Complessità e sostenibilità nel progetto, scarica il numero 9

Pubblichiamo il numero 9 di Complessità e sostenibilità nel progetto, l’ezine a cura di Gabriella Padovano e Cesare Blasi, che focalizza la riflessione sul rapporto tra modernità liquida, modernità solida e progettazione. Il numero contiene: Mario Cucinella Architects, 3XN, Asymptote Architecture e Zaha Hadid. Leggiamo un estratto dall’editoriale.

 

“Viviamo in un’epoca, in cui molte prospettive sembrano mutare in modo tutto particolare e le condizioni attuali di contesto sembrano richiedere un impegno critico e strategico, che non può limitarsi a gestire la situazione esistente, apportando alcuni cambiamenti sia pure ragionevoli.

 

La differenza e contrapposizione tra la modernità solida e la modernità liquida mostrano la mutazione di scenario e il rovesciamento di prospettiva, che appaiono necessari per affrontare gli squilibri ambientali (mutamenti climatici, inquinamento, ecc.), quelli energetici, la crisi della produzione materiale, la diffidenza verso i flussi migratori (letti come pericolo anziché quale risorsa), il superamento dei confini e delle separazioni tra produzione e consumo, la contraddizione tra codificazione di standard e la condivisione di esperienze, il passaggio dagli spazi di interdizione a quelli di interazione.

 

È evidente che la modernità solida acquisisce e incrementa la concentrazione e la centralità quali dimostrazioni della validità del paradigma e, dopo il fallimento della dispersione e del policentrismo, rigetta questi suoi stratagemmi, messi in atto per superare le anomalie generate dalla concentrazione e centralità stesse.

 

La modernità solida ha puntato ad astrarsi dalle caratteristiche del luogo, delle persone, a negare le capacità di auto-organizzazione e auto-rappresentazione dei soggetti, in quanto ha dovuto ridurre le persone a individui astratti, operando una sorta di distorsione razionalistica, che ha finito per sottomettere a norme e principi ottimizzati l’agire sociale. Il mondo naturale e quello sociale vissuti vengono analizzati e interpretati come lontani dallo standard e dalle economie di scala necessarie alle scelte e agli obiettivi razionali: la complessità sostenibile, ossia la varietà, la variabilità nel tempo, l’interazione dei processi, che avvengono nella produzione.

 

La modernità solida ha separato le diverse sfere d’azione, facendo corrispondere a ciascuna di esse un principio prestazionale e ha posto in essere un insieme di automatismi in grado di operare in modo impersonale e autoreferenziale attraverso procedure amministrative e norme giuridiche, che riducono i comportamenti al rispetto di regole di carattere generale e astratto, in realtà indifferenti al vissuto delle persone e delle loro attività”.

 

Leggi tutto l’editoriale e scarica il CSP 9.

 

L’e-zine (bilingue: italiano e inglese) ha una periodicità trimestrale. Ecco i numeri già usciti:
CSP n.1, gennaio-marzo 2012
CSP n.2, aprile-giugno 2012
CSP n.3, luglio-settembre 2012
CSP n.4, ottobre-dicembre 2012
CSP n.5, gennaio-marzo 2013
CSP n.6, aprile-giugno 2013
CSP n.7, luglio-settembre 2013.
CSP n.8, ottobre-dicembre 2013.

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