Cotto antico marchigiano

Il cotto antico marchigiano e i mattoni, realizzati ogni giorno e lavorati interamente a mano racchiudono in se stessi architettura, cultura, storia, arte e filosofie di vita tipiche di tutti coloro che hanno vissuto, nel corso dei secoli, “con” e “per” l’arte di edificare. La bellezza e l’unicità dei prodotti de I Mastri Fornaciai sono i testimoni più autorevoli dei tempi passati, in cui i materiali scelti erano in perfetta sintonia con l’ambiente e il contesto urbano in cui venivano inseriti.

I prodotti sono realizzati su ordinazione e su misura (ma esistono anche tanti formati standard), con argille composte solo da acqua e terra, essiccati in modo naturale all’aria aperta per circa 40 giorni e sono poi cotti a 1150°C con forno alimentato a metano perché non si creino emissioni dannose nell’ambiente. L’argilla è ricca di silicio, perciò la cottura avviene a temperature superiori ai 1000 gradi. Il silicio diventa quasi vetro e acquista in resistenza al gelo e agli urti. Perciò la pasta utilizzata è dura e non molle. Questo evita che, con il trascorrere del tempo, la pasta si “sgretoli”: l’argilla utilizzata non è miscelata con acqua e aria ma è pressata in modo che il materiale pesi di più rispetto ad altri materiali simili, ma non presenti al suo interno degli alveoli che con il tempo favoriscano la “disaggregazione” del cotto.
I prodotti sono inoltre eco-compatibili: il ciclo produttivo non crea nessun inquinamento, né tanto meno il prodotto produce emissioni dannose e/o nocive. Caratteristica imprescindibile è inoltre la “stonalizzazione” completa: ogni pezzo ha un colore diverso dall’altro, dal rosa acceso al giallo paglierino in un’ armonia di colori che riporta le mente ai tempi passati e alle costruzioni antiche. I pavimenti sono realizzati in diverse finiture superficiali: normale, leggermente irregolare; alla liscia, per ottenere la quale il pezzo viene spatolato e lisciato appena formato, l’ideale per grandi sale; leggermente “smanata”, sulla quale si nota appena il tratto della mano che l’ha lisciata; infine la grezza che richiama una lavorazione rustica.

Nell’immagine, il silicio diventa quasi vetro e acquista in resistenza al gelo e agli urti: la pasta utilizzata è dura e non molle

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