Comprendere il moderno. La tutela dell’architettura del XX secolo come premessa al progetto contemporaneo

Nell’ambito del ciclo di convegni di architettura costruire, abitare, pensare, sabato 3 ottobre si terrà a Bologna, in occasione del Cersaie – Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, il convegno “Comprendere il moderno. La tutela dell’architettura del XX secolo come premessa al progetto contemporaneo”. Il ciclo di incontri nasce come insieme di eventi interamente dedicati al mondo della progettazione, un ricco programma di convegni e seminari per architetti, ingegneri e progettisti.

Molti degli edifici più significativi del XX secolo hanno maturato da tempo il mezzo secolo di vita. Altri edifici significativi ancora più recenti si sono ormai “storicizzati” a causa della circolazione sempre più veloce dell’informazione, anche nel campo dell’architettura.
Ciò ha portato a considerare gli edifici dell’ultimo secolo con un’attenzione paragonabile a quella riservata alle epoche più lontane.
Ma la conoscenza e conservazione del moderno, dal punto di vista tecnologico, funzionale, di significato architettonico è legata senza soluzione di continuità al contemporaneo, e ciò richiede chiavi di lettura e criteri di intervento specifici.

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Coordinatore
Giuliano Gresleri
Professor Ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università di Bologna

Comprendere il Moderno: La difficoltà dell’interlocutore
Il Moderno non é uno stile come tutti gli altri attraverso i quali si esprime la tradizione dell’architettura occidentale. La vicenda degli stili tradizionali che si conclude alla metà del XIX secolo con l’Eclettismo é abbastanza conosciuta dalla gente perché viene più o meno insegnata a scuola secondo un procedimento logico tendente a dimostrare una supposta continuità tra i vari passaggi dell’architettura occidentale (greco, romano, romanico, gotico, ecc.).  Ciò che noi chiamiamo Moderno é l’insieme delle operazioni architettoniche sperimentate in Europa e America nella seconda metà dell’800 a seguito di una complessa contingenza economico-politica che vuole esprimersi in totale autonomia rispetto alla tradizione del passato. Questa tradizione si esaurisce definitivamente attorno agli anni Venti del ‘900 senza essere riuscita a stabilire un codice comune e intelegibile a livello universale perché le culture extraeuropee restano fortemente caratterizzate in senso autoctono. Come tale i contenuti che essa esprime sono mutevoli e richiedono un costante adeguamento dell’interlocutore, sempre in difficoltà nel leggere i messaggi ad essa affidati. Gli architetti moderni, d’altro canto, non si preoccupano che tale comunicazione avvenga in modo convincente perché a loro volta disorientati dall’enorme quantità di variabili che entrano oggi nel progetto contemporaneo. Per questo la critica architettonica ha tutto sommato una grande “fortuna” mediatica: attraverso di essa il messaggio moderno riesce spesso a passare e fornire al pubblico le chiavi di una decifrazione altrimenti impossibile.

 

Alessandro Marata
Docente alla Facoltà di Architettura di Cesena

Caso di studio: restauro del Grande Albergo Ausonia Hungaria – Venezia Lido
La facciata dell’Hotel Hungaria al Lido di Venezia è stato realizzata nel 1912 e rappresenta, per la sua qualità e per l’estensione superiore ai settecento metri quadrati,  uno degli esempi più importanti al mondo di facciata di maiolica policroma. Il restauro è stato portato a termine in soli cinque mesi grazie alla stretta collaborazione tra le imprese specializzate, la Soprintendenza di Venezia e l’Università di Padova. Le operazioni di rilievo e di restauro sono completamente documentate nel libro “Se le pietre potessero parlare”, edito a Venezia nel 2008.

