Copertura Auditorium di Adriano, il sistema dei Concorsi è da rivoltare come un calzino

Il problema dei Concorsi in Italia c’è. Ma va? Continuerà a esserci se chi deve fare le leggi non pone le basi per un confronto aperto e leale, per un’analisi aperta e vera dei progetti presentati e per la scelta dei progetti di qualità. A proposito di Concorsi italiani, è notizia di qualche giorno fa che la Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma ha ritenuto non più attuale il Concorso per la copertura dell’Auditorium di Adriano a Roma.

Il concorso per la copertura dell’Auditorium dell’imperatore Adriano, vicenda che trascina le proprie gambe da morta da oltre un anno, lacerata dagli interessi e dall’incapacità di fare un concorso come si deve,  era stato bloccato dalla Soprintendenza violando il principio della continuità amministrativa, per questioni “inerenti la composizione della giuria”  e nonostante numerosi progetti fossero già stati presentati.

Il concorso deve essere lo strumento per innalzare la qualità delle opere pubbliche e private e  per far emergere nuovi talenti. I principi da seguire devono essere però quelli dell’interesse pubblico, di qualità degli interventi e della concorrenza. Il valore del progetto non conta più niente all’interno dei concorsi, va recuperato prima di ogni altra cosa. È necessario scegliere un progetto e non un progettista, fare emerge il merito, e mettere al centro le esigenze e i bisogni della collettività.

Il Concorso non è solamente una questione di risorse economiche, non va scelto il progetto che costa meno. È fondamentale assicurare una buona qualità dell’opera pubblica. Il massimo ribasso per le opere di architettura, ingegneria e urbanistica è il criterio di aggiudicazione degli appalti pubblici che premia meno la qualità delle opere e fornisce più possibilità alle infiltrazioni mafiose nei concorsi di architettura di fare il proprio gioco.

Se evitiamo di incorrere nel pericolo infiltrazioni mafiose cancellando il massimo ribasso e lo sostituiamo con le infiltrazioni nella scelta dei progetti – raccomandati o in concorsi finti in cui all’inizio si sa già chi vince -, non cambia nulla.

A proposito del Concorso dell’Auditorium di Adriano, c’è una dichiarazione del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori:

“Basta concorsi incompiuti: serve che nel DdL delega per la Riforma degli Appalti sia introdotto un articolo che impedisca le incompiute di progetto affinché, in futuro, non possano ripetersi scandali come quello del concorso pubblico di idee per la copertura dell’Auditorium dell’imperatore Adriano in piazza Madonna di Loreto, a Roma. Concorso che la Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma – come si legge nella risposta del sottosegratario al Mibact, Ilaria Borletti Buitoni, ad una interrogazione parlamentare dell’onorevole Ermete Realacci,  più volte intervenuto nella vicenda – ritiene non più attuale, in quanto non conforme alle mutate esigenze e condizioni, la posa in opera di una copertura provvisoria dell’Auditorium.”

“Una ulteriore beffa, dunque, per professionisti che hanno impiegato energia, creatività e tempo nel realizzare i loro progetti per rendere ancora più suggestiva un parte di Roma, già così ricca di monumenti e di architetture uniche. Lascia ancora più amarezza, poi, quasi fosse una  vergognosa elemosina, l’intenzione della Sovrintendenza, come si legge nella stessa risposta all’interrogazione, di ‘allestire, entro spazi adeguati, un’esposizione temporanea dei progetti pervenuti, corredata da un catalogo, al fine di conferire al lavoro dei professionisti coinvolti la massima e doverosa visibilità’ “.

Che carini, quelli della Soprintendenza.. espongono i progetti. Come se l’esposizione fosse il riconoscimento opportuno per quelli che c’hanno lavorato sopra a quei progetti.

Tutto bene quel che dice il CNAPPC quindi. Però la situazione italiana va oltre il recupero dei Concorsi come strumento di scelta e basta. E non ha ragione nenanche la Soprintendenza, che adotta la risposta vergognosa (l’inattualità del concorso nello specifico) come una scusa. I Concorsi vanno mantenuti ma rivoluzionati, effettivamente rinnovati, rovesciati come calzini, ripensati, se è vero che le competizioni concorsuali conformate come lo sono adesso non garantiscono neanche i progettisti partecipanti perché proprio le amministrazioni e gli enti banditori sono affidabili, dal momento che troppo spesso tentano di rielaborare i progetti pervenuti utilizzando parti di diverse autori. La proprietà intellettuale dei progetti e il relativo diritto d’autore spetta ai progettisti. E questo è un altro problema legato ai Concorsi in Italia. Oltre a quelli elencati sopra.

 

di Enrico Patti

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2 commenti su “Copertura Auditorium di Adriano, il sistema dei Concorsi è da rivoltare come un calzino

  1. Ma se la signora Buitoni chiama un Architetto per fare il progetto della sua nuova casa e questi glielo consegna, provi la signora Buitoni a dirgli “…no grazie la casa non la faccio più e il progetto non glielo pago….” Vedrà che risposta avrà!!!

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