Contemporary Arts Center Cordoba, Nieto Sobejano Arquitectos

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Il progetto del Contemporary Arts Center dello studio Nieto Sobejano Arquitectos, coglie l’eco della cultura ispano-islamica ancora latente a Cordoba per contrastare l’uniformità che la civiltà globale impone e per interpretare una cultura occidentale diversa, al di là dei cliché che questa espressione reca.

 

A differenza della presunta efficacia e flessibilità dei contenitori neutri e universali utilizzati oggi, l’approccio progettuale di Nieto Sobejano Arquitectos punta a un edificio strettamente legato al luogo e a una memoria lontana, dove ogni spazio è sagomato singolarmente. Le leggi geometriche nascoste attraverso le quali artisti, artigiani e costruttori di un passato islamico remoto erano capaci di creare uno spazio multiplo e isotropo all’interno della moschea, un edificio sfaccettato con volte e finestre muqarna, permutazioni di motivi ornamentali con finestre a reticolo, pavimentazioni e decorazioni Ataurique, o le regole e ritmi narrativi impliciti nelle poesie e racconti della tradizione islamica sono gli elementi ispiratori del progetto.

 

Il progetto è concepito a partire da un sistema, una legge generata da un disegno geometrico ripetuto, originato da una forma esagonale che a sua volta contiene tre diverse tipologie di sale, da 150, 90 e 60 mq. Come un gioco combinatorio, le permutazioni di queste tre aree generano sequenze di spazi diversi, che possono anche creare un’unica area espositiva.

 

I laboratori degli artisti al piano terra e al piano superiore sono adiacenti alle sale espositive, al punto che non vi è alcuna stretta differenza tra loro: le opere possono essere esposte nei laboratori mentre le sale espositive possono anche essere utilizzate come aree per la produzione artistica. La assembly room o black box è progettata come un palcoscenico adatto a produzioni teatrali, conferenze, proiezione di film o mostre audio-visive.

 

Il Centro d’Arte Contemporanea non è un organismo centralizzato: il suo centro si sposta da una zona all’altra, è in ogni luogo. È progettato come una sequenza di sale collegate da una percorso coperto, dove le diverse funzioni dell’edificio si uniscono. Concepito come crocevia e luogo di incontro, è uno spazio comune per esporre e scambiare idee, ammirare installazioni e mostre, andare alla caffetteria, utilizzare la mediateca, attendere l’inizio di uno spettacolo nella scatola nera, o semplicemente osservare il fiume Guadalquivir.


I materiali contribuiscono a suggerire l’idea di “fabbrica d’arte” che pervade il progetto. Negli interni, pareti, lastre e pavimenti in calcestruzzo creano uno spazio in grado di trasformarsi utilizzando diverse forme di intervento.
All’esterno, l’edificio aspira a esprimersi attraverso un unico materiale: pannelli prefabbricati che allo stesso tempo rivestono le facciate opache e traforate, o compongono i tetti piani ed inclinati delle sale. Il carattere “industriale” del sistema di facciata e le caratteristiche di leggerezza svolgono un ruolo fondamentale nel concept combinatorio che governa l’intero progetto.

 

La facciata lungo il fiume è concepita come uno schermo perforato da diverse aperture poligonali con un sistema di LED montati dietro di esse; grazie a un software dedicato, i segnali video generano immagini e testi che si riflettono sulla superficie del fiume al fine di realizzare installazione concepite appositamente per il luogo. Durante il giorno la luce filtra attraverso le bucature penetra nel percorso coperto interno.