 

Marcello Balzani
Direttore Centro Dipartimentale DIAPReM Dipartimento di Architettura Università di Ferrara

Il rilievo del moderno. Conoscere per comprendere
Il rilievo del moderno è un tema complesso sia sul piano critico che su piano applicativo, basti pensare a come la diretta percezione del costruito immedesima ed immerge i visitatori ei cittadini in quello spazio urbano definito dai caratteri della città attuale, complessa e variabile, dove i processi di trasformazione si legano ambiguamente spesso a desideri e necessità d’incerte riqualificazioni, connessi ad un superficiale giudizio di valore negativo, ormai diffuso su tutto ciò che non è antico. Appare, quindi, urgente ed indispensabile affrontare anche nuove tecnologie e metodologie (e l’attenzione rivolta da alcuni anni al Moderno come materiale storico e archeologico della contemporaneità ne è un importante segnale) la riscoperta di questa città recente, a volte ancora vivente nei suoi artefici, ma forse più in pericolo di quella antica, perché incompresa nei suoi caratteri rimane esclusa dal recupero e dal restauro filologico, soggetta a rapide ristrutturazioni funzionali che disgregano e disperdono gli elementi di identità.

 

Piero Orlandi
Architetto, Dirigente  Servizio Beni Architettonici dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna

Legge Regionale 16/2002: la conoscenza del patrimonio architettonico del ‘900
Dopo la promulgazione della legge regionale 16 del 2002 sulla qualità architettonica del territorio, la Regione ha promosso la conoscenza del patrimonio architettonico del Novecento attraverso varie iniziative. Tra queste, nel 2005, un censimento di circa mille edifici di interesse storico-architettonico realizzati nel secondo Novecento nelle città della regione, oggi a disposizione dei comuni per le proprie esigenze di pianificazione urbanistica.

 

Federica Legnani
Comune di Bologna, Unità Pianificazione Urbanistica

Tutela degli edifici moderni e contemporanei negli strumenti urbanistici del Comune di Bologna
Il Piano Strutturale Comunale e il Regolamento Urbanistico Edilizio di Bologna dedicano un’attenzione inedita all’architettura moderna e contemporanea. È stata indagata la pubblicistica di settore per verificare l’interesse verso le opere bolognesi. Una prima selezione di edifici “recensiti”, di particolare qualità, è riportata sulla Carta unica del territorio del Psc: la tutela cui sono assoggettati è la medesima degli edifici antichi. Una seconda selezione, edifici d’interesse documentale del moderno, è riportata sulle tavole del Rue, cui è associata una specifica scheda prestazionale per gli interventi edilizi.

 

Alfonso Acocella
Docente alla Facoltà di Architettura di Ferrara

Permanenze e aggiornamenti dei materiali tradizionali nel moderno
L’intervento intende mettere a fuoco gli esiti evolutivi delle tecnologie e dei linguaggi formali contrassegnati dalla permanenza dei materiali tradizionali – laterizio, pietra, ceramica – spinti ad evolvere i loro modi di costruzione dalla cultura innovativa del Moderno in cui si affermano e si diffondono le strutture in calcestruzzo armato.
L’indagine interpretativa poggerà su una serie di opere di architettura (di Giuseppe Muzio, Gio Ponti, Angelo Mazzoni, Ignazio Gardella, Adalberto Libera, Giuseppe Moretti, Mario Ridolfi) capaci di scandire i momenti e gli apporti italiani salienti al rinnovamento dell’architettura moderna europea.

 

Cersaie è promosso da Confindustria Ceramica in collaborazione con BolognaFiere ed organizzato da Edi.Cer. Spa in collaborazione con Promos.

CERSAIE
Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno
29 settembre – 3 ottobre 2009
quartiere fieristico di Bologna

Orari
da martedì a venerdì: 9.00 – 19.00
cabato 3 ottobre: 9.00 – 18.00

Comprendere il moderno. La tutela dell’architettura del XX secolo come premessa al progetto contemporaneo
Sabato 3 Ottobre 2009
  – Ore 10.00

Galleria dell’Architettura Cersaie 2009

 

Nell’immagine, particolare del manifesto di CERSAIE 2009, disegnato dall’architetto Mario Botta

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