architettonica dedicata esclusivamente a funzioni lavorative. Non potevamo quindi accentuare ulteriormente questo aspetto”.

 

Siamo partiti dall’idea che, così come i normali spazi abitativi, gli uffici non vivono solo dalle 8 alle 16, perché l’architettura non scompare al tramonto. Perciò se volevamo rendere questi luoghi un po’ più domestici, dovevamo inserire elementi non strettamente razionali e soprattutto dovevamo pensarli come materiale vivibile, 24 ore al giorno: nelle ore diurne sarebbero stati schiettamente funzionali, di sera, o comunque dopo il tramonto, il progetto illuminotecnico avrebbe tirato fuori l’aspetto più emozionale degli spazi.
Non volevamo però creare una contrapposizione esasperata, quanto piuttosto un confronto fluido, per favorire lo scivolamento degli elementi funzionali in quelli emotivi e viceversa”.

 

In effetti l’open space del piano inferiore che ospita le dodici unità operative è quasi algido nella sua suddivisione razionale ma gli fa da contraltare un grande volume oscuro (rivestito in resina) un po’ misterioso, dalla superficie quasi grezza, che nasconde i locali tecnici, la sala “kitchenette”, due bagni e soprattutto due scale aperte, inizialmente fuori asse, che in questo modo sono state reinserite nella simmetria generale dello spazio.
Anche il freddo volume di cristallo, che ospita una sala riunioni, nelle ore diurne può essere ammorbidito da tessuti ondulati per oscurare le pareti, mentre nelle ore serali rivela un’anima lunare, fortemente emotiva, ben sintetizzata nel grande lampadario sferico Moon (prod. Davide Groppi).

 

Il quarto piano ospita quattro uffici direzionali singolarmente chiusi, ma visivamente aperti, perché collegati attraverso una sequenza di setti trasparenti. Alcune lampade Mima (design F. Delrosso per Davide Groppi, segnalazione al XXI Compasso d’Oro 2008) illuminano di sera il cammino del corridoio di raccordo.
Con la sua prospettiva aperta il quarto piano riflette l’open space del piano inferiore pur creando una sensazione di intimità e concentrazione pari, appunto, a quella vissuta negli spazi domestici.
Il “lato oscuro” dello spazio in questo caso è affidato all’elegante pavimento in pregiato rovere scuro con fiamme grigie.

 

In questo progetto c’è un elemento di continuità temporale molto importante” racconta Federico Delrosso “che non abbiamo progettato noi, ma non abbiamo voluto neanche addomesticare con qualche escamotage progettuale: è la città, la ferrovia sottostante, le gru… è il paesaggio vivo 24 ore al giorno, da cui questa architettura credo aspiri parte della sua vitalità”.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Sede Ilario Ormezzano S.p.A. Milano

 

Committente
Ilario Ormezzano S.p.A.

 

Progettista
Federico Delrosso Architects

 

Localizzazione
Milano

Superficie
circa 400 mq su due livelli

 

Arredi
Fantoni,Cassina, Baleri

Luci
Davide Groppi    

 

Cronologia
durata lavori | circa 8 mesi
anno | 2010

 

Photo credits
Fausto Mazza

                                               

Architetto dalle performance internazionali (Italia, Francia, Svizzera, USA, Montecarlo, Turchia), ma con solide basi italiane, Federico Delrosso (nato a Biella nel 1964 e laureato al Politecnico di Milano nel 1996) in pochi anni si è sperimentato nella progettazione di tipologie architettoniche molto diverse: abitazioni private, locali pubblici (ristorazione), uffici… molti progetti di interior ma anche di industrial design.
La precoce esperienza sul campo ha consolidato un talento e una particolare sensibilità per gli spazi, che nei suoi progetti si percepisce come dato immateriale e che Federico Delrosso chiama “la quarta dimensione emozionale”. Detto in altri termini, tanto negli interior quanto nelle architetture, il risultato del sapiente rapporto tra spazi tridimensionali e elaborazione delle superfici è sempre una sensazione di piacevole equilibrio, tipica della buona architettura.
Nel 2008 il suo progetto d’interior per il Ristorante Notime di Montecarlo è tra i finalisti della categoria Hospitality/Restaurant/Casual category del premio “Best of Year Award”, organizzato dalla rivista Interior Design (USA).
Il design
Arrivo al design attraverso il progetto degli arredi su misura che inserisco nei miei progetti di interiors, perché cerco sempre la contestualizzazione dell’oggetto nel dettaglio architettonico. È nata in questo modo la lampada da parete Mima. È un oggetto che scompare letteralmente nei muri perché oltre ad essere a filo, viene dipinta con la stessa pittura murale usata sulle pareti. Quando è spenta se ne percepisce solo una traccia leggera. È stata apprezzata per queste sue caratteristiche da Davide Groppi, che l’ha messa in produzione nel 2007, e dall’ADI per cui è stata segnalata al XXI Compasso d’Oro 2008 ed è entrata a far parte della collezione storica dell’ADI”.

 

 

Federico Delrosso Architects
Corso Italia 68
20122 Milano Italy
E-mail: info@federicodelrosso.com
www.federicodelrosso.com

 

Ufficio Stampa
Map Design Communication
Tel. +39 02 58107983
E-mail: info@mapdesign.it

 

Nell’immagine di apertura, vista dell’area meeting degli uffici di Ilario Ormezzano SpA. Foto Fausto Mazza

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