Creatività urbana sostenibile, il progetto Superhero di OFL Architecture

Il progetto Superhero di OFL Architecture, elaborato per lo Street Fest Competition 2013, lanciato dal New Museum di New York, propone una serie di moduli, destinati a contenere spazi espositivi, commerciali e per il tempo libero, auto-costruiti, componibili, riciclabili, facili da assemblare ed economici, in grado di innescare un “gioco urbano” che rigenera e riqualifica gli spazi della città favorendo le interazioni sociali.

 

Se si volesse riassumere il percorso della vita biologica e il ruolo che l’uomo ha giocato nella storia del pianeta Terra, si dovrebbe cominciare dalla prima cellula organica per giungere fino a Usain Bolt. Sorprendentemente non impiegheremmo più di sessanta secondi, perché l’evoluzione ha seguito regole molto semplici e precise.
La chiave del successo è questa: coloro che si sono adattati alle specifiche condizioni del loro contesto sono sopravvissuti, gli altri sono scomparsi. Allo stesso modo, lo spazio che l’uomo ha iniziato a costruire per soddisfare i propri bisogni, dalla capanna preistorica alla odierna città di New York, ha seguito le medesime regole. Semplici elementi non coordinati sono fioriti per diventare metropoli, dove gli edifici moderni competono spasmodicamente per arrivare alle nuvole.

 

Allo stesso modo, seguendo le stesse semplici regole, il progetto Superhero propone una serie di unità-cellule composte da componenti ripetuti auto-costruiti. Tra questi, il rapporto, oltre a quello che lega i moduli che nascono come deviazione di un sistema archetipico di base, è una sorta di gioco a scala urbana in cui gli elementi si susseguono e si raggruppano in un unico round finale, il “Big Brother”, quando il gioco (o l’evento) finisce.
Ogni modulo Superhero può essere compattato in una scatola di cartone di 1 metro cubo. Componenti modulari in PVC, tubi e collegamenti, opportunamente montati, rappresentano la struttura di base di ciascuna unità.
Su questi moduli possono essere tesi teli o filati di cotone che compongono una superficie di tipo organico e fluido, configurandosi come una tenda grazie al tensionamento delle superfici morbide oltre lo scheletro della struttura.

 

Il sistema consente la creazione di spazi espositivi o moduli da utilizzare come aree commerciali, molto economici e facili da assemblare, che possono essere utilizzati più volte, trasportati e rimontati in qualunque luogo, in funzione della loro dimensione. I moduli possono a loro volta essere combinati tra loro per creare spazi più ampi.
La forma della “cellula” moltiplica esponenzialmente la superficie del modulo destinato a spazio commerciale, utilizzando tiranti, funi o pareti.
Tubi e raccordi sono assemblati per realizzare la struttura principale, base di una infinita gamma di combinazione di elementi semplici. Come in un processo biologico, il sistema crea una “pelle” la cui forma è determinata dalla deviazione delle rigide regole della linearità; le superfici sono tese tra gli elementi che si mettono in gioco, così come la pelle di uno strano animale primordiale.

 

A scala urbana i moduli sono combinati come in una sorta di grande gioco da tavola “spalmato” sul perimetro di un intero isolato; ogni slot trasmette un messaggio (sociale, artistico, ecologico, ecc.) o un’informazione utilizzando una connessione Internet mobile. Scopo del gioco è mescolare arte e società utilizzando elementi ludici che intrecciano percorsi artistici, commerciali e sociali, per permettere alle persone di contribuire attivamente all’evento sentendosi parte di esso.
Il gioco prevede anche caselle “ostacoli”, piccoli inconvenienti quali tornare al punto di partenza o saltare la “casella opportunità”.
La conclusione del gioco coincide con un evento-Festival all’interno di un grande padiglione formato da tutti i moduli aggregati insieme. Questo evento prende il nome di “Big Brother”.
Tra i premi in palio, una visita al New Museum (la cui volumetria ricorda, essa stessa, un gioco di cubi o semplici elementi geometrici sovrapposti e sfalsati tra loro). Il Museo richiama il concept di progetto, come un gioco che include la creatività e l’immaginazione delle persone che hanno realizzato l’opera d’arte dall’interno.

 

Dopo l’evento, ciascun padiglione Superhero può essere riciclato e venduto a chiunque voglia realizzare uno spazio personale, proprio come una piccola opera d’arte privata.
Durante l’evento è prevista la vendita del kit di montaggio, che diventa una sorta di elemento virale che permette all’intero sistema di “riprodursi”. Esso può sorgere ovunque, e ovunque esso sorga saranno le persone a decidere le regole di un nuovo gioco, innescando un circolo virtuoso di creatività e socialità.


a cura di Federica Maietti


SCHEDA PROGETTO
Superhero


Localizzazione
New York


Committente
New Museum


Architecture and Landscape
OFL Architecture (Francesco Lipari, Vanessa Todaro, Riccardo Mussati, Ilja Burchard)


Team di progetto
Golnaz Ebrahimi, Sebastian Di Guardo, Alerto Serra, Riccardo Zingaro (Engineering), Alberto Serra, Marcello Cualbu


Superficie
500 mq


Anno
2013


Per ulteriori informazioni
www.oflstudio.com

 

Nell’immagine di apertura, render del progetto Superhero. © OFL Architecture

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