Conservazione beni culturali, ecco come selezionare gli sponsor per gli interventi

Il Ministero dei Beni Culturali ha fornito alcune regole da seguire nella selezione degli sponsor per realizzare interventi conservativi sui beni culturali, contenute nel Codice dei beni culturali, e per l’elaborazione delle disposizioni che devono orientare gli uffici nell’applicazione delle norme vigenti per la sponsorizzazione. Lo ha fatto attraverso un documento, che potete scaricare qui. Tali regole, alcune vere e proprie norme tecniche, altre semplici indicazioni di massima, valgono sia per la PA sia per il privato che vuole sponsorizzare.

 

La sponsorizzazione di interventi sui beni culturali, particolare rapporto di collaborazione tra pubblico e privato caratterizzata dall’associazione del nome di un’impresa a un bene o a un’iniziativa culturale, suscita crescente interesse sia nella pubblica amministrazione, sia negli operatori economici.
La pubblica amministrazione, infatti, trova nella pratica della sponsorizzazione dei beni culturali una modalità facilmente percorribile per  trovare risorse, beni o servizi, da utilizzare raggiungere scopi istituzionali.
Gli operatori economici possono trarre vantaggio promozionale dall’accostamento dell’azienda al patrimonio culturale nazionale. Esiste quindi un mercato che dà valore a questi principi.

 

Per questi motivi la sponsorizzazione si è affermata come efficace strumento di conservazione e di valorizzazione del patrimonio culturale. Per evitare a priori contenziosi e poter confidare su un quadro certo di regole applicabili è necessario dare regole al confronto concorrenziale.
Il rispetto delle regole procedurali è stato imposto, sin dal 2004, dal diritto dell’Unione europea, dal diritto italiano (articolo 2 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 30) e dal Codice dei Contratti pubblici (decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, articoli 26 e 27) in cui sono confluiti i principi e le regole dettate dall’UE e dal diritto nazionale. In base a queste regole, si richiede il rispetto, nelle sponsorizzazioni, di alcuni principi fondamentali:
– economicità;
– efficacia;
– imparzialità;
– parità di trattamento;
– trasparenza;
– proporzionalità.

 

L’articolo 199-bis del Codice dei contratti pubblici definisce un percorso amministrativo preciso per dare certezza di legittimità all’operato dell’amministrazione e delle imprese private.
L’articolo 61, comma 1, dello stesso Codice, demanda al Ministro per i beni e le attività culturali (www.beniculturali.it) il compito di approvare con un proprio decreto “norme tecniche e linee guida applicative delle disposizioni contenute nell’articolo 199-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonchè di quelle contenute nell’articolo 120 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, anche in funzione di coordinamento rispetto a fattispecie analoghe o collegate di partecipazione di privati al finanziamento o alla realizzazione degli interventi conservativi su beni culturali, in particolare mediante l’affissione di messaggi promozionali sui ponteggi e sulle altre strutture provvisorie di cantiere e la vendita o concessione dei relativi spazi pubblicitari”.

 

Il Ministro per i beni e le attività culturali ha reso noto quindi un documento che riporta l’elaborazione delle disposizioni allo scopo di orientare l’azione degli uffici nell’applicazione delle norme vigenti per la sponsorizzazione dei beni culturali.


Contenuto del documento del Mibac
Viene definito il contratto di sponsorizzazione e vengono esaminate e illustrate nel dettaglio le modalità procedimentali attraverso le quali l’amministrazione arriva alla stipulazione delle tipologie contrattuali considerate. Vengono infine presi in considerazione alcuni profili problematici emersi nella prassi applicativa degli istituti:
– gli aspetti contabili inerenti alla gestione delle entrate sponsorizzazioni;
– la possibilità di stabilire rapporti di partnership rispetto a soggetti del terzo settore;
– la ricognizione della disciplina fiscale, importante per incoraggiare l’apporto di capitali privati per la realizzazione di attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Alcune indicazioni contentute nel documento hanno natura di norme tecniche (quelle attinenti alla tutela del patrimonio culturale), altre sono semplici linee guida.
Tra le norme tecniche, sono particolarmente importanti le istruzioni volte a dare attuazione dell’articolo 120 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che definisce la “sponsorizzazione di beni culturali”, per ciò che riguarda la compatibilità delle sponsorizzazioni di carattere storico-artistico, l’aspetto del bene culturale da tutelare o valorizzare, le indicazioni sui requisiti di qualificazione delle imprese affidatarie dei lavori in caso di sponsorizzazione tecnica.
Sono da considerare linee guida le modalità di affidamento dei contratti di sponsorizzazione e dei rapporti di carattere affine.

 

Non si trovano all’interno del documento disposizioni atte a disciplinare il ricorso alle sponsorizzazioni per la realizzazione del programma straordinario e urgente di interventi nell’area di Pompei e nei luoghi di competenza, dal punto di vista territoriale, della soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei.

 

Le suddette previsioni normative sono da considerare vigenti, poiché fatte salve dall’articolo 20, comma 2, del decreto legge n. 5 del 2012.

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