 

Nel Centro d’Arte Contemporanea artisti, visitatori, esperti, ricercatori si incontreranno in uno spazio privo di gerarchia spaziale evidente; un centro di attività artistiche creative che collegherà strettamente lo spazio architettonico con il pubblico, un laboratorio aperto in cui l’architettura stimola nuovi modo di espressione.


a cura di Federica Maietti


SCHEDA PROGETTO
Contemporary Arts Center Córdoba


Luogo
Córdoba, Spagna


Committente
Government of Andalucia


Progettista
Nieto Sobejano Arquitectos


Partners In Charge
Fuensanta Nieto, Enrique Sobejano


Project Architect
Vanesa Manrique


Collaboratori
Sebastián Sasse, Beat Steuri, Carlos Ballesteros, Mauro Herrero, Bart de Beer, Alexandra Sobral, Juan Carlos Redondo, Rocío Domínguez, Nik Wenzke, Gilta Koch, Jesús Gijón


Illuminazione facciata
Nieto Sobejano Arquitectos, in collaborazione con realities:united


Realizzazione
2013


Fotografie
Roland Halbe, Fernando Alda


Per ulteriori informazioni
www.nietosobejano.com

 

Nell’immagine di apertura, vista di uno degli spazi interni. Foto © Roland Halbe

 

 

 — english text

The echo of the hispano-islamic culture which is still latent in Cordoba has subconsciously signified more than a footnote in our proposal. In the face of the homogeneity which our global civilisation imposes in all aspects of life, the Centre of Contemporary Art aspires to interpret a different western culture, going beyond the cliché of this expression used so frequently.

 

We conceived the project as starting with a system, a law generated by a repeating geometric pattern, originating in a hexagonal shape, which in turn contains three different types of rooms, with 150, 90, and 60 mq. Like a combinatorial game, the permutations of these three areas generate sequences of different spaces which possibly can come to create a single exhibition area.

 

The artists’ workshops on the ground floor and the laboratories on the upper floor are located adjacent to the exhibition halls, to the point where there is no strict difference between them: artistic works can be exhibited in the workshops while the exhibition halls can also be used as areas for artistic production. The assembly room – the black box – is designed as a stage area suitable for theatrical productions, conferences, film screenings, or even for audiovisual exhibitions.

 

The Centre of Contemporary Art is not a centralised organism: its centre moves from one area to another, it is everywhere. It is designed as a sequence of rooms linked to a public walkway, where the different functions of the building come together. Conceived as a crossroads and meeting place, it is a communal area for exhibitions and exchange of ideas, to view an installation, see exhibitions, visit the café, use the mediateque, wait for the start of a show in the black box, or perhaps gaze at the Guadalquivir river.

 

The materials will contribute to suggest the character of an art factory which pervades the project. In the interior, walls and slabs of concrete and continuous concrete floors, establish a spatial area capable of being transformed individually using different forms of intervention.


Outside, the building aspires to express itself through one material: GRC prefabricated panels that at the same time clad opaque and perforated façades, or make up the flat and sloping roofs of the halls. The industrialised concept of the system plays a part in the combinatory concept which governs the whole project.

 

The facade onto the river is conceived as a screen perforated by several polygonal openings with LED-type monochromatic maps behind them. With an appropriate computer program, video signals will generate images and texts that will be reflected on the river’s surface and enable installations specifically conceived for the place. During the day, natural light will filter through the perforations and penetrate the interior covered walkway.

 

In the Centre for Contemporary Art, artists, visitors, experts, researchers and the public, will meet as in a contemporary souk, without an obvious spatial hierarchy. It will be a centre for creative artistic processes which will link closely the architectural space with the public: an open laboratory where architecture attempts to provoke new modes of expression.


PROJECT DATA
Contemporary Arts Center Córdoba


Location
Córdoba, Spain


Client
Government of Andalucia


Architects
Nieto Sobejano Arquitectos


Partners In Charge
Fuensanta Nieto, Enrique Sobejano


Communicative Lighting Façade
Nieto Sobejano Arquitectos, in cooperation with realities:united


Project Architect
Vanesa Manrique


Collaborators
Sebastián Sasse, Beat Steuri, Carlos Ballesteros, Mauro Herrero, Bart de Beer, Alexandra Sobral, Juan Carlos Redondo, Rocío Domínguez, Nik Wenzke, Gilta Koch, Jesús Gijón


Year
2013


Photographs
Roland Halbe, Fernando Alda


For further information
www.nietosobejano.com

 

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