Concorso Parco Centrale di Prato, il progetto vincitore

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È composto da OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi con Michel Desvigne Paysagiste il team che si è aggiudicato il primo premio al concorso internazionale di architettura a procedura ristretta indetto dal Comune di Prato per la progettazione del Parco Centrale di Prato, un’area di tre ettari nel cuore della città. La giuria, presieduta dall’architetto Bernard Tschumi, e della quale hanno fatto parte Massimo Nutini, Michelle Provoost, Sébastien Marot e Roberto Zancan, ha selezionato il vincitore tra dieci concorrenti finalisti.

Nel loro insieme, i progetti elaborati dai finalisti esprimono nuove idee sulla città contemporanea e sul rapporto con il tema ambientale. Il progetto vincitore si è distinto per la capacità di offrire alla città di Prato e alla sua vocazione contemporanea una soluzione originale, innovativa e concreta. Il concorso giunge così alla fase conclusiva e offre alla città una proposta concreta per il Parco Centrale: uno degli obiettivi strategici principali nei quali il Comune di Prato è attualmente impegnato.

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Il team vincitore mette al centro della riflessione una profonda attenzione al tessuto urbano di Prato che ripone la sua singolarità nella sua estrema regolarità: una griglia ortogonale che, traccia del cardo e del decumano dell’impianto romano, colpisce per la sua persistenza e per la sua diffusione spaziale e temporale. Il progetto, quindi, parte dalla memoria del luogo e dalle sue forme urbane originarie per manipolarle, astraendole. Mette in risalto le mura storiche, evoca le tracce dei giardini italiani del Rinascimento, organizzati secondo prospettive, pergolati e siepi, reinterpretandole in un linguaggio contemporaneo.

A nord del sito, il padiglione si presenta come una struttura su un unico livello aperta sul parco. Esso accoglie, oltre ai ristoranti e ai servizi legati alle attività del parco, vasti spazi dedicati agli atelier artistici e alle mostre temporanee.

Il parco presenta una composizione vegetale e minerale elaborata a partire dall’interpretazione plastica di una cartografia particolare. Le viste aeree di Prato, che mostrano un susseguirsi di vegetazione e fabbricati, sono decriptate, sovrapposte, elaborate; da queste i progettisti estraggono i ritmi e il motivo geometrico che riorganizza la materia della città; queste servono come matrice per immaginare il possibile paesaggio del parco.

Attraverso questo processo grafico viene definita la disposizione geometrica delle superfici minerali e del verde, che viene ritmata dalle siepi. Queste quinte scandiscono il sito seguendo gli assi paralleli al cardo. Il parco è dominato da un alto strato arboreo costituito principalmente da alberi già presenti sul sito, il quale si sovrappone liberamente al disegno geometrico.

Nelle parole dei progettisti: “Il parco stesso acquista uno status di luogo per l’arte a cielo aperto. Nel cuore del parco sono esposte le sculture contemporanee e una collezione di piante selezionate non solo per le loro caratteristiche botaniche, ma anche per le loro qualità estetiche, i loro colori, la loro esuberanza. Così esposte, queste curiosità naturali si innalzano al rango di opere d’arte.”

Bernard Tschumi ha commentato così il progetto vincitore: “Il progetto è notevole nel senso che interpreta e celebra la storia di Prato e delle sue mura medievali. Allo stesso tempo esso guarda al futuro, allo sviluppo della città e alle sue diverse popolazioni”. Nelle parole di Michelle Provoost: “È un progetto forte e poetico che offre alla comunità uno spazio verde e una strategia di sviluppo per l’area come luogo che serva ai cittadini e attragga, al tempo stesso, visitatori dall’esterno”. Secondo Sébastien Marot: “Abbiamo selezionato questo progetto perché guarda al sito in profondità anziché in ampiezza. Esso sviluppa una strategia di stratificazione che si oppone all’aggiunta di elementi sul piano orizzontale. Così facendo, il progetto promuove la presenza di elementi sorprendenti già presenti nell’area, come le mura medievali, gli alberi, la griglia”. Per Roberto Zancan, le qualità del progetto si possono riassumere così: “Un progetto chiaro, moderno e tradizionale che consente alle arti di espandersi nel paesaggio e il paesaggio nella città”.

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Venerdì 7 ottobre alle ore 16, presso la Sala del Consiglio Comunale di Prato, si terrà una presentazione pubblica del progetto vincitore alla presenza del Sindaco di Prato Matteo Biffoni. La presentazione è organizzata insieme all’Ordine degli Architetti di Prato e all’Ordine degli Ingegneri di Prato. Tutti e 10 i finalisti sono invitati a partecipare alla tavola rotonda, moderata da Marco Brizzi, con Valerio Barberis, Assessore all’Urbanistica per il Comune di Prato, Pippo Ciorra, senior curator per l’architettura al MAXXI di Roma ed Elisa Cristiana Cattaneo, studiosa di Landscape Urbanism e docente al Politecnico di Milano.

Una mostra pubblica dei 10 progetti finalisti sarà allestita presso Palazzo Pretorio a Prato e sarà aperta al pubblico dal 7 al 28 ottobre 2016.

Per ulteriori informazioni
www.ilparcocentralediprato.it
www.obr.eu
micheldesvigne.com

Nell’immagine di apertura, Concorso per il Parco Centrale di Prato. Il progetto vincitore di OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi con Michel Desvigne Paysagiste. Vista sul parco e sul padiglione

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