Crisi di Governo, l’appello del CNAPPC: quando ce vò ce vò

Una cosa doveva fare il Governo: risollevare il Paese. Non era un compito facile, ma era obbligo dei Ministri continuare a provarci, non aprire la crisi, non scappare per difendere interessi di parte. A proporsito di questo argomento, pubblichiamo l’appello di Freyrie, Presidente del Cnappc. E intanto l’IVA aumenta al 22%, aggiungiamo noi. Dal primo ottobre 2013, cioè da domani.

 

“È un’ulteriore prova di irresponsabilità quella che in queste settimane sta dimostrando tutta la classe politica italiana, fuori e dentro le istituzioni, in tutti i partiti. Classe dirigente che, a riprova della sua inadeguatezza, continua gli stupidi giochi di potere, cieca e sorda rispetto ai concreti bisogni del Paese, ma, a differenza delle tre scimmiette, anziché essere muta, è capace solo di sbraitare su argomenti inutili e  insulsi”.

 

Queste le parole decise di Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, a commento delle dimissioni dei Ministri e dei Parlamentari del PDL di sabato pomeriggio.

 

“Alle ultime elezioni, gli italiani – e tra loro gli architetti – consapevoli della crisi gravissima che sta distruggendo il tessuto economico e il lavoro, hanno affidato alle diverse forze politiche un’unica chiara missione: quella di realizzare poche urgenti riforme al fine di garantire l’occupazione, rilanciare lo sviluppo, difendere l’ambiente. Con la speranza – così come è accaduto nei momenti di peggior crisi della nostra democrazia – che tutti, maggioranze e opposizioni, lavorassero per il bene comune mettendo temporaneamente da parte gli interessi particolari e le ideologie“.

 

“Gli architetti italiani – continua – così come gli imprenditori, i sindacati, le associazioni di categoria, lo hanno fatto con grande senso di responsabilità facendo proposte condivise per mitigare i sacrifici che tutti hanno fatto senza protestare, per uscire dall’emergenza e costruire un Paese migliore. Ora – scaduto il tempo degli appelli –  pretendiamo che ogni eletto si assuma la responsabilità di rappresentare la Nazione, come impone la Costituzione, che, con l’inesausta voce del Presidente della Repubblica,chiede poche e urgenti azioni che permettano di agganciare la ripresa e di salvare gli italiani dalla disoccupazione, in modo possano mantenere le proprie famiglie e costruirsi un futuro”.

 

di Giacomo Sacchetti

